La poltrona

Né pause né vacanze, please!

a cura di Carlo Barretta




La calura di queste giornate di luglio, unita ad un tasso di umidità molto elevato, determina delle condizioni meteorologiche di stagnazione dell'aria e di relativa difficoltà in chi deve necessariamente operare.
I riflessi si appannano, le energie si consumano rapidamente e vi è la tendenza al riposo, all'inerzia.
Tutto ciò è comprensibile quando dalle nostre azioni non dipendono i bisogni e le necessità degli altri.

Risulta invece ingiustificabile allorché un simile comportamento coinvolge la classe politica, la quale per sua natura e per impegni assunti solennemente con gli elettori deve riuscire a dare risposte concrete tutto l'anno.
L'amministrazione della cosa pubblica non può consentirsi vacanze, né pause più o meno lunghe.
La classe politica del XIII Municipio sembra non aver capito questa elementare regoletta.
Cade in letargo durante i mesi invernali e predilige la siesta durante quelli estivi, ne consegue una paralisi completa che determina l'incancrenirsi dei problemi e lo sperpero di risorse, quando non accade addirittura, che sei miliardi delle vecchie lire destinate all'entroterra non vengano utilizzate.
E non lo dice l'opposizione, ma il consigliere comunale Di Stefano, nonché segretario politico dei CCD romani.
Ci sarebbe da ridere e ancor più fa ridere, la giustificazione addotta dal consigliere del XIII Municipio, nonché assessore all'Ambiente, Rutigliano, che giustifica la cosa con l'inesperienza da parte dei consiglieri di maggioranza.
Onestamente, la motivazione addotta mi sembra di una gravità assoluta, dal momento che stiamo parlando di politici che dovrebbero amministrare duecentomila cittadini. Ma in che mani ci siamo messi?
Si può giustificare un fatto simile, semplicemente con l'inesperienza senza nemmeno sentire il dovere di chiedere scusa ai cittadini dell'Entroterra e domandare le dimissioni dei responsabili?
Non si tratta di un gioco, di una semplice partita di calcio, ma dei bisogni di quella gente blandita durante la campagna elettorale e che oggi si vede menata per il naso.
Credo che il consigliere Rutigliano unitamente alla giunta ed al suo Presidente, dovrebbero sentire il dovere morale di riparare all'errore, se possibile, oppure prendersi una vacanza lunga, molto lunga e corroborante, evitando così di arrecare pesanti danni ai cittadini tutti e a quelli dell'entroterra in particolare.
La parola dimissioni, in politica, sta cadendo in disuso, consentendo a personaggi improvvisati d'imperversare, nella speranza che gli elettori abbiano la memoria corta.
Per fortuna l'Entroterra sembra voler reagire a questo modo di fare politica, l'iniziativa tendente a raccogliere le cinquemila firme per la creazione del XIV Municipio continua a raccogliere larghi consensi, nell'indifferenza, consueta ed interessata, dei partiti.
I cittadini, raccolti nei comitati di quartiere, hanno espresso il loro parere favorevole e per l'autunno il Comitato promotore si ripromette di aprire i tavoli della raccolta delle firme.
Lo scetticismo e la sottovalutazione dei partiti non vengono tenuti in considerazione, da sempre la difesa delle poltrone usa questi strumenti.
Non è facile rinunciare a due milioni al mese, soprattutto quando essi vengono incamerati così facilmente e senza essere sottoposti alle nuove regole dell'art. 18, valide per tutti i lavoratori ma non per i politici di professione, quali oggi sono, incredibilmente, anche i nostri Consiglieri!
Ci penseranno i cittadini dell'entroterra, da sempre pazienti, a riparare ai vostri errori, quando sarà il momento, con una semplice firma. Forse, solo allora, capirete che non potete godere dell'impunità!

La poltrona
Sommario n° 65 - Lug. '02