Cronaca - il sito di zon@ venerd́

Editoriali


L'altro ieri ci sono state le dimissioni di Berlusconi e in un modo che non mi aspettavo, queste hanno avuto un grande impatto sui media internazionali. Non sono abituato a vedere interesse per l'Italia come invece c'è in questo periodo. Peccato che questo interesse sia scatenato, non da ammirazione; ma da rabbia e preoccupazione. La gestione dell'economia italiana tenuta da Berlusconi (ma anche di tutto quello che ha fatto al governo) è stata altamente manchevole e questo ha portato ad acutizzare la crisi dell'eurozona. Non c'è, infatti, alcun fondo di garanzia che possa sopportare il default della terza potenza economica europea (come invece si è finora riusciti a supportare Irlanda, Portogallo e Grecia).

Ma la cosa di cui si è parlato di più è la fine dell'era Berlusconi; 17 anni di dominio non solo politico, ma anche culturale. Nessuno si è reso conto che quello che è appena finito è il quarto governo Berlusconi e non il primo. Berlusconi si è numerose volte ricreato dalle sue ceneri e non basta la fine di un suo governo per considerare finita la sua avventura politica. Anche perchè, diciamocelo chiaramente: lui ha ancora suoi interessi da tutelare e non può certo permettersi di scappare alle Barbados. Il Pdl per quanto fragile e litigioso è ancora un partito unito nella venerazione di un'unica persona (Berlusconi appunto) che fa da collante a tutte le contraddizioni che vi sono contenute. Gabriella Carlucci è un'eccezione e non credo che il Terzo Polo sia un'attrattiva tanto grande da far implodere il Pdl. Almeno non per adesso. Se no il 14 dicembre dello scorso anno sarebbe andata in modo molto diverso.

Ma veniamo veniamo al nuovo governo. Ieri sera Mario Monti ha ricevuto da Napolitano l'incarico per formare un nuovo governo e tutti sanno che sarà formato da tecnici con forse qualche politico. Ma quello che solo Berlusconi ha detto e che tutti gli altri hanno ignorato e che il Pdl può far cadere questo governo quando vuole e che quindi solo da lui dipende il cammino delle riforme da fare; riforme  che non ha fatto durante i suoi governi e che ben abbiamo capito che non gli interessa per nulla che vengano fatte. Ma non si può nemmeno dire che Berlusconi sia stato obbligato ad appoggiare questo governo: al contrario, con elezioni anticipate avrebbe perso, mentre fra un anno e mezzo ha qualche speranza in più. Si sa, gli italiani dimenticano in fretta.

Ma veniamo a Monti. Riuscirà davvero questo governo a fare queste benedette riforme che faranno respirare i mercati finanziari del mondo intero? (non solo quelli europei). Un economista come lui, che per di più non deve rendere conto all'elettorato e che quindi non ha paura di perdere voti dovrebbe farcela; ma bisogna sempre ricordare che il suo governo è retto da forze politiche che invece hanno paura degli umori dell'elettorato. Questi sono i provvedimenti che mi piacerebbe introducesse: introdurre la patrimoniale per i redditi annui superiori a 100 mila euro; reintrodurre l'Ici, ma solo per le case superiori a 100 mq; eliminazione totale delle auto blu; età pensionabile portata a 67 anni, ma senza toccare chi in pensione c'è già (per quelli che sono andati alla giusta età); introduzione dei lavori socialmente utili obbligatori per i pensionati con età inferiore a 67 anni; cambio della legge elettorale con reintroduzione dei collegi uninominali; abolizione delle Provincie ecc.

Non riesco a festeggiare per la fine di questo governo Berlusconi e sono consapevole che nel migliore dei casi l'Italia vada deberlusconizzata e questa e sicuramente la parte più difficile, anche e sopratutto quando l'economia ricomincerà ad andare bene e i riflettori del mondo si riallontaneranno da noi.

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