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Editoriali


Per l'ennesima volta si è cercato di fare una riforma delle Province italiane cercando di eliminare quelle superflue. L'ultima proposta è stata quella contenuta nella manovra di Tremonti e che in teoria dovrebbe essere di tutto il centrodestra; ma che appena approvata dal consiglio dei ministri tutta la maggioranza si è apprestata a rinnegarla e la sta smontando punto su punto.  La legge di Tremonti riguardava l'abolizione delle province sotto i 300 mila abitanti o con un territorio inferiore a 3 mila km/q di superficie (in cartina le province da eliminare, cliccare per ingrandire). 

In passato l'Idv aveva proposto in parlamento l'eliminazione di tutte le province e solo i partiti del Terzo Polo avevano votato a favore; con Lega, Pdl e Pd che hanno deciso di far naufragare quel tentativo. Il Pd instite con l'istituzione delle città metropolitane e cioè con la fusione delle maggiori città capoluogo di regione con le relative province (Torino, Milano, Genova, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli, Palermo e Cagliari). Il Pd però non ha mai voluto mai provare a proporre una legge in parlamento.

Ancora più paradossale il comportamento del Pdl che prima continua a zigzagare tra tentativi di riforma e affossamenti delle stesse per assecondare i voleri della Lega. Che dire, poi, del partito di Bossi che è apertamente contro l'abolizione di qualunque provincia, ma allo stesso tempo è per la lotta agli sprechi. Una contradizioni in termini. Sono di mano leghista la richiesta di formazioni di due nuove province, quella di Broni, che dovrebbe scorporarsi da Pavia (e perchè Vigevano no?) e addirittura quella di Rho, che dovrebbe staccarsi da Milano. Ma anche nel Pd ci sono teste calde: tal Donegani (deputato regionale siciliano) ha auspicato la formazione della nuova provincia di Gela.

Insomma tante parole e pochissimi fatti. Tutti a parole vogliono lottare contro gli sprechi, ma in realtà forse solo l'Idv ha reali intenzioni e in ogni sua azione non si contraddice ed è coerente.

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