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“E la tristezza passerà, la tristezza lascerà posto a qualche forma di felicità…Il mondo ci sorprenderà con i colori e le stagioni calde, i giorni mai uguali”. E’ il nuovo motto estrapolato da una canzone di una ritrovata Paola Turci, la cantante romana che, assente per un po’ dal palcoscenico, sta tornando con la sua ultima fatica, Giorni di rose, il nuovo album di inediti a cui hanno collaborato Carmen Consoli, Nada, Marina Rei e Fiorella Mannoia. La Turci, in un’intervista su Vero, rivela i suoi ultimi anni in preda ad alti e bassi, i momenti bui in cui era arrivata a pensare anche di farla finita, e alla rinascita, dovuta in parte anche ad un nuovo amore. Nel 1993 la cantante ebbe un drammatico incidente stradale mentre viaggiava in auto sulla Salerno- Reggio Calabria, dal quale si salvò per miracolo. Il suo viso però venne deturpato dalle cicatrici che solo dopo 12 interventi chirurgici sono svanite. Nel frattempo dolore e solitudine si sono stampate sul suo volto, tanto da sentire la necessità di farsi aiutare da uno psicoterapeuta. “Mi ha aiutato davvero molto. E’ stato un percorso impegnativo durato due anni. Mi è servito per capire ed eliminare i miei freni, ossia il senso di colpa che provavo per qualsiasi cosa e che mi immobilizzava”. La immobilizzava così tanto mentalmente che arrivò a pensare addirittura al suicidio. “E’ successo quando per sei anni ho vissuto un calvario per dei problemi che avevo alla schiena. Avevo due ernie allineate che non sapevo come curare, tanto che ero arrivata a dire: ‘Basta, la faccio finita, soffro troppo, tanto non c’è più niente da fare. Ed invece poi tutto si è sistemato”. Tutto è
bene ciò che finisce bene. Infatti oggi quella che torna alla ribalta è una Turci meno cupa, con un sorriso smagliante orgogliosa del suo nuovo album e di non aver ceduto, da giovane, alle avances di produttori che le garantivano un cammino meno impervio. “Lavorare molto mi ha fatto bene. Malgrado il precariato e la diffusa disoccupazione che c’è in giro, ci sono comunque tantissime cose da fare. Basta volerlo, tutto sta nel trovare la forza di alzarsi e muoversi. Spesso io stessa non l’ho avuta, ma è sempre coinciso con i miei momenti peggiori. Ho scoperto così che mi sento felice non quando attraverso il massimo benessere, ma quando trovo dentro di me la forza di reagire, come quando sono stata vittima di stalking e ho fatto affidamento all’etica, alla mia dignità e intelligenza. Allora non era nemmeno reato”. Ma a rendere più dolce la sua vita è stato senz’altro l’amore, il nuovo compagno, per il quale ha lasciato Roma, la sua città d’origine, per trasferirsi a Milano e con il quale, non fa mistero, si sentirebbe pronta a diventare madre, nonostante l’età. “Parlare di età giusta per avere un bambino, oggi, devo dire che mi sembra ridicolo. Finora non sono rimasta incinta, ma ho il desiderio di diventare madre e sono assolutamente convinta dell’idea che una donna possa esprimere la sua voglia di maternità quando vuole”.