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Cesare

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I pompeiani Afranio e Petreio intimoriti da Cesare


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Appena finiti questi (canali), Afranio e Petreio temono che siano completamente tagliati fuori dal rifornimento di grano e di foraggio, per il fatto che Cesare era molto nella cavalleria. E così essi stessi stabiliscono di abbandonare le postazioni e di trasportare la guerra in Celtiberia. Questo progetto era favorito anche dalla situazione che, dei due partiti opposti, i cittadini che durante la guerra precedente erano stati dalla parte di Sertorio, vinti, temevano il nome e l'autorità di Pompeo benché assente, e quelli che erano rimasti in amicizia, favoriti da grandi benefici lo apprezzavano, mentre il nome di Cesare non era molto noto fra i barbari. A questo punto gli Afraniani attendevano numerosi squadroni di cavalleria e numerose truppe ausiliarie e pensavano di prolungare fino all'inverno la guerra in luoghi a loro favorevoli. Presa questa decisione, ordinano di requisire delle navi in tutto il fiume Ebro e di condurle a Octogesa. Questa cittadella era situata sull'Ebro e distava ventimila passi dall'accampamento. In quel punto del fiume ordinano di fare un ponte con le navi unite e conducono le due legioni al di là del fiume Sicori e fortificano l'accampamento con uno steccato di dodici piedi.




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