Il carnevale di ServolaIl carnevale di Servola

Il Carnevale

carnevale 2001

Il borgo entra nell'atmosfera carnevalesca  con studiata lentezza, in un crescendo di entusiasmi che raggiunge il suo culmine formidabile nelle leggendarie baldorie del Martedì Grasso. Lauti sacrifici a Bacco e autentiche stragi di specialità gastronomiche conferiscono il giusto tono ai veglioni mascherati, alle scorribande pazze nelle vie, al pellegrinaggio frenetico nelle osterie. Così il borgo, calmo e sonnolento per undici mesi all'anno, si risveglia in questo periodo dal torpore e le vie e le piazzette si animano, diventando una sorta di palcoscenico per tutti. Messi al bando la faccia seria, gli atteggiamenti compunti, gli stili quotidiani,  chi lo desidera può così cambiar ruolo, dare spazio alle reali aspirazioni, al personaggio che avrebbe voluto essere. Il tutto nella più sana allegria e secondo regole e modelli inalterati da decenni. Così Servola diventa annualmente, a febbraio, il "paese del carnevale" senza grandi voli ma realisticamente, alla ricerca dell'allegria più schietta.

I funerali del Re CarnevaleIl mercoledì delle Ceneri, reduce da una nottata in cui l'estro s'era disfrenato sino alle  conseguenze estreme, il popolo accompagna il Carnevale a morire in qualche prato: frotte di pedoni assistono all'emblematico spettacolo che racchiude nella sua grossolana semplicità l'intero senso dell'esistenza. Il fantoccio di stracci, adagiato su di una lettiga sorretta da 4 uomini dal viso annerito dalla fuliggine, è preceduto dal gran maestro che avanza con il stendardo del borgo. Un chiassoso corteo di mogli, amanti, figli e nipoti accompagna, assieme alla marcia funebre della banda, il defunto; ogni osteria reclama una tappa con una bevuta consolatoria. Ma ecco l'ora del tramonto incombe, le esequie si affrettano: il fantoccio viene disteso sull'erba, una maschera lo incendia, rapidi guizzi fiammeggianti divorano i miseri cenci nella fresca aria vespertina. Più tardi, quando già le ombre della notte invernale hanno steso il loro manto su Servola, nelle osterie sovraccariche le onoranze al Carnevale defunto si prolungano. Se non il digiuno, almeno il mangiar di magro viene rispettato e il biondo nettare della malvasia scende a innaffiare, come un fiume di lacrime, i vassoi rotondi stracolmi di" granzievole" e "ostrighe"

Liberamente tratto da "Servola" di Adriano M. Sancin Edizioni Moderna.

Il carnevale negli anni '50

Carnevale negli anni '50.

carnevale 2000  carnevale 2001

Si ringrazia il sig. Egidio Muzina per le fotografie.


E' nato un sito che ha intenzione di mettere in rete tutte le manifestazioni carnevalesche d'Italia: non dimenticarti di dargli un'occhiata.

www.carnevalecommunity.com

Torna all'home page