L’azienda snella - Premessa
Da sempre le aziende si sono dovute confrontare con cambiamenti che rendono
più difficile la possibilità di avere successo nel mercato.
Una competizione più agguerrita, clienti più esigenti, mercati globali,
nuovi prodotti e tecnologie più sofisticate richiedono di rivedere le modalità
con cui l'azienda interagisce con l'ambiente esterno e del modo in cui deve
funzionare.
Sulla base di queste evidenze, numerosi economisti, imprenditori, politici
e opinionisti hanno fornito contributi più o meno autorevoli sulle misure da
adottare per recuperare competitività e ottenere un reale e duraturo successo[1].
Analizzando i vari interventi sembra esistere un punto di comune accordo
sulla necessità da parte delle aziende di adottare quei principi, processi e quelle
logiche manageriali indispensabili per innovare i prodotti, ridurre gli sprechi,
perseguire l’efficienza operativa e più in generale valorizzare quell’enorme
potenziale disponibile dalle società occidentali e non adeguatamente utilizzato:
la conoscenza.
Le idee-base a cui ispirarsi per realizzare una gestione efficiente ed
adeguata nelle sfide imposte dalle globalizzazione sono note e possono essere
sintetizzate nella imitazione creativa del toyotismo ossia nella coniugazione
delle logiche operative “snelle” che furono introdotte a partire dagli anni ’50
in Toyota con le nostre condizioni economiche e sociali.
Il motivo principale del successo di queste logiche risiede nelle
indiscutibili performance di profittabilità delle aziende che le hanno adottate
in qualsiasi settore industriale (non solo in ambiente industriale /
manifatturiero) e in qualsiasi parte del mondo.
© Stefano
Uffreduzzi 2007 – Tutti i diritti riservati
[1] Le
numerose linee di pensiero si possono identificare in due ambiti principali:
·
misure di carattere aziendale (ricerca, innovazione
di prodotto, internazionalizzazione, tecnologia, informatizzazione,
organizzazione, ambiente, delocalizzazione, innovazione, crescita dimensionale,
formazione, qualità, ecc.);
·
misure di carattere politico per eliminare vincoli
ed ostacoli di carattere strutturale, normativo, finanziario e burocratico che
limitano la capacità di crescere e di competere (sistema fiscale e degli
incentivi, sistema finanziario, infrastrutture, burocrazia, costo del lavoro,
liberalizzazione delle utilities, ecc.).