PROGETTO   "SOLE DI NOTTE"

 

"DATEMI UN'ONDA E VI ILLUMINERO' IL MONDO"

 

 

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MAURO  MONDINI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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PROGETTO – “SOLE DI NOTTE”

 

 

Il problema principale in fatto di produzione di energia elettrica è il suo stoccaggio, ad oggi, ancora nessuno, se non in piccole quantità, è riuscito a trovare il sistema di immagazzinare energia elettrica in momenti di eccessiva produzione, per sfruttarli in momenti di carenza.

La soluzione meno costosa che vi voglio proporre, anche se non è del tutto mia originale per quel che riguarda il concetto, ma originale per quel  che riguarda  la sua  applicazione, è quella dell’ARIA COMPRESSA.

L’Aria compressa è un bene poco costoso, non pericoloso, immagazzinabile e facilmente trasportabile, inesauribile e non inquinante.

Il concetto della produzione di aria compressa tramite un impianto fotovoltaico dovrebbe risolvere il problema dell’inutilità delle celle solari durante la notte.

Partendo da un semplice schema esemplificativo (vedi immagine) ho ipotizzato un impianto fotovoltaico applicato su un’abitazione civile.

Una comune abitazione ha un fabbisogno giornaliero con punte di 5 kw,  durante la notte si può ipotizzare un consumo con punte di 2 kw.

In un impianto fotovoltaico comune, durante il giorno, si producono 5 kw  e quando il consumo civile non tocca queste punte, la parte in eccesso viene immessa nella rete elettrica esterna a bassa tensione.

Durante la notte il fotovoltaico non funziona e l’abitazione civile deve attingere, per i suoi 2 kw di fabbisogno notturno, alla rete elettrica esterna.

Con il mio progetto, teoricamente, non dovrei aver bisogno di attingere alla rete esterna, anzi, avrei una continua eccedenza di energia elettrica.

Osservando l’immagine del mio schema, dovrei ipotizzare un potenziale fotovoltaico diurno di 10 kw con un apporto di consumo del compressore di 4 kw utili per produrre una quantità di aria compressa necessaria per operare durante tutta la notte, o meglio, fino alla ripartenza produttiva mattutina dell’impianto fotovoltaico.

Con queste condizioni avrei minimo un kw diurno in eccedenza (10-5-4=1), mentre la notte avrei ugualmente un kw in eccedenza da immettere nella rete elettrica (3-2=1).

Il concetto di base è quello di rendere totalmente autonomo, 24 ore su 24, un impianto fotovoltaico.

Capisco che l’applicazione riferita ad una singola unità abitativa possa risultare dubbia se valutata dal punto di vista economico, ma pensiamo all’applicazione su un dieci/venti unità abitative collegate tutte insieme: la potenza dell’impianto potrebbe essere inferiore ai 10 kw per unità ed il compressore potrebbe essere si più potente, ma uno solo per tutte le unità abitative.

Mettendo in comune più impianti fotovoltaici si arriverebbe all’autonomia totale giornaliera in quanto l’eccedenza di un impianto potrebbero sopperire al maggior consumo di un altro, così come si arriverebbe ad avere meno necessità di stoccaggio di aria compressa in rapporto alla singola abitazione.

In questi momenti di crisi sulla sicurezza delle centrali nucleari, ai costi elevati delle attuali energie alternative, al promettente taglio degli incentivi all’uso delle energie alternative, penso che la mia idea sia da prendere in considerazione.

 

          

MAURO  MONDINI

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