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Sono un Angelo con diritto di scelta


dedicato agli angeli e a chi ... angelo non è














Un angelo sa aspettare, ma sa anche piangere, sa morire ma sa anche risorgere , sa mentire quando nel suo dire riconosce il tuo dolore, sa sorridere nell'offrirti il suo unico cuore, sa giocare nel farti scoprire il suo paradiso, sa amare e nel fuoco di uno sguardo riscaldare il tuo freddo, sa piangere e l'eco del suo dolore lo sussurrerà il vivere, sa negarsi quando nella privazione vedrà la tua salvezza, sa essere dolce nel pretendere dolcezza, sa essere giusto e nella sua giustizia inciamparci, sa sfiorare le giuste note del tuo cuore, sa guardare nel cogliere i colori che ancora non scorgi, sa ascoltare le parole che ancora non hai proferito, sa assomigliarti ... Un angelo ti accarezza il volto per medicarti l'animo









Un angelo con una sola ala passava i suoi giorni a metà tra inferno a paradiso,
tra eterno ed effimero,
ripensando sempre a quando le sue ali erano due
e la sua vita eterna,
a quando volava tra i salici piangenti
e toccava coi piedi la fresca rugiada dei mattini di primavera
mentre passava su sconfinati prati verdi,
ricordava ancora quanto le piaceva il profumo dei campi di grano
e il solletico che le faceva il vento sul viso quando si librava veloce nel cielo.
Un giorno, mentre giocava con le rondini,
un viandante la chiamò.
Quando le si avvicinò, il viandante, chiese ghignando:
“Giovane angelo, tu conosci Dolore ? ”
“No, ma io non posso incontrarlo, poiché sono una creatura divina,
colui che tu hai nominato vive tra gli uomini
e non gli è concesso toccare gli angeli.”
L’ uomo replicò:
“Povera sciocca ! Risiede in tutti gli animi,
credi davvero che possa camminare solo tra gli uomini ?
Hai vissuto fin troppo nel tuo patetico mondo fatto di vento e salici.”
Detto questo afferrò l’angelo e le strappò un’ala.
L’ anima ed il corpo della creatura restarono immortali,
ma il cuore diventò fragile come quello degli uomini.
E conobbe Dolore, colui che nessuno avrebbe mai voluto incontrare.
L’ angelo era seduto su di una pietra col viso bagnato da lacrime
che i suoi occhi non avevano mai conosciuto.
Erano passati anni dalla visita di Dolore,
dal suo ultimo volo,
dal tempo in cui il vento la solleticava,
quando un’ altro viandante incrociò la sua via,
ma non sentì paura,
poiché gli occhi blu del giovane erano rassicuranti
e le fecero scordare della sua esistenza a metà.
“Perchè guardi il mondo così tristemente ? ”
“Ho conosciuto Dolore, e questo basta per essere addolorata !”
“Tu sei stata angelo, adesso cosa sei ? ”
“Sono una creatura a metà. Non mortale e non immortale.”
“Non vorresti essere completa ? ”
“Guardami, la mia ala da sola non può ridarmi la mia vecchia esistenza.”
“Forse è l’ala che ti è rimasta che non ti fa trovare te stessa e la tua dimensione.”.
L’ angelo era rapito dallo sguardo dell’uomo e,
nonostante la sua mente diceva di non ascoltare quella voce,
il suo cuore mortale urlava di seguire quello sconosciuto e di stringersi a lui.
“Fa sì che il tuo passato non intralci il tuo cammino,
toglila, e liberati di ogni ricordo,
ciò che è stato non potrà più tornare.”.
Così dicendo abbracciò l’ angelo,
e baciandole la fronte staccò dolcemente l’ala,
senza procurarle sofferenza.
“Ma adesso sono mortale, cosa farò se incontro di nuovo Dolore ? ”
“Io starò con te e ti aiuterò a sconfiggerlo,
sono sicuro che lo vedremo molte e molte volte,
ma se resterai al mio fianco,
angelo mio,
saremo sempre più forti e riusciremo a scacciarlo.
Io ti proteggerò, e tu proteggerai me.”
Le labbra dei due si sfiorarono
e sussurrando la donna chiese allo sconosciuto il suo nome


“Il mio nome è Amore.”