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Il giorno dell'esame

Visto che nella mia memoria è rimasto l'episodio della prova d'esame del brevetto HSA, ho pensato di farvi partecipi alle emozioni che ho provato in quella sede. Questo, per fornirvi degli elementi di come si svolge praticamente.

Dopo un paio di mesi di mesi scrupolosamnete divisi in lezioni di teoria, interrogazioni, verifiche scritte, ed immersioni in piscina per impratichirci con l'attrezzatura, venne il momento della prova d'esame. La prova di teoria consisteva nel rispondere per iscritto ad una serie di domande (mi sembra una cinquantina) su tutto il programma assimilato nelle ore di lezione invernali e devo dire che a parte qualche errore, è stato superato brillantemente. La tipologia di domande va dalla fisiologia respiratoria alla fisica dei liquidi e degli aereiformi, alla conoscenza dell'attrezzatura, luoghi d'immersione, fenomeni naturali e chi più ne ha più ne metta.
Era ora la volta della prova pratica, in mare, dalle parti di Rapallo, in Liguria. L'adrenalina per l'immersione d'esame in mare era talmente alle stelle, che quando fummo sul posto mi accorsi di aver dimenticato a casa la maschera, cosa imperdonabile per un esaminanado. L'istruttore fortunatamente chiuse un occhio e ci immergemmo su un fondale di circa 8-9 metri. Sul fondo mi venne chiesto di seguire l'istruttore ma nuotando con le braccia, mi accorsi che non mi muovevo di un millimetro. Allora mi girai indietro istintivamente ma non vidi nessuno. poi mi girai prima a destra e quindi a sinistra e anche qui non c'era anima viva, inoltre, non avendo sensibilità ai piedi, provai a vedere se per caso mi si erano impigliati o incastrati tra le rocce. Anche quest'ultimo controllo ebbe esito negativo, facevo una fatica incredibile e non avanzavo di un millimetro. Mi venne allora un dubbio: se il pericolo non arrivava da destra, da sinistra o da sotto, poteva arrivare dall'alto. Alzai lo sguardo e vidi una sagola che partiva dalla rubinetteria della bombola e saliva verso la superficie del mare verso la barca-appoggio, mi voltai, e un paio di metri dietro di me vidi l'aiuto istruttore che sogghignava dentro la maschera. Più tardi seppi che volevano testare il sangue freddo e la capacità di togliersi dai guai simulando un attorcigliamento su una "pseudo rete da pesca". In quella occasione, avevo solo spettatori. Pensai che volessero vedere sino a che punto ero padrone dell'attrezzatura e che grado di confidenza avevo con lei e quindi sgonfiai il GAV per renderlo negativo, me lo tolsi assieme alla bombola, sciolsi il nodo fatto satanicamente dall'aiuto istruttore, e re-indossai tutto quello che avevo lasciato sul fondo. Poi continuammo l'esame con esrcizi di riempimento/svuotamento maschera, risalite controllate e non, orientamento etc. Quando fummo in superficie l'aiuto istruttore mi disse di sentirsi male (era davvero un figlio di ...satana) e dovetti trascinarlo per un centinaio di metri verso riva. Non c'erano grossi problemi per questo, perché avavamo anche fatto un corso di salvataggo e di primo soccorso; ma c'era il piccolo ed insignificante particolare che l'individuo svenuto era grosso come un armadio, aveva tutta l'attrezzatura indossata e soprattutto "bagnata" e per giunta si agitava faceno da freno nell'acqua. Quando giungemmo a riva, ero sfinito ma mi beccai una pacca sulla spalla dall'istruttore che mi disse: "benvenuto in un nuovo mondo".
Da allora, ogni volta che vado sott'acqua, è come se fosse una esperienza nuova, mi sento libero, libero di muovermi dove voglio, sono invaso da sensazioni, da emozioni nuove vedendo di volta in volta nuovi organismi viventi. Sott'acqua non ci sono barriere, la sensazione di libertà è assoluta ed é resa ancora più "solenne" dal rumore ovattato delle bomboline d'aria che escono dall'erogatore ed ogni tanto dal ronzio quasi innaturale dei motori delle imbarcazioni che passano nei paraggi. Inizialmente credevo che il problema maggiore fosse presentarsi presso un diving-center col brevetto HSA, dire che si é intenzionati a fare un'immersione, ed essere presi sul serio. Invece ho notato che per il 90% non ci sono problemi perchè quasi tutti conoscono HSA Italia, in quasi tutti i Divng Center italiani o esteri c'é almeno un istruttore brevettato HSA, e competenza e disponibilità verso le persone con varie disabilità non mancano.