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Recensioni


Rolling Stone, 1 novembre 2004









L'Attizzatoio di Wittgenstein

T'amo Pio Bowie
David Bowie
Greatest Hits Vol. 9
Uno pensa che David Bowie non ne indovini una buona da 25 anni. E forse ha persino ragione a pensarlo. Però ci sono ancora oggi orde di fanatici che ascoltano Diamond Dogs (1974) ogni giorno. Ma Bowie stesso deve aver capito che o si inventava qualcosa o non avrebbe mai avuto soldi per pagarsi le lussuose vacanze di sua moglie ai Caraibi e la rolls royce nuova. Così ha costruito l'ennesima compilation, un disco fatto con gli scarti dei precedenti 8 "Best Of". Siccome non sapeva più cosa metterci, per riempire ha aggiunto le registrazioni delle cantatine che si fa la mattina sotto la doccia e una interminabile ghost track di 35 minuti di silenzio assoluto. "Un tributo a John Cage" ha detto Bowie per giustificarsi.

Non solo Sigur Ros
Zeb McCaine Stereo Sound Machine:
"Catched Alive at the exPalavobis, or exPalatucker"
Una volta, i doppi live erano un oggetto sacro. La crescita rock di un paio di generazioni ha venerato la tappa ineludibile di qualsiasi grande mito, che poi ha cominciato ad essere frequentata dalle seconde e terze file. "The Song Remains The Same" dei Led Zeppelin, "Made in Japan" dei Deep Purple e "Alè-Oò" di Claudio Baglioni. Poi quel tempo si imborghesì, la musica cambiò, e pochi anni fa l'ultimo colpo di coda della dinastia dei doppi live fu "Made in Assago" dei Fanckout Zeck Los Prignos & The *Boyz. Questo di Zeb McCaineecc. ecc. non è di quella classe, anzi è piuttosto noioso e mal registrato, però è l'unico doppo cd live uscito nel 2003 e costava solo 4 euro.