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«Il nostro non è un governo che esce dalla maggioranza, ma è un governo dell'autonomia, di uomini liberi che non si sottopongono ai diktat». Lo ha detto Raffaele Lombardo nel corso della conferenza stampa di presentazione della nuova giunta regionale. Il governatore della Sicilia ha confermato gli assessori uscenti Michele Cimino (che aveva la delega al Bilancio), Luigi Gentile (che era ai Lavori pubblici), Giambattista Bufardeci (che era assessore al Turismo e vicepresidente della Regione), Giovanni Di Mauro (ex Cooperazione) e Giuseppe Sorbello (che guidava l'assessorato all'Ambiente). Confermato anche Massimo Russo, assessore tecnico alla Sanità. Entrano nella giunta di Palazzo d'Orleans i tecnici Marco Venturi, presidente della Piccola industria di Confindustria Sicilia e a capo della Camera di commercio di Caltanissetta da sempre impegnato sul fronte della legalità, Caterina Chinnici, procuratore presso il Tribunale dei minori di Palermo e figlia del magistrato Rocco Chinnici ucciso dalla mafia nel 1983, e Gaetano Armao, avvocato e ricercatore presso l'università di Palermo in diritto amministrativo. Resta fuori l'altro tecnico voluto da Lombardo lo scorso anno, il pm Giovanni Ilarda che aveva ricevuto la delega alla Presidenza. Nel nuovo esecutivo regionale non ci sono i rappresentati dell'Udc.

Il terremoto politico in Sicilia si era scatenato lunedì mattina (a un anno di distanza dalla formazione della prima giunta Lombardo) quando il governatore aveva azzerato la propria giunta, dopo un anno di lotte intestine nella maggioranza, promettendone una nuova in 48 ore. «Alla fine abbiamo acconsentito a prolungare di altre 48 ore – commenta Lombardo – ma quando ho sentito che si parlava di posticipare a dopo le elezioni europee ho capito che non facevano sul serio». Per quanto riguarda i contatti tra il governatore e il premier Silvio Berlusconi, Lombardo afferma di «non aver sentito Berlusconi in queste ore, quindi significa che nonostante i gridi di dolore non c'è tutto questo interesse».

Nelle prossime ore potrebbe aggiungersi un decimo assessore, è certo però «che non ci sarà nessun esponente di quelle aree politiche che in questi mesi hanno remato contro il governo regionale. Abbiamo comunque un'ampia maggioranza». Per le deleghe invece si dovranno attendere i prossimi giorni anche se da indiscrezioni a Venturi dovrebbe andare l'assessorato all'Industria e alla Chinnici quello alla Famiglia. 

L'ingresso di Venturi nella giunta Lombardo-bis «è sicuramente una mia scelta personale e non di Confindustria – afferma Venturi che si è già dimesso dalla carica ricoperta nell'associazione degli industriali mentre nei prossimi giorni lo farà anche dalla Camera di commercio – continuerò a lavorare per la legalità ma anche per la burocratizzazione e la semplificazione per far uscire la Sicilia dalle logiche clientelari».

Il Pd siciliano boccia la nuova giunta Lombardo: «Questo governo non è né istituzionale, né tecnico, né politico, né autonomista – afferma Antonello Cracolici, capogruppo Pd all'Assemblea regionale siciliana – è un governo di un centrodestra confuso destinato a durare il tempo di un contratto stagionale al quale non faremo mancare la nostra opposizione».

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