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Incontro del 20 febbraio 2004

Contenuti:

- Presenti
- Svolgimento
- Note particolari

(inizio)   Presenti:

don Hugo
Lattuada Leonardo
Bonati Matteo
Alibrandi Michela
Fazi Debora
Lattuada Laura
Perretta Erika

(inizio)   Svolgimento:

Questa sera siamo stati invitati ad un incontro in cattedrale con don Oreste Benzi.
Mi sono adoperato tante volte a farVi un riassunto di quanto detto, riassunti brevi, essenziali. Resoconti allegri (e il più possibile dettagliati) degli incontri sia con don Hugo che (molto più difficili) con don Luigi.
In questo caso mi sono accorto della difficoltà di trasmettere ciò che ho appreso.
Non che sia stato un dialogo in lingua araba.. intendiamoci! Ma mi sono accorto come in questo caso le parole e i gesti erano di impiccio.

Il mio intento questa sera è di cercare di trasmettere le emozioni che don Benzi ci ha donato. Certo (anzi certissimo) che non ci riuscirò, vi chiedo anticipatamente scusa per gli sproloqui, per le imprecisioni o altro ancora.

La serata è iniziata nel migliore dei modi. L'invito è stato esteso a tutti i giovani della parrocchia.. ma non è stato accolto. In effetti 24 ore di pre-avviso non sono tante!
L'appuntamento era per le 21.00 in un salone in cattedrale dove dovevano confluire tutti i giovani spezzini.

Presenze: 200% in più del previsto e delle quali il 90% non erano giovani.
Tanto per rimanere in tema "vicariale" eravamo il gruppo più numeroso... anzi eravamo l'unico gruppo...

don Oreste Benzi si è subito distinto per le sue doti di oratore. Non aveva preparato un monologo e voleva subito rispondere alle domande. Per rompere il ghiaccio una domanda è stata fatta da un sacerdote.

L'inizio.
L'attività fino ad ora svolta da don Benzi è scandita da un semplice avvenimento che lui ci narra con una particolare gioia. Si va indietro nel tempo a quando gli è stato chiesto di trovare i giovani nei luoghi più impensabili. E' un suo amico (Sergio Zavoli) che allora gli propone una sfida: andare dai giovani ragazzi nelle discoteche. Si trovava a Rimini all'epoca e allora prese la lista delle discoteche e cercarono di trovare quella giusta.
La scelta non fu difficile, scelsero infatti la discoteca "l'altro mondo". Arrivarono verso mezzanotte e don Oreste ci racconta che era poco frequentata (era un po' presto..) e cominciò a girare tra i tavoli, a parlare e fare domande. Una in particolare lasciava perplessi. Alla domanda "da quanto tempo non ti confessi?" la maggior parte delle persone rimanevano quasi scioccate.
Verso l'una e mezzo la discoteca si stava popolando e lui chiese di poter parlare alla platea.
Non gli importava ricevere fischi, perché (diceva) vuol dire che si sono accorti di me!

Da allora ha iniziato a frequentare le discoteche ed imparare il linguaggio dei giovani per poter parlare con loro da pari. "Io non ti voglio cambiare, tu vuoi la pace?Anch'io!Su questo siamo d'accordo, iniziamo di qui!" Si avvicina ai gruppetti di ragazzi in discoteca e inizia a parlare con loro a uno ad uno.. poi va sul palco o alla consolle e si rivolge a tutti!

I racconti delle sue "avventure" nelle discoteche, non finiscono e c'è ancora spazio per raccontarci della sua amicizia con un disk-jokey...

Quello che sorprende è la sua sicurezza.
"anche se non mi date ragione io ce l'ho lo stesso!" continua a ripeterci.

Fa tenerezza la frase dettagli da una ragazza fuori dalla discoteca: "Non lasciateci soli!".
Don Oreste ci dice: "Voi non l'avete sentita, ma io sì. Non posso far finta di niente, il Signore me ne chiederà conto!"
E' questo che spinge don Oreste a continuare il suo cammino verso tutti i giovani. Quel "non lasciateci soli" lo guida.

L'incontro poi si sposta verso un'altra attività di don Oreste, quella nella strada.
Ci racconta quel momento quando incontrò una prostituta in una stazione. Dal suo sguardo capì che lei veniva considerata come una cosa da sfruttare, e non come una persona umana. Da quel momento decise di aiutare quelle donne schiave e di fornirgli una alternativa alla strada.
Ci racconta anche di un altra donna con cui ha parlato.
Era ai bordi della strada. Lui gli ha chiesto se era cristiana e lei gli ha risposto che una volta lo era stata.
- "Perchè non lo sei più?" gli ha chiesto don Oreste.
- "non lo sono più perchè i cristiani vengono da me.."
Questo è stato un racconto molto commovente.

Don Oreste adesso passa a descriverci le varie azioni che svolge all'interno della comunità.
Dall'aiuto alle donne di strada a quelle delle missioni nel mondo, all'attività di carità.

Ci racconta di un sacerdote. In punto di morte disse di fare l'elemosina ma di chiedere anche perdono.
L'elemosina ai poveri la fanno anche i ricchi, noi dobbiamo chiedere perdono ai poveri!
Ogni gesto di elemosina è una richiesta di perdono, perché quello che abbiamo in più lo abbiamo rubato a chi non ha niente.

Uno dei suoi desideri è che venga istituito dai governi un Ministero della Pace guidato dai giovani, per questo si è impegnato a discutere con politici dei più diversi schieramenti.

Si prosegue poi con una domanda importante.
"come fa don Oreste a svolgere la sua attività di sacerdote e nello stesso tempo a fare tutte queste attività?"

La risposta è molto bella e io non posso certo riscriverla con gli stessi suo toni e le stesse sue parole.

La sua risposta è stata: "l'importante è decidere di farle. Il come e il quando verranno dopo."
Lui ogni giorno dice tre rosari alla Madonna (uno alla mattina, uno al pomeriggio e uno alla sera) e ad ogni buco del suo tempo lo dedica alla preghiera.
Se uno decide di pregare, il tempo lo trova!

(inizio)   Ringraziamenti  e note particolari:

Un grandissimo GRAZIE a Michela che mi ha aiutato a scrivere questo resoconto.
Qualche informazione su don Oreste Benzi è trascritta in questo sito

 

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