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Ci sono un altro paio di deliri da ricordare, anche se rari:

1)     Delirio di Ekbon o delirio dermatozoico o delirio di infestazione, non è tanto raro, lo si trova abbastanza spesso nelle persone di una certa età ed è la convinzione che il proprio corpo sia infestato da parassiti. Le varianti sono 2:  1) la più classica, per cui  il soggetto si sente infestato da bestioline che vengono dall’esterno 2) è quella che prevede, che sia il proprio organismo a produrre queste bestie. Normalmente quest’ultima ha a che vedere che il corpo del pz stesso sia in uno stato di putrefazione, di decomposizione e proprio per questo crei forme di vita animale un po’ schifose. Questo secondo modello di delirio, spesso ha a che vedere con vissuti depressivi ( tant’è che una terapia antidepressiva lo può risolvere ). Quando uno è depresso tende a svalutare se stesso, una svalutazione di tipo morale, però talora può riguardare il proprio corpo, che appare cattivo, marcio, in disfacimento. È qualcosa di molto simile alle allucinazioni olfattive di cui abbiamo parlato, quelle persone, che sentono un odore cattivo emanare dal proprio corpo, come conseguenza del disfacimento del proprio corpo.  Delle volte questo delirio non ha una matrice depressiva, per cui non si sa bene come collocarlo, è qualcosa di molto isolato, che fa storia a se’( il prof. ha avuto un caso di una donna, non depressa, che si autoproduceva delle lesioni, che poi curata con antipsicotici, Aloperidolo, cessò di vedere le bestioline provenire dal suo corpo, nel caso si cessase la terapia il delirio riprendeva ). Il delirio dermatozoico lo vedono  i dermatologi, che guardano il pz e poi lo mandano dallo psichiatra. Normalmente il delirio dermatozoico non capita nei giovani, ma negli anziani ed è in qualche modo correlato sia con l’umore, sia con un qualche iniziale indebolimento delle funzioni cognitive, in questo senso è un campanello di allarme.

2)     Delirio, che si riscontra spesso in corso di schizofrenia, è la Sindrome di Capgras ( si pronuncia Capgra ) o impropriamente Sindrome dell’illusione del sosia.  È la convinzione che una o più persone della cerchia delle conoscenze, dei familiari siano state cambiate con delle copie identiche, forse da entità misteriose, da benefattori, da persecutori. Spesso e volentieri questo cambiamento avviene con essere umani identici o con automi e di solito non produce una reazione emotiva -affettiva particolare, i pz la raccontano solo come una cosa strana, però talora il discorso cambia e l’affettività è molto disturbata soprattutto in senso depressivo. ( Caso di una ragazza molto bella, ricoverata per sintomatologia depressiva perché si sentiva in colpa nei confronti del ragazzo, per non avergli detto che era un uomo ( la confusione sessuale in genere fa pensare alla schizofrenia ). In un secondo momento venne fuori la S. di Capgras, così concepita: tutti coloro che le stavano intorno venivano cambiati in essere identici all’aspetto, ma perfetti, solo lei non veniva modificata, rimaneva con i suoi difetti. Nessuna terapia fu efficace, nemmeno l’elettroshock, che funziona bene nei quadri depressivi e psicotici, purchè ci sia un notevole rallentamento ed inibizione. Una persona con un blocco psicomotorio, grazie all’elettroshock recupera subito. La ragazza si suicidò ).      Una variante del Capgras, è la Sindrome di Fregoli ( Fregoli, attore del passato,              capace di interpretare da solo tutti i ruoli ), è un delirio che consiste  nel riconoscimento di una persona, sotto mentite spoglia, in tutte le persone che il delirante incontra. È come se io vi incontrassi e riconoscessi in voi tutti mia cugina Assuntina. È esattamente il contrario del Capgras, perché una persona conosciuta si presenta sotto mentite spoglia. ( Caso di una donna, il cui figlio se ne era andato e lei lo riconosceva in tutte le persone che passavano sotto casa sua. Si trattava di un delirio compensatorio, ovviava al fatto di essere sola, le permetteva una vita di relazione fantastica, tant’è che il prof. decise di non fare nulla, lasciandola nel suo mondo ).

 Esaminiamo i deliri da un punto di vista strutturale, secondo la classificazione della psicopatologia tedesca:

-         intuizioni deliranti

-         percezioni deliranti

-         rappresentazioni deliranti

 Intuizione delirante è una certezza, che all’improvviso si presenta alla mente dell’individuo, evocata apparentemente dal nulla, senza appoggiarsi a nessun dato esterno. Come se il prof. improvvisamente entrando nell’aula o a metà lezione dica di scappare, perché un pericolo incombe su di noi.

 Percezione delirante consiste nel percepire correttamente un oggetto della realtà, però attribuire ad esso dei significati del tutto arbitrari. Non ha niente a che vedere con le dispercezioni, uno vede un oggetto e questo assume dei significati per lo più sinistri ed allusivi. Il collegamento tra un oggetto ed un pensiero è mediato da una modalità logica, che prende il nome di PENSIERO MAGICO. Il P.M. è la tendenza a collegare con un rapporto di causa/effetto 2 oggetti, 2 situazioni, 2 avvenimenti, che non hanno un rapporto di causa/effetto, ma al massimo di contiguità spaziale o temporale.

Il P.M. sta alla base di molte percezioni deliranti, però è anche una modalità di pensiero, che ricorre nella vita normale, anzi è indispensabile per la crescita della cultura e della scienza ( Es: uomo delle caverne che compie un misfatto e dopo poco un fulmine brucia l’albero davanti alla sua caverna, egli pensa che qualche entità lo voglia punire, al che indirettamente crea la metafisica e l’etica ).

P.M. ® uno in motorino zigzaga davanti a noi, che siamo in macchina, gli mandiamo un accidente e a distanza di pochi metri, questo cade morto perché all’improvviso c’è stata la rottura di un aneurisma di un’arteria cerebrale® tutti noi metteremo in associazione la nostra maledizione con la morte istantanea del giovane.

P.M. ® mentre aspetto l’autobus mi accendo una sigaretta e dico che entro poco arriverà l’autobus, cosa che regolarmente succede. Penso che un’entità maligna faccia in modo che mentre accendo la sigaretta arrivi l’autobus.

Tutta la superstizione si basa sul P.M. Nel P.M non folle c’è un’ambivalenza nei confronti di questa convinzione, cioè una parte del mio cervello non ci crede, viene mantenuta una parte di critica. Mentre un P.M. che sottende una percezione delirante, questo dubbio non si pone, c’è la certezza che ci sia un rapporto tra un certo oggetto ed una situazione.

 Rappresentazione delirante: è un delirio che si appoggia su di un ricordo, su qualcosa che è realmente avvenuto e che poi elaboro per sostenere il delirio.

(Es: Pranzo a San Pietroburgo con posate dell’Ammiragliato, dopo qualche anno dico di essere discendente dello Zar, del capo della flotta ). Un evento, una circostanza realmente avvenuta, rimane nella mia memoria e poi viene utilizzata come una percezione attuale.

 I deliri possono essere classificati, secondo Schneider(?), in:

1)     deliri primari

2)     deliri secondari

o

1)     deliri

2)     deliroidi ( perché i deliri secondari non sarebbero deliri a pieno titolo )

 I deliri primari sono quelli di cui ho parlato fino ad oggi, i deliri secondari sono deliri che hanno un rapporto di comprensibilità psicologica con stati dell’umore, circostanze particolari, particolari tratti della personalità.

 Quelli collegati con lo stato dell’umore, si chiamano deliri o deliroidi olotimici.

I secondi si chiamano deliroidi da situazione.

I terzi sono i deliroidi caratterogeni.

 In corso di depressione ci possono essere deliri particolari, come il delirio di colpa, il delirio di malattia, il delirio di rovina economica, questi sono deliroidi olotimici, perché non hanno un rapporto causa/effetto tra depressione e delirio, ma di comprensione psicologica. Il loro contenuto è coerente con il tono dell’umore, non c’è un rapporto di causa/effetto, perché ci sono persone con gravissime depressioni, che il delirio non lo fanno. Non c’è invece un rapporto di comprensione psicologica tra la depressione ed un delirio persecutorio. Se sono triste e malinconico non penso che gli altri ce l’hanno con me, perché mi sento una nullità.

 Esistono situazioni particolari, che sembrano fatte a posta per dare una spinta a certi tipi di deliri,  deliroidi di situazione. Non per causarli, ma per aiutarli a manifestarsi. I delioidi di situazione sono tutti i deliri di persecuzione e si verificano in circostanze particolari:

negli emigranti ( perché c’è una competenza linguistica scarsa e sono mal visti )

nei prigionieri

in chi ha deficit sensoriali, soprattutto quello uditivo.

Ovviamente non si può affermare che c’è un rapporto di causa/effetto tra emigrazione ed il delirio persecutorio. È vero comunque che all’aumentare dei flussi migratori si instaura un aumento dei deliri di persecuzione.

( Es Norvegia invasa dai Nazisti, Norvegesi emigrati in Svezia ebbero un numero di episodi deliranti 11 volte superiore a quello della popolazione svedese, non c’è un rapporto di causa/effetto, però qualcosa di fondo c’è ).

 

Deliri secondari ai deficit dell’udito: questo mostra l’importanza della comunicazione linguistica e come  si crea una situazione di disagio  se si  è incapaci di interagire con il mondo esterno.

Deliri caratterogeni : sono secondari a  un certo tipo di personalità come la PERSONALITA’ SENSITIVA. E’ una situazione complessa in  cui il soggetto si presenta timido e insicuro ma che al tempo stesso ha un elevata stima di se; quindi da un lato si sente ridicolo e ha paura di manifestare le proprie difficoltà ,ma al tempo stesso sa di non essere quello che sembra cioè una persona di valore. Egli si sente sempre al centro dell’attenzione non benevola degli altri,come se fosse in vetrina. Un esempio del genere si ha nei Promessi sposi quando Renzo viene arrestato  e portato in strada, quindi si trova in una situazione disagiata che lo fa sentire come una “pagliuzza nel ghiaccio”.

CC (caso clinico): soggetto che si trova in difficoltà quando deve passare davanti a un gruppo di persone ferme alla fermata dell’autobus.

CC: soggetto che  al supermercato, quando ha preso gli oggetti dagli scaffali ,si vergogna ad andare alla cassa perchè teme che la cassiera  pensi che egli abbia rubati qualcosa e lo nasconde sotto i vestiti.

Questa è una situazione al limite da un delirio persecutorio; infatti in molti casi si passa da una condizione  di disagio e sospettosità si passa poi ad una vera e propria consapevolezza  delirante di essere giudicati male.

Delirio indotto o a due (ma può essere anche a tre o più): è un delirio che viene instillato nella mente di alcune persone da parte di un delirante potente , con una forte personalità. Questa persona tende a fare degli adepti e a convincere gli altri del proprio delirio; ad un certo punto il delirio si trasmette negli altri e acquisisce le stesse caratteristiche di irrinunciabilità e concretezza e certezza che ha nel primo. Occorre che il soggetto indotto abbia una personalità passiva e dipendente e  quindi più facilmente influenzabile. Se i due membri della coppia vengono separati il  delirante indotto piano piano smette di delirare come se venisse a mancare l’imput che gli fa mantenere la convinzione.

CC:  Il signor Jones, reverendo americano, convinse tutta la sua setta   (circa 300 persone) di un suo delirio cioè che dal congresso degli Stati Uniti stava per arrivare una spedizione di marines che aveva l’ordine di uccidere tutti. Questo spinse la setta a un suicidio di massa per avvelenamento.

In questo caso c’è un unico delirante principale che convinceva tutti del suo delirio con le stesse caratteristiche di rigidità e di non rinunciabilità.

Il delirio indotto è tipico dei vecchi coniugi.

CC:  La moglie  da anni ha un tipico delirio da anziani , ha la convinzione che i vicini di casa facciano di tutto per disturbarla. Per molto tempo il marito  ha pensato che la moglie “stesse dando un po’ i numeri”; ma da qualche giorno anche lui ha iniziato ad avere le stesse convinzioni ,lo stesso delirio persecutorio della moglie.

 SINDROMI CLINICHE

PSICOSI

Si distinguono in forme acute e  croniche.

Forma acuta (ne esiste solo una):in passato i francesi parlavano di “Buffet deliranti allucinatorie”; poi il GSM III cambiò il nome in” Psicosi reattive brevi”; oggi il GSM IV parla di ”Disturbo psicotico breve”.

E’ un evento frequente con caratteristiche importanti dal punto di vista sintomatologico. Di solito è preceduto da un evento stressante negativo come ad esempio una perdita di autostima; ciò fa scatenare la psicosi.

CC: soggetto che  ,dopo anni di disoccupazione, trova lavoro come operaio ma che ben presto si ritrova nel periodo degli scioperi (siamo negli anni ’70). Egli si trova in una situazione di dissidio :

è felice per il lavoro trovato ma è incitato da tutti gli altri operai a fare sciopero. Egli decide di non scioperare ma però teme la reazione dei colleghi. Si crea una situazione di tensione psicologica che lo porta a una psicosi acuta.

Le psicosi acute sono tutte standardizzate ,ovvero si presentano sempre nello stesso modo indipendentemente dalla situazione iniziale.

I  FASE o ANSIA SEMPLICE: il paziente che va incontro a una psicosi acuta si sente inquieto, ansioso e smette di dormire.

E’ bene sapere che la privazione di sonno è uno dei fattori principali degli scompensi psicotici acuti: si è dimostrato sperimentalmente che al massimo un soggetto può rimanere senza sonno per 100 ore( alcuni anche solo 24) poi  ha una psicosi.

Dopo alcuni giorni di privazione di sonno il paziente presenta un’ ansia non ben  definita e sembra non pensare più al problema iniziale.

II  FASE o PSICOSI:il paziente cambia atteggiamento verso il mondo esterno ,è come se si rendesse conto che gli eventi non sono casuali ma strettamente collegati fra loro. Il tutto acquisisce un significato non chiaro ma comunque minaccioso. Per il paziente niente capita per caso e tutto ha dei  significati oscuri che contribuiscono a peggiorare la situazione. Questa sensazione di un mondo ostile da luogo a un ‘esplosione. Il soggetto ha una specie di esaltazione perché capisce quello che c’è dietro gli eventi che gli capitano.

III  FASE o DELIRIO:  è un tentativo mal riuscito perché patologico ma comunque efficace  di rilettura di un mondo altrimenti incomprensibile. Quindi il delirio è un interpretazione della realtà che dà un momento di tregua.

In seguito si  ha un riconoscimento di questa realtà che è il delirio e l’angoscia incalza e il soggetto diventa agitatissimo con destabilizzazione dello stato di coscienza.

Questi eventi avvengono nell’ambito di poche ore o giorni.

Quando c’è una situazione acuta di  sofferenza fisica e psichica la coscienza , funzione che collega il mondo esterno alla nostra identità , tende a vacillare. Si ha uno  stato di subconfusione ovvero un oscillazione fra momenti di lucidità e momenti in cui la lucidità si perde.

I deliri si susseguono e possono essere:

-          persecutori

-         caratterizzati da manie di grandezza

-          con sentimenti di colpa.

La caratteristica dell’episodio acuto è  questa   variabilità di contenuti che possono susseguirsi o essere complementari. Anche l’umore segue queste variazioni e si passa dall’angoscia, all’esaltazione ,alla depressione in un cambiamento continuo che caratterizza il disturbo.

Questi soggetti incarnano nell’immaginario della gente la follia ; questo provoca una tendenza generale, sia della gente che dei medici, a intervenire e quindi a sottoporre il paziente a nuovi eventi stressanti (si alternano molti terapeuti  e egli subisce parecchie interrogazioni).

La terapia migliore è di mantenere il paziente in contatto con una sola persona ,che ha con lui un buon rapporto, in attesa che la situazione si smonti, infatti la psicosi acuta tende alla guarigione spontanea con restituito a integrum.

Di solito queste psicosi acute durano meno di una settimana (sul DSM si parla di un mese).

Il paziente uscito dalla psicosi è cosciente di ciò che gli è accaduto. Il problema è che dopo un periodo libero che può variare da pochi giorni a qualche settimana il soggetto presenta un importante sindrome depressiva che rappresenta la fine della crisi. Questa depressione è molto frequente ma non si ha sempre; tuttavia il medico deve informare il malato di questa eventualità.

Da un punto di vista psicopatologico questa depressione rappresenta  la depressione che avremmo dovuto avere dopo l’evento stressante.

In passato si diceva che la sorte delle psicosi acute fosse distinguibile in:

-         guarigione

-         guarigione ma altre recidive

-         psicosi cronica tipo schizofrenia

Oggi si è visto che in realtà questi pazienti di solito hanno disturbi ciclici dell’umore quindi o depressione maggiore ricorrente o un disturbo bipolare.

La psicosi acuta è più attinente ai disturbi dell’umore che alla schizofrenia.

Gli interventi terapeutici devono essere limitati perché c’e il rischio di aumentare i disturbi di coscienza. Di solito si interviene con neuroleptici a basse dosi quando il soggetto si riprende dalla crisi.

 Forme croniche

-         Non schizofrenici

-         Schizofrenici

NON SCHIZOFRENICI

Disturbo delirante: è caratterizzato dalla presenza di deliri senza grossolane alterazioni della personalità in corso di psicosi ( come invece si ha nella schizofrenia).Al di fuori del delirio la persona non sembra malata.

Il disturbo delirante ,nella forma più estrema, è rappresentato dalla  PARANOIA. O  Malattia dei deliri poiché il paziente presenta ripetuti deliri collegati fra loro in un sistema e vive per questi deliri.

Il paranoico è un personaggio particolare che ha dei tratti di personalità molto tipici che  precedono lo scoppio di deliri e che si mantengono dopo di essi. Si parla di personalità paranoicali; questi soggetti possono rimanere tali per tutta la vita oppure sviluppare una vera paranoia.

Caratteristiche della personalità paranoicale: è una persona molto sicura di sé, non c’è timidezza e orgoglio contrapposti come abbiamo visto prima, ma un estrema certezza di essere sempre nel giusto. Quando qualcosa va male la colpa è sempre di altri, non per scusare se stesso ma perché egli è incapace di autocritica. Non esistono sentimenti di colpa. Il mondo viene diviso in buoni e cattivi e spesso deve ristabilire la giustizia e l’ordine. E’ una persona molto infida ,che trova malefatte ovunque e che cerca sempre la rivalsa. E’ capace di riconoscere sempre il potere, quindi è molto gentile e affabile con le persone potenti mentre diventa arrogante e aggressivo con le persone  su cui potrà facilmente vincere. Inizialmente  ci sembra di essere di fronte a una persona dolce e mite ma appena si abbassa la guardia egli prende il sopravvento.

Quando arriva il delirio ,il soggetto resta lucido e consapevole. Egli ha la potenzialità di convincere gli altri per questo può essere responsabile di un delirio indotto; ha molta influenza sui giudici e nelle situazioni legali. Si è parlato addirittura di “paranoia querulomane” in caso di soggetti che vogliono ristabilire la giustizia a tutti i costi tramite vie legali.

CC: soggetto che fa causa al vicino di casa che ristruttura una finestra sul lato di confine ; il paranoico inizia una serie di vie legali contro il confinante che terminano quando quest’ultimo mostra di essere più potente .

Una delle caratteristiche tipiche del paranoico è quello di avere disturbi fisici funzionali che sono sottoposte all’attenzione di molti medici: I medici non trovando una malattia organica spesso suppongono l’origine funzionale del male e ciò non è preso bene dal paziente che reagisce affermando di  essersi aggravato. Spesso può scattare una diffida verso il medico.

CC:  paziente che sostiene di essere asmatico  di forma allergica  in particolare ai farmaci broncodilatatori.

I paranoici hanno la tendenza  di incriminare i medici perché considerati responsabili della morte di una persona cara; negli ultimi anni si sta perdendo il concetto di morte naturale soprattutto in America dove c’è religione protestante.

Parafrenia: è a metà fra paranoia e schizofrenia. Ha insorgenza tardiva ,in età avanzata. Questo soggetto ha quasi sempre una storia di isolamento sociale, solitudine, chiusura con il mondo; ciò può dipendere sia dalla sua personalità  che dalle vicende di vita. Questa situazione finisce con l’elaborare uno o più  deliri che si possono accompagnare a disturbi momentanei dello stato di coscienza o  anche ad allucinazioni (non sono presenti nel disturbo delirante). Il soggetto presenta deliri fantastici o confabulatori ovvero  realizza  una storia fantastica di cui ne è il protagonista compiaciuto. IL malato sembra rifugiarsi in questi deliri  che rappresentano una forma di fuga dalla realtà. I deliri hanno caratteristiche romanzesche e si accompagnano ad uno stato di benessere. Si tratta di una specie di mondo parallelo in cui il paziente può vivere bene. Nonostante ciò i rapporti con il mondo reale vengono conservati. Il malato sembra vivere contemporaneamente in due mondi diversi che sono quello di tutti i giorni, caratterizzato da difficoltà, e quello fantastico. Questo andamento parallelo delle due vite fantastica e reale costituiscono l’aspetto caratterizzante della parafrenia.

CC : donna ,ex prostituta, che vive una vita regolare ma che ha elaborato un delirio in cui il figlio è un agente della CIA che si presenta sotto mentite spoglie.

CC : barbone di circa 60 anni, molto colto e raffinato,  crede di essere un agente segreto inglese e  afferma di aver scoperto un complotto per uccidere la regina Elisabetta .

CC : donna anziana di circa 80 anni , costretta a vivere nelle case popolari , afferma di essere amica dell’imperatore del Giappone.

La parafrenia è un quadro intermedio in cui si ha un indebolimento mentale associato a decadenza sociale, isolamento e che a funzione compensatoria verso la miseria quotidiana.

Di solito questi soggetti tendono a peggiorare soprattutto perchè invecchiano e quindi si riducono le funzioni critiche  e il deficit cognitivo tende a progredire.Tuttavia la parafrenia non è un problema sociale almeno finchè  il soggetto inizia a disturbare gli altri essendo troppo convinto del proprio delirio.

CC: donna che crede di essere la regina di Francia inizia a pensare che il palazzo in cui vive e tutto suo così inizia a chiedere l’affitto ai coinquilini.

Quindi le cose si complicano quando viene disturbato il quieto vivere dell’ambiente circostante.

QUADRI PSICOTICI IN CORSO DI MALATTIE NEUROLOGICHE:

-         Parkinson: una piccola percentuale di pazienti va incontro a quadri allucinatori di tipo visivo accompagnati da deliri esplicativi dell’allucinazione. Il paziente vede delle situazioni e tenta di dare una spiegazione a ciò; non si tratta di un delirio primitivo ma di un modo non realistico per spiegare l’esperienza.

-         Invecchiamento: molti soggetti anziani presentano deliri persecutori  . Un tipico delirio è quello di essere convinti che  qualcuno entra in casa loro e tocca le cose spostandole. In realtà ciò non avviene; si tratta di un modo inconscio del paziente di giudicare la perdita di memoria e il fatto che non si ricorda dove ha messo le cose.

Questo tipo di disturbo non insorge in età avanzata ma è presente già da molto tempo in  maniera subclinica; la degenerazione delle funzioni cognitive ne favorisce lo sviluppo.

Nel malato di Alzheimer si ha u n rapido deterioramento delle funzioni cerebrali e quindi c’è incapacità a elaborare un delirio.

QUADRI PSICOTICI IN CORSO DI USO DI SOSTANZE

Le sostanze che provocano questi quadri sono:

  • Anfetamine: danno una situazione di benessere e eccitamento. Dopo  un  assunzione costante per molto tempo ,in alcuni casi si possono avere dei disturbi psicotici. In passato ,l’uso dell’anfetamina era molto diffuso, venivano usate per dimagrire. I quadri psicotici che si hanno possono essere acuti, subacuti o cronicidi tipo delirante allucinatorio che sono indistinguibili da quelli naturali.

Solo se c’è stata un assunzione recente, si può dedurre dagli esami del sangue se siamo di fronte a un disturbo delirante da anfetamina  o spontaneo.

  • Cocaina: a lungo andare manda tutti in paranoia; si hanno agitazioni psicomotorie; inoltre si possono avere anche delle atrofie cerebrali.
  •  Alcool:  può produrre vari disturbi psicotici come il quadro paranoicale con il tema della gelosia. L’alcool favorisce sempre i disturbi deliranti  infatti è una sostanza psicotogena.

Un’altra alterazione psicotica prodotta dall’alcool  è l’allucinosi: è un quadro acuto rappresentato da una folla di allucinazioni, prevalentemente uditive, che assediano la mente del soggetto che può arrivare al suicidio per sfuggire alla persecuzione.

L’allucinosi è un esperienza così drammatica che spinge il soggetto a smettere di bere e lo porta a una sindrome da astinenza o DELIRIUM TREMENS. Esso non ha niente a che vedere con il delirio infatti il termine delirium significa stato confusionale. Nel 90% dei casi è una sindrome da astinenza e può insorgere anche quando uno beve. Infatti c’è una fase dell’alcolismo cronico in cui uno anche se beve poco sta male poiché le capacità del fegato di metabolizzare l’alcool sono molto ridotte. Si innesca una autoriduzione dell’alcol di cui il soggetto non si rende nemmeno conto e che  porta a l delirium tremens nel giro di 24-48 ore dopo la sospensione.Il delirium tremens presenta:

-         fase prodromica: il soggetto si sveglia al mattina con sensazioni di angoscia, tremore grossolano delle mani ,della lingua ,nausea e vomito.

-         fase  delirium: il soggetto si trova in uno stato di agitazione completa sia di giorno che di notte;  è un quadro di agitazione mentale detto STATO ONIROIDE DELLA COSCIENZA.

I disturbi della coscienza sono sempre di vario livello e sono provocati da disturbi organici(in questo caso abbiamo l’alcool di mezzo):

1)      Sopore

2)      Stato crepuscolare

3)      Stato oniroide

4)      Stato onirico ( è il massimo di confusione mentale )

  Nello stato oniroide ,e anche in quello onirico, il soggetto perde il contatto con la propria identità e con il mondo interno e esterno. I contenuti inconsci della mente irrompono in questo scenario; è come se i sonni invadessero la veglia. Il  soggetto non sa chi è, cosa fa ,dove vive, ma ha tutti questi pensieri che invadono la sua mente.

Il soggetto oniroide è un po’ meno grave infatti se si prende uno in questo stato e gli diamo delle forti stimolazioni sensoriali si ha un transitorio miglioramento della coscienza e rientra a contatto con l’ambiente ,poi se viene abbandonato rientra in questa specie di sogno a occhi  aperti. Nello stato onirico questa possibilità e persa perché anche una stimolazione molto forte non produce  nessun riaffioramento di una normale coscienza.

Riassumendo i sintomi del delirium tremens sono:

-         Stato oniroide (prende il posto del sonno e della veglia)

-          Presenza di microallucinazioni zooptiche; si tratta della capacità di vedere dei piccoli animaletti mostruosi e di percepirli anche sulla pelle; in altri casi invece si vedono animali grandi mignaturizzati come dei piccoli elefantini in fila.

-         Tremore a grosse scosse

-         Condizioni generali scadenti (l’individuo non mangia,non beve e si disidrata)

Nel  giro di 2-7 giorni si ha un recupero spontaneo, raramente si ha la morte.  Durante il delirium dobbiamo controllare i parametri vitali . Alla fine il paziente guarisce addormentandosi ,cioè quando si sveglia è guarito.

In alcuni casi per evitare la sindrome da astinenza si somministra alcool e.v.

 Per avere il delirium tremens non basta l’astinenza ma ci vuole anche un lungo abuso alcolico.

Un quadro del tutto analogo al delirium tremens si ha per la sospensione dell’uso continuato di barbiturici . Per fare diagnosi differenziale dobbiamo vedere se c’è una storia di alcolismo o un quadro obiettivo tipico dell’alcolista con cute color terra di Siena e capelli aridi e stopposi che non diventano mai bianchi.

 Gli oppiodi  ( eroina, morfina) non producono disturbi psichici infatti nel nostro sistema nervoso ci sono dei recettori specifici per le endorfine che sono oppioidi naturali. Tuttavia essi producono la Dipendenza che  è responsabile del comportamento sociale dell’individuo.

Gli allucinogeni producono un effetto immediato di rottura dell’equilibrio psichico con alterazioni della coscienza e dispercezioni

 

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Ultimo aggiornamento: 14-10-06.