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"Abbiamo fatto un grande lavoro nonostante Roma". Lo ha detto Debora Serracchiani dopo la vittoria alle Regionali del Friuli Venezia Giulia. "Sono molto contenta, abbiamo lavorato tanto, ci meritavamo l'occasione di poter governare la Regione". Poi l'annuncio: "Abbiamo già preparato l'articolato di una legge per tagliare i costi della politica, l'obiettivo è riconquistare credibilità da parte dei cittadini".

Arrivano complimenti da tutta Italia per Debora Serracchiani e lei, a caldo, commenta: «Sarò al servizio di tutto il Friuli Venezia Giulia e per farlo lavorerò con tutti. Credo che questa regione ancora una volta abbia dato prova della sua specialità». Sono state queste le prime parole dell'europarlamentare e segretario regionale del Pd. «Se non c'era Roma, sarebbe stata un'asfaltata», aveva invece commentato a metà scrutinio, intercettando gli umori di tanti altri esponenti del Pd friulano convinti che «non ci sarebbe stata storia da subito nel risultato del centrosinistra» se le scelte del partito a Roma nella partita per l'elezione del presidente della Repubblica e la formazione di un governo fossero state diverse. La Serracchiani, circondata dai fedelissimi dello staff, è stata poi raggiunta dal marito Riccardo Chiappa. «Abbiamo aspettato con trepidazione ma anche con molta serenità, dal momento che per questa campagna elettorale abbiamo lavorato sodo». Infine la vincitrice rende onore a Renzo Tondo ringraziando subito l'avversario. «È stato molto cortese, mi ha telefonato subito riconoscendo la mia vittoria».

Il centrodestra: «Nessun ricorso». Sereno, consapevole di aver fatto fino in fondo il proprio dovere, contrario a qualsiasi ipotesi di ricorso («questa regione non ha bisogno di confusione»), turbato in parte dalla debacle di Trieste e Gorizia: Renzo Tondo, il presidente uscente, è arrivato poco prima delle 21 in sala stampa, a Udine per «parlare e spiegare con serenità i motivi di una sconfitta maturata sul filo di lana e per un pelo». «Riconosco la vittoria di Serracchiani - ha detto Tondo - alla quale ho già fatto gli auguri di buon lavoro. Questa regione infatti ha bisogno subito di un governo perché sono tantissimi i problemi da affrontare e risolvere. Ho la coscienza tranquilla - ha aggiunto - forse qualche errore l'ho commesso, ma non sono queste le ore per questi ragionamenti. L'approfondimento sul voto lo faremo a bocce ferme. Prendo atto che ho perso per lo zero virgola qualche cosa».

Tondo non pensava ad un testa a testa con Serracchiani. «Forse con il candidato dei grillini - ha detto - invece alla fine l'ha spuntata la candidata del centrosinistra. Io sono abituato a vincere e perdere. Ora farò il consigliere regionale per 5 anni e lavorerò in consiglio. Le astensioni? È andato al voto un cittadino su due - ha detto il presidente uscente della regione - e questo deve farci riflettere. Significa che la gente non crede più alla politica per risolvere i problemi. Ma questo vale anche su scala nazionale». Quanto al M5S Tondo ha detto «che rispetto al voto politico ha perso più del cinque per cento e questo è positivo». Tondo non ha voluto calcare la mano né su Franco Bandelli, che a Trieste ha portato via molti voti al centrodestra, né sugli ex amici e parlamentari del Pdl Ferruccio Saro e Roberto Antonione, che in campagna elettorale si erano spesi per Serracchiani. «In queste competizioni elettorali di amici ne perdi e ne trovi. Quindi pari e patta e finiamola qui». Ma è chiaro che i conti all'interno del Pdl regionale sono solo all'inizio. E ora che il partito non comanda più a Trieste è sicuro che la guerra sarà lunga e dura.

Saverio Galluccio ammette la sconfitta. «Sul Movimento 5 Stelle - dice - c’era una forte attesa perchè venivamo da un ottimo risultato alle elezioni politiche di febbraio. Forse non abbiamo ottenuto quello che qualcuno si aspettava, ma - sottolinea il candidato alla presidenza del Fvg - siamo riusciti comunque a conseguire il 20 per cento di voti». Galluccio ne va fiero. «Anche perchè - sottolinea - fino a pochi mesi fa il M5S non esisteva. E dove siamo presenti con nostri consiglieri comunali, vedi Trieste e Gorizia, siamo riusciti a conseguire percentuali lusinghiere. Dove abbiamo lavorato bene, la gente ci premia».

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