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 CARRIERA ARTISTICA

DI

LUBA SIMANSKY

 racconta il figlio Alexis

Luba è nata a Varsavia il 2 febbraio 1914. Quando era giovane componeva delle bellissime poesie. Il suo stile di scrivere, le sue idee, e le sue emozioni riflettevano il suo talento artistico che era un miscuglio fra romanticismo, umorismo e amore per la vita. Aveva scritto molte poesie ben giudicate dagli amici e dalla critica letteraria. Aveva anche scritto anche testi di musica nella sua lingua nativa, che era il russo, oltreché in francese che era la sua seconda lingua.

 

Sua madre, bravissima pittrice ad acquarello, avrebbe preferito che Luba si dedicasse più alla pittura, anche se amava la poesia composta dalla figlia, ma Luba, in quel periodo, era più incline alla poesia.

 

Il tempo passò e dopo le vicissitudine delle guerre, vari sconvolgimenti, viaggi, e la morte del suo primo marito, Luba si ritrovo ad Amman con il suo secondo marito Nicholas Paul Simansky. Nicholas, di origine Russa e fratello di Alexsei Patriarca di tutte le Russie, era ingegnere esperto in irrigazione e occupava un rango elevato presso il Ministero dell’Agricoltura nel regno di Giordania.

 

Nel 1967, la madre mori ad Amman e fu sepolta nei giardini di Getsemani a Gerusalemme. Luba soffrì molto la perdita della madre e, un po’ anche per proseguire le sue capacità creative, decise di cimentarsi nella pittura. I suoi primi lavori, inevitabilmente, furono a livello amatoriale.

 

Andò poi a Londra con il marito dove affittarono una casa decorata di dipinti russi di un pittore sconosciuto. Si era interessata a quei dipinti e decise di seguire quello stile. Un carissimo amico di suo marito, che era un noto pittore russo, le suggerì di andare a Selfridges per comprare tele, pennelli e colori ad olio, e provare a dipingere.

 

Luba acquistò tutto il necessario materiale, e seduta sul pavimento della loro casa e cominciò a studiare i quadri appesi sui muri.

 

Una sera quando suo marito tornò dal lavoro, vide Luba tutta imbrattata di colori e le chiese che cosa era successo. A sua meraviglia vide il primo quadro che era una natura morta quasi perfetta come copia dell’originale che aveva riprodotto, rimase stupefatto e da lì cominciò la sua carriera artistica.

 

Durante la loro permanenza a Londra, Luba dipinse più di 40 opere. I soggetti erano di diversa varietà, da nature morte, a icone, a paesaggi della sua Russia e occasionalmente dei ritratti. Luba portò, successivamente, tutti i suoi quadri ad Amman.

 

 

Qui, Luba mostrò le sue opere ai suoi amici che le suggerirono di fare una mostra personale presso il centro culturale francese ad Amman sotto il patrocinio della regina Mouna, la moglie di Re Hussein di Giordania.

 

 

  

 

La mostra aveva ottenuto un grandissimo successo dalla critica giornalistica e quasi tutti i suoi quadri vennero acquistati da persone delle alte gerarchie locali e dalla comunità diplomatica di Amman.

 

Dopo la sua prima mostra e con l’entusiasmo che ha profuso, ha cominciato a dipingere vari stili e nuove tecniche producendo vivide scene della Giordania e altri soggetti.

 

Nell’maggio 1967 Luba fece un’altra mostra a Gerusalemme sotto l'egida dell’ultimo sindaco M. Anwar Khatib. Mostra organizzata appena prima della guerra dei 7 giorni.

 

 

Luba ed io (il figlio minore Alexis) partirono dalla Giordania a Roma. Suo marito era stato assegnato alla FAO come direttore esecutivo alla sezione irrigazione.

 

Una volta nella Città Eterna, Luba comprò una casa, che poi divenne anche il suo studio. Continuò a dipingere e come al solito i suoi amici le suggerirono di organizzare una mostra personale presso la sede della Stampa Estera. La mostra è stata visitata da vari giornalisti, ufficiali del governo e diplomatici di vari paesi. La mostra ebbe un grandissimo successo e Luba riuscì a vendere tutti i suoi quadri. Da quel momento il suo successo artistico fu assicurato.

 

E' importante menzionare che Luba aveva un dono particolare, oltre ad essere una popolarissima pittrice, sapeva come avvicinare la gente, persone di tutte le razze e farli sentire felici con i suoi quadri che sprizzavano tanta allegria e gioia.

 

Gradualmente le sue tecniche si concentrarono più sulla scuola Naïf, e gli splendidi paesaggi della sua Russia, visione infantile, piena di ricordi, la riportavano alle sue poesie. In questo processo divenne la più grande pittrice Naïf in Italia. Le sue opere sono state pubblicate in vastissime agenzie di cartoline sia dall’UNESCO, sia da altri.

 

Durante la sua carriera ha esposto le sue opere in quasi tutto il mondo. La sua ultima mostra importante è stata organizzata dalla sua nuora Joyce Salin (moglie di Victor, figlio maggiore) a Londra all’IMO (International Maritime Organization). Aveva portato 40 opere e tutte furono vendute.

 

Le sue opere sono catalogate in varie pubblicazioni riguardanti l’arte Naïf in tutto il mondo.

I suoi quadri sono stati presentati a vari collezionisti, tra cui Papa Giovanni Paolo II, la famiglia reale della Giordania, il Re Umberto II d’Italia, l’Onorevole Giulio Andreotti, vari membri delle Nazioni Unite e varie gallerie del mondo.

 

 

 

Luba dopo tre anni di lunga malattia, si è spenta a Roma all’età di 88 anni nel gennaio 2002. I suoi figli Victor e Alex l’hanno sepolta nel cimitero internazionale acattolico di Roma all’Aventino.

 

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Alcuni dei capolavori di Luba Simanski