Penelope classica e jazz (Il Ventaglio 1994) HOME PRINT





CORPO VIVO E CORPO DI CRISTALLO

Non a sinistra del Carro del Sole

stavano le mie Colonne d'Ercole.

lo le vidi d'un tratto sulla soglia,

nell'occhio di te che mi cercavi ho visto

gli immobili cristalli del fantasma incatenato al mito.

Ma non tutto di me s'era dissolto

nel lungo incendio di solitudine,

sotto la cenere aspettava

l'intatto legno

che si fece torcia furente

crepitante di resina.

Quando mi tolse i sensi e mi scagliò lontana

la vertigine, lasciai per sempre nell'occhio

di Ulisse la creatura di cristallo.

Da questo fiore che lasciò la serra

un frutto nuovo si prepara a nascere

coi succhi amari di libertà.

Non canterò sul mare per sedurre

capitani assetati di avventura,

se la vela si squarcia e la tempesta inghiotte

anche i latrati della mia paura

voglio che il mio destino abbia il mio nome

e mai più quello di Nessuno.

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Sempre la Storia abbonda di sventure
generosa di pianto,

debole e incerto è l'arbitrio
e mai libero forse.

Ma questo almeno:

che mi travolga a fiotti
o che mi scavi a stille

il male toccatomi in sorte
abbia ogni giorno il vivo
sapore della vita:

ho visto che il tedio consuma
molto più del dolore.


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