- Nota sullunione della Bretagna alla Francia:
la testimonianza di Bertrand dArgentré
- Già a partire dal XIV secolo, ma soprattutto con la conclusione delle sanguinose guerre dei Centanni, la monarchia parigina intraprese un processo espansivo, finalizzato ad unificare politicamente, economicamente e culturalmente lintero territorio francese. Lesistenza del Ducato di Bretagna, indipendente, sovrano ed alloglotto, costituiva un ostacolo formidabile alle ambizioni della Corona, in considerazione altresì dei rapporti privilegiati che esso intratteneva con la rivale Monarchia inglese. Con lascesa al trono di Carlo VIII, la pressione dellesercito e della diplomazia francesi si intensificò sensibilmente. La morte prematura del duca Francesco II, lassenza di eredi maschi, la giovane età della duchessa Anna e soprattutto il tiepido patriottismo dellalta nobiltà bretone, fecero precipitare la situazione, costringendo la pulcella quattordicenne (già sposata per procura con Massimiliano dAsburgo) a consentire, nel 1491, alle nozze con Carlo VIII. Questo primo atto di sottomissione ai potenti vicini, fu confermato dal matrimonio della medesima (nel frattempo vedova tuttaltro che inconsolabile, ) con il nuovo re di Francia Luigi XII (che alluopo ottenne dalla Sacra Rota lannullamento del precendente vincolo con linfelice Jeanne de Valois, deforme dalla nascita e futura santa) e da quello di Claudia di Bretagna, loro primogenita, con Francesco I . Lannessione del Ducato alla Corona di Francia fu infine sancita, nel 1532, dal voto favorevole degli Stati di Bretagna.
La conquista della Bretagna, coronamento della politica accentratrice della Monarchia francese, implicò non poche difficoltà, considerata la palese discrepanza socio-economica che divideva il Ducato dal resto della Nazione. Inoltre, seppur domato dalle armi, il suo popolo arretrato, ma fiero delle tradizioni millenarie, non rinunciò mai alle legittime rivendicazioni indipendentiste. Numerosi episodi insurrezionalistici dai moti della Ligue a quelli del Papier timbré e, più in là, alla Chouannerie si successero sino ai giorni doggi; prima con lappoggio della milizia nazionalista di Vreiz Atao alloccupante nazista e, poi, negli anni 70, con le manifestazioni popolari e gli attentati dimostrativi del Fronte di Liberazione.
Allepoca dellannessione, la politica espansionistica della corona incontrò nellaristocrazia bretone (minacciata dalla pur non travolgenteascesa del ceto mercantile e dai primi moti antifeudali) un inatteso e potente alleato. Vennero, così, a costituirsi due schieramenti contrapposti: [
] dun côté la bourgeoisie, la paysannerie et une partie de la petite noblesse, favorables à lindépendance, sappuyant sur les institutions ducales, de lautre la haute noblesse et ses clients, partisans de lUnion, soutenant les prétentions du roi de France . La difesa degli interessi di classe prevalse, et pour cause, sul sentimento patrio. La necessità di preservare i patrimoni e i privilegi aviti costrinse o, meglio, convinse lalta aristocrazia bretone a voltare le spalle al duca e alla Nazione bretone. Tale penoso sacrificio fu ampiamente ricompensato dalla benevolenza dei conquistatori, che non lesinarono alla fedele nobiltà bretone generose elargizioni, anche a costo di avallare evidenti discrepanze giuridiche rispetto al resto della Nazione.. Già nel 1492 Le Roy [...] feist plusieurs ordonnances, confirmations des privileges tant de lUniversité de Nantes, que du pays & Seigneurs, & ne faillit pas à servir des biens faicts & courtoisies, desquels les Princes & Seigneurs conquerans ont coustume duser, aux terres de nouvelles conquestes, pour attirer lamour & cur de leurs subiets. Les deputez des estats en feirent les poursuites, rien ne leur fut refusé & fut liberalement accordé. E ancora: Que les sujets de Bretagne ne seroient traictez ailleurs que devant les juges dudit pays [...]. Que les prevost des Mareschaux nauraient nulle justice que sur les gens de guerre tenant les champs, & durant le temps quils seroient en larmée [....] Que nul estat de iudicature ne se bailleroit pour deniers, dons ou promesse que se fust, dequoy les impetrans seroient tenus faire serment solennel à la reception. Que nul office ne seroit baillé en commission ou garde place: mais tous en offices impetrables en cas de forfaict, mort ou resignation, & non autrement. Que les offices de iudicature ne pourroient este tenus par gens de robe courte
La réunion de la Bretagne fut patiemment réalisée, de 1491 à 1532, par un triple mariage: la duchesse Anne, dernière héritière du duché, épousa successivement Charles VIII, puis Louis XII, et sa fille Claude épusa François Ier; le duché passa à leur fils aîné, Henri, avec la couronne, Fr. Olivier-Martin, Histoire du droit français des origines à la révolution, reproduction photomécanique de lédition Domat Montchrestien parue en 1948, IIe édition, Paris, CNRS Editions, 1995, p. 316.
In merito rinviamo ad un nostro contributo, dal titolo FRANCIA 1562-1598: Guerre di religione o guerre civili? in «Hortus Musicus», Roma, Edizioni Odradek, Anno III, N. 12, ottobre-dicembre 2002, pp. 83-85 e Anno III, N. 13, gennaio-marzo 2003, pp. 95-99.
Emsav Stadel Breiz, A. de La Borderie, B.-F. Porchnev, Les bonnets rouges, Paris, Union Générale dEditions, 1975, p. 10.
Bertrand dArgentré, Histoire de Bretagne..., Paris, Chez Jacques du Puys à la Samaritaine, Avec Privilege du Roy, 1588, pp. 792-793. Nel 1498 gli articoli dei privilegi del paese di Bretagna decretavano quanto segue: Le premier article est, de conserver les privileges de tous estats, libertez, franchises, coustumes, & stiles du pays, de ne faire ordonnance quen la maniere accoustumee par les Roys & Ducs, qui estoit à dire par deliberation des Barons & Seigneurs du pays [...], Ivi, p. 807. Ancora nel 1553, ad annessione avvenuta, il Delfino giurava sulle sacre reliquie di Rennes di [..] maintenir les Barons & nobles en leurs privileges [...] stabilendo inoltre che Nul ne pouvait estre chevalier, sil nestait de noble generation., Ivi, p. 824 e 827. Quattro anni dopo, il Parlamento di Rennes confermava che [...] par lunion dicelle, le Roy a declaré nentendre contrevenir aux franchises & libertez dudit Pays, ains a juré garder iceux., Noel du Fail, Les plus solemnels Arrests..., Rennes, Joseph, Vatar, 1737, 3 voll., vol. I, p. 57 (14-10-57).
Sostenuta dalla fattiva collaborazione dellalta nobiltà e dei settori più intraprendenti della borghesia che, nellintegrazione economica alla Francia, intravedeva nuove opportunità di arricchimento la Corona procedette, in terra bretone, ad una rapida penetrazione delle istituzioni regie e della fiscalità. I più colpiti dal processo di unificazione furono, comme il faut, contadini e artigiani. Nuovi padroni si aggiunsero ai vecchi, arrecando un ulteriore fardello di tasse, tributi, dazi e gabelle. Le masse subalterne, già oberate dalla pressione della rendita feudale, trovarono, nella rendita feudale centralizzata, un nuovo temibile nemico. Ridotte alla miseria e allesasperazione imbracciarono, contro loccupante, il vessillo delle libertà armoricane . Sordi alle lamentele dei loro sudditi e dimentichi dei fasti ducali, i proprietari terrieri si francesizzarono, invece, assai rapidamente, accettando ogni compromesso con loccupante, purché fossero preservate le banalités e perpetuati gli strumenti di oppressione (le justices seigneuriales, in primis) .
Lintellighenzja bretone sparuta, ma organica allaristocrazia terriera accolse i conquistatori con condiscendenza e filisteismo. Pertanto, invece di evidenziare le responsabilità oggettive della monarchia francese nel repentino pervertimento dei costumi, si limitò ad intonare una convenzionale laudatio temporis acti, stigmatizando negli odiati roturiers mercanti, usurai e gabelots le sinistre personificazioni di un presente corrotto e degenere . Tanto più interessante, quanto meno diffuso, è il parere antitetico che sesprime, con formidabile vigore e lucidità nellopera del giurista cattolico Bertrand dArgentré . Costui, con patriottismo e oculatezza, attribuì alla corona francese e al suo pesante apparato burocratico la principale responsabilità dei mali che affliggevano la società bretone. Egli ebbe, così, a sostenere, nella sua voluminosa Histoire de Bretagne, che Luigi XII, sposando nel 1498 Anna di Bretagna aveva giurato di conservare intatti i privilegi del Ducato e, invece, Tout article na de rien servi, non plus que les autres pactes. Car bien tost apres la mort de la Royne, ils tollirent toutes lettres de naturalité; & en firent tous les français capables: & ny a de ceste heure quaux, qui tiennent les prelatures & supplantent la benediction des enfants de ceux qui les ont fondez: & encore sefforcent y estendre leur nomination de France, contre toute iustice . I germi della corruzione (o del progresso) non erano endemici; era stato, giustappunto, il contatto con la società e la cultura francese ad infettare il tessuto sano della nazione bretone. Visione ingenua e dal vago sapore strutturalista, nellaccento posto sullaa temporalità discontinua e sulla esteriorità della contraddizione ma non per questo meno rilevante, fosse almeno quale testimonianza di un pensiero minoritario e conflittuale. Tanto più che, nella netta presa di posizione del giurista dArgentré si manifestava, accanto ad unattenta osservazione della società, il livore del cattolico fervente e dellappassionato paladino dellidentità bretone .. Intellettuale inquadrato nei ranghi del partito ligueur del duca di Mercur, questo apologeta del Droit coutumier mal si rassegnava a diventare, [
] par notre commerce avec les Français, les disciples de méchants maîtres .
La sua vis polemica si espresse con inaudita veemenza nelle pagine vibranti dellHistoire de Bretagne che, a ragion veduta, [...] fut supprimé à sa naissance, parce que lautheur y avoit glissé des faicts contre la dignité de ses rois, du royaume, & du nom français. Le procureur général du Parlement de Paris, Jacques de Guesle, lança ses foudroyants réquisitoires, le Parlement ses arrêts, et louvrage de dArgentré fut condamné, et saisi comme livre teméraire, pernicieux, attentatoire du repos du royaume . Con puntiglio e senza reticenze, egli indicò i momenti salienti della brutale annessione della Bretagna alla Francia. Brutale, oltre che illegittima, quantomeno in unottica rigidamente feudale: brutale, in quanto che avvenuta sulle punte delle alabarde; illegittima, in ragione della più antica nobiltà del regno di Bretagna rispetto a quello francese e della discendenza diretta di Marie de Luxembourg, consorte del duca di Mercur, dalla schiatta ducale.
Da questo documento storico di straordinario interesse, e ancora largamente inesplorato, siamo in grado di estrapolare una verità diversa e, senzaltro, più attendibile di quella offertaci dagli storici francesi dellAncien Régime , sul travagliato processo di annessione. LHistoire de Bretagne opera
Emsav Stadel Breiz, A. de La Borderie, B.-F. Porchnev, Les bonnets rouges, cit., pp. 278-279.
Cfr. Fr. Olivier-Martin, Histoire du droit français des origines à la révolution, cit., p. 390.e pp. 517-518.
Emblematici, in proposito, sono i Contes et discours dEutrapel, par le feu Seigneur de la Herissaye, Gentilhomme breton, à Rennes, pour Noël Galmet de Quinpercorentin, 1585.
Cfr. V. Piano Mortari, Cinquecento giuridico francese. Lineamenti generali, Napoli, Liguori Editore, 1990, p. 381. Cfr. anche Ch. de La Lande de Calan, Bertrand dArgentré, ses doctrines juridiques, Saint-Amand (Cher), Société Anonyme de lImprimerie Saint-Joseph, 1892, pp. 164-170..
Bertrand dArgentré , Histoire de Bretagne, Première & très rare édition qui fut poursuivie & supprimée. Il manque titre et faux titre et les feuillets 515, 665, 667 et partie du feuillet 157 (RES FOL-LK2-446 [E]), pp. 1156-1157.
Cfr. Ch. de La Lande de Calan, Bertrand dArgentré, ses doctrines juridiques, cit., p. 63.
D.-L. Miorcec de Kerdanet, Vie de Bertrand dArgentré, Rennes, Chez Duchesne, 1820, p. 24.
Ivi, pp. 19-20.
Cfr. N. Vignier, Medecin & Historiographe du Roy, Traicté de lancien estat de la Petite Bretagne et du droit de la Couronne de France sur icelle: contre les faussetez et calomnies de deux Histoires de Bretagne, composees par feu le Sr. Bertrand dArgentré, President au Siege de Rennes, Paris, Adrien Perier, 1619, pp. 2-3; F. de Belle-Forest, Les Grandes Annales et histoire generale de France, des le regne de Philippe Valois, iusques à Henry III, Paris, Gabriel Buon, 1579, 2 tomes, II tome, pp. 1482-1423; S. Dupleix, Histoire générale de France, avec lEstat
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- partigiana, come lo sono tutte le Historiæ da che mondo è mondo, e cioè diviso in classi si rivela uno strumento imprescindibile per chiunque voglia affrontare uno studio scientifico dellunione della penisola armoricana al nascente Stato francese. Scorrendo la cronaca di dArgentré faziosa, eppure ben documentata e, in larga parte, confermata dalla storiografia contemporanea ad ogni pagina scopriamo un nuovo episodio di corruzione, un nuovo voltafaccia alla causa del Ducato, perpetrato da qualche alto esponente della nobiltà bretone (e, in particolar modo, il visconte di Rohan, antenato del futuro leader del partito ugonotto filofrancese) .
Difatti, sotto la pressione economica e militare della Corona gigliata, sera nel frattempo organizzato un agguerrito e disciplinato schieramento filomonarchico, quinta colonna delle armate francesi in terra bretone, composto per lo più dalle alte gerarchie aristocratiche, che, una mano sul cuore e una sulla bisaccia, si fece allettare dalle promesse della corona .. E queste convincenti lusinghe insinua con cognizione di causa dArgentré si manifestarono, non di rado, sotto la veste indegna di vere e proprie pratiche corruttive . Persino le nozze solenni tra lanziano Carlo VIII e ladolescente Anna di Bretagna, primo passo legale per la futura annessione della Bretagna alla Francia, sarebbero state opera, a detta del giurista ligueur, non tanto del libero arbitrio della duchessa, già promessa sposa allImperatore, ma dellintervento compiacente ed interessato di gentildonne, cavalieri e confessori di corte, conquistati, o meglio acquistati, alla causa del re di Francia . Celeberrimo è, infine, lepisodio presente solo nella prima edizione, proibita et pour cause, dalla censura reale dellinfuocata seduta degli Stati di Bretagna in cui fu liberamente decretata lunione alla Francia
Seguiamo la narrazione concitata del Nostro: Si se tindrent tousiours les Roys en peine de ce Duché, & avoient toutes les peurs, quil ne leur eschapast en aucune sorte [
]. Difatti, lindomita duchessina ancor oggi venerata tra i pervicaci e ormai sparuti sostenitori dellindipendenza bretone aveva preteso, alla stipula delle seconde nozze con Luigi XII, che venisse annullata la donazione del Ducato sancita nel contratto matrimoniale con Carlo VIII; ciò alluopo di restituire, sopravvenuto il suo
lEglise et de lEmpire, Paris, Claude Sonnius, 1621-1628, 3 tomes, III tome, p. 372; P. Hevin, Consultation et observation sur la Coutume de Bretagne, Rennes, G. Vatar, 1734, pp. 170-268; Dom P.-H. Morice & Dom Ch. Taillandier, Histoire ecclesiastique et civile de Bretagne..., Paris, Delaguette, 1750-1756, 2 tomes, II tome, pp. 252-253; Dom G.-A. Lobineau, Histoire de Bretagne, Paris, Franç. Mouguet, 1707, 2 tomes, I tome, p. 842; Abbé S. Irail, Histoire de la réunion de la Bretagne à la France, Durand, 1764, 2 tomes, II tome, pp. 150-151.
A. Dupuy, La réunion de la Bretagne à la France, Brest, Gadreau, 1879, pp. 130-162; A. de la Borderie, La Bretagne aux temps moderns, Rennes, Phlion et Hervé Libraires éditeurs, 1894, pp. 20-22; R. du Cleuziou, La Bretagne de lOrigine à la Réunion, 2e édition, Saint Brieuc, R. Prudhomme, 1914, p. 416; H. Wacquet, R. de Saint-Jouan, Histoire de la Bretagne, Paris, Presses Universitaires de France, 1980, VII édition [1943], p. 68; M. de Mauny, 1532. Le grand traité franco-breton, Paris, La Librairie Française - Rennes, Librairie Bretonne, 1971, pp. 95-96; J. Markale, Histoire secrète de la Bretagne, Paris, Albin Michel, 1977, p. 184; J.-J. Soyer, Histoire de la Bretagne. Des origines à 1815, Quimper, Bargain, 1979, p. 80; J. Brekilien, Histoire de la Bretagne, Paris, Hachette, 1977. pp. 231-233; M. de Mauny, 1532-1790. Les dessous de lunion de la Bretagne à la France, Paris, Éditions France-Empire, 1986, passim.
Nel 1498, lesercito francese, sotto la guida del visconte di Rohan marcia verso la città di Guingamp, [...] par le chemin aupres de Pontrieu rencontra quelques trouppes dhommes ramassez faisans estat daller au secours de la Duchesse, lesquels il rompit par le moyen de certains gentils hommes meslez parmy eux qui les abandonnerent, tant aporta de desloyauté entre les hommes qui lors vivoyent la desfaveur de fortune., Bertrand dArgentré, Histoire de Bretagne... [1588], cit., p. 768.
La Noblesse effrayée, [...] la pluspart cherchans la faveur du Roy pour se tirer de la fortune, tous ceux qui avoient suivi le Roy estoient bandez à ce butin [...], Ivi, p. 769
Le Roy Charles ayant donné tout cest ordre practique par le moyen du vicomte de Rohan & dautres seigneurs, messire Jean de Quellenec, Vicomte de Fou, admiral de Bretagne, lequel quittant le party de la Duchesse se rangea du costé du Roy, au moyen de grandes promesses & recompenses, & arma un tresbeau navire avec quelques autres en basse Bretagne. [...]. Dautre costé, Gilles Rivault sieur de Kaeresac, gentilhomme breton trouva moyen de gagner messire Maurice du Mené, & le sieur du Chastel lesquels avec le sieur de Ctman, quittans le party de la Duchesse, furent commis avec quelques troupes à la garde de la coste de la mer [...]., Ivi, p. 776..
On mist hommes de tous costez en bisogne pour induire la duchesse. Le Roy ayant practiqué le Marechal de Rieux, le Chancelier de Montauban, & autres de son conseil, la dame de Laval & autres dames de Bretagne familieres de ceste princesse, envoya vers elle le Duc dOrleans en Bretagne, qui feist si bien, par le moyen de ceux-ci quil commença à traicter le mariage dentre la Duchesse & le Roy: lequel Roy feist un voyage en personne, iusquaux fauxbourgs de Rennes [
] encore que les Chroniqueurs [...] nen disent rien. [
] Plusieurs hommes & dames furent employes à mesme fin pour acheminer ceste alliance [...]. La Duchesse dautre part se rendait tres difficile à y entendre, pour avoir opinion davoir esté lespace de trois ans tresmal traictee par les François, son pays pillé [...]. [...] le Roy navoit cessé de ravager son pays, outragé & faict mourir ses officiers refusant payer les rentes & revenus de ses places, iusques à avoir voulu se saisir de sa personne soubs tiltre de garde noble, & faict infinies estrangetez, sans garder nul traitte: chose qui demeura sur le cur, à ceste dame tous les iours de sa vie, quelque alliance qui sensuivist, ayant incessamment un remords de conscience davoir promis & fait faute à Maximilian, auquel elle retenoit une grande affection. Il falloit bien de Theologiens & informations de consciences de lEscriture Saincte & des exemples pour linduire, avant quelle y voulust aucunement entendre. La dame de Laval qui estoit sa dame dhonneur & gouvernante y eut bien des affaires [...]. Elle avoit le cur infiniment hardy, hault & indomptable [
]. Et de vray elle retint (comme iay dit) ce scrupule toute sa vie: si bien que venant depuis à marier Claude sa fille, de laquelle il avoit esté parlé avec lArcheduc, fils dudit Maximilian, estant ce propos changé, & quon commença à parler de François Comte dAngoulesme, qui depuis fut Roy premier de ce nom, & duquel fut accordé par le Roy Loys: il ne fut iamais possible audit Roy son mary de la contenter, tandis quelle vescut, encore quelle y eust presté consentement, & repliquoit vertement, que cestoit assez davoir fait une faute à ceste maison & quil nen falloit pas faire davantage, ne tant quelle vivroit: & veritablement ce mariage ne fut consumé tant quelle vescut: toutefois on la vouloit asseurer, & pour loster de ceste grande perplexité on lui conseilla de prendre ladvis, tant de la noblesse qui là estoit, que de son peuple & des estats [
]. Ceste chose fut proposee aux estats, lesquels à la verité estoient fort las de la guerre: le peuple travaillé: les villes, partie prinses, partie esbranlees, & tous en peine grande. Et celui qui se presentoit armé demandant lalliance par la force, & ny avoit grand moyen de soustenir: outre lesdits Barons et seigneurs, pour bonne part gagnez de ce costé par esperance de pensions, estats, & advantages, Bertrand dArgentré, Histoire de Bretagne... [1582], cit., pp. 1126-1128.
Per uno studio comparativo delle due edizioni dellHistoire de Bretagne rinviamo ad un nostro contributo dal titolo Le due edizioni dellHistoire de Bretagne di dArgentré in AA. VV., Saggi e Studi di Letteratura Francese, «Micromégas», n° 70, Roma, Bulzoni, 2002, pp. 173-193
decesso, la corona ducale, non già allerede al trono di Francia, bensì al secondogenito (o alla secondogenita, non vigendo in terra di bretagna la Lex Salica) e, con essa, lindipendenza al Ducato. Per ovviare a tale situzione, a nulla era servito il matrimonio di Francesco I con la più condiscendente Claudia di Bretagna (figlia di seconde nozze di Anna). Pertanto, costui, derogando volentieri al desueto cerimoniale cavalleresco, ricorse ad ogni espediente illeciti ed indegni, ivi compresi per sanare la perniciosa situazione di stallo che sera venuta creando a seguito del prematuro decesso della consorte (col rischio tuttaltro che peregrino che, al nemico iberico, venisse ad aggiungersi quello britanico).
Pertanto, a seguito di unapprofondita disamina, si evidenziò leventualità di far sottoscrivere agli Stati di Bretagna unapposita dichiarazione, volta ad annullare le clausole « vessatorie » imposte dalla duchessa Anna in materia di successione e, quindi, a consentire lagognata fusione tra le due corone. A tal fine, [
] fut le roi conseillé de faire un voyage en personne en Bretagne, pour traiter de cela, estant lors Chacelier messire Antoine du Prat. Correva lanno del Signore 1532, e sua maestà Francesco I, accompagnato da una scorta nutrita di militi e di consiglieri, si metteva in viaggio alla volta di Rennes, deciso, costi quel che costi, a riportare a casa, quale ghiotto bottino, la corona e il mantello ducali. Giunta sul posto, la folta delegazione guidata dal cancelliere Antoine du Prat si intrattenne in proficui conversari con le autorità locali e, nella fattispecie, con Loys des Desers, presidente del Parlamento bretone (istituzione fondata nel 1554 da Carlo VIIIe storicamente sensibile alle ragioni della Corona). Costui, stando al racconto di dArgentré che savvalse della testimonianza diretta e attendibile del proprio genitore, allora sénéchal a Rennes propose di convincere gli Stati di Bretagna a formulare richiesta solenne di unione alla Francia. Dinnanzi alle perplessità dei suoi interlocutori, egli rivelò la manifesta intenzione di ricorrere allarma invincibile e mai caduta in desuetudine della corruzione: il nen faut gaigner que trois ou quatre de la noblesse, & quelques uns de lEglise & tiers estat, & toutes choses sy feront à devotion: le Roy a bien moyen de faire cela avec peu de gratification.
Una volta provveduto, col pieno consenso dellaugusto monarca, a dispensare a destra e a sinistra le opportune regalie, si procedette a riunire a Vannes gli Stati di Bretagna. Nonostante gli oboli generosamente elargiti, si assistette ad una seduta assai turbolenta. La proposta eversiva, avanzata dal presidente des Desers, incontrò la resistenza tenace di alcuni settori dellassemblea e, in particolar modo, dei rappresentanti del terzo Stato. Costoro (che meritarono lappellativo di opiniâtres) prospettaro leventualità tristemente profetica che il monarca francese, una volta espugnatala, avrebbe piegato la Nazione bretone [
] au ioug de toute servitude, & asservir le pais à toutes tailles, impositions, subsides, gabelles, truages de France, à toutes les volontez des Roys absolument: Que comme il ne falloit pas douter, pour entrer promettoient assez: mais ils ne gardoient ne franchises, ne libertez ny privileges du pais, lors quils y auroient pied: Que tous benefices seroient donnez à personnes estrangeres. Si temeva, inoltre, e con cognizione di causa, che le tradizionali giustizie feudali sarebbero state soppiantate dalla più organizzata ed efficiente magistratura francese; che gli scambi commerciali con la vicina Inghilterra avrebbe subito pesanti tassazioni; che la nobiltà bretone avrebbe dovuto prestare servizio nelle armate francesi; che le cariche più prestigiose dellamministrazione pubblica sarebbero state affidate alla burocrazia francese; che, last but non least, la successione avrebbe riacutizzato i mai sanati conflitti interni tra i papaveri dellaristocrazia bretone. Tutto ciò a ovvio detrimento della Nazione e a limitazione delle delle secolari libertà armoricane, che la duchessa Anna sera ostinata a perseverare intatte per il bene del Ducato e la prosperità dei suoi sudditi.
Dallopposta fazione, si replicava con labusato refrain delle ragioni imprescindibili della pace, argomentando che, considerata la posizione di confine della Bretagna fra le potenti monarchie francese e inglese, [
] de Duc en Duc iusques au dernier, cela sestoit veu par experience, que tant quil y auroit chef en Bretaigne, iamais ceste occasion ne cesseroit, & ne falloit esperer nulle paix, & continuans la guerre la Bretagne estoit un camp, & terre de frontiere pour estre pillé dAnglois, des François, & de leurs associez [
]. Considerazione tanto più convincente in ragione della secolare indisciplinatezza della riottosa nobiltà bretone, più propensa ad assecondare ses commoditez particulieres che ad ottemperare ai doveri di vassallaggio verso i Duchi. Tra gli schiamazzi e le ingiurie reciproche, venivano così a contrapporsi due esigenze di diverso ordine che rispettivamente e sfacciatamente si ammantavano dietro i nobili vessilli di libertà e pace.
Pragmaticamente scartata leventualità di opporre resistenza alle pressioni francesi, il quid della discordia si ridusse al diverbio tra quanti acconsentivano, rassegnati, ad accogliere le richieste del re e quanti, per eccesso di zelo e di piaggeria, proponevano addirittura di formulare sua sponte unesplicita richiesta in tal senso. Questione di principio, ma anche di diritto, che inasprì gli animi già esacerbati. Così, quando al cospetto del signore di Monteian, che presiedeva la seduta in vece di Francesco I, un procureur de la communuté de Nantes fece notare limpossibilità di procedere a tale deliberazione, previa lopportuna consultazione in merito dei propri concittadini, scoppiò la baguarre. Il signore di Monteian, fuori dalla grazia di Dio, [
] descendant du siege, soffrit doutrager ledict Procureur, dont sortit une grande rumeur & se faut estonner comme depuis iamais il passa aux estats, chose de ce subjet. La tragedia del popolo bretone rischiava di degenerare in una rissa farsesca. Senonché, dopo lunghe ore di passione, anche i più reticenti furono ridotti con le minacce e le lusinghe allobbedienza e si procedette ad una votazione dallesito quanto mai scontato. Ancora una volta, le ragioni del più forte, suffragate da solidi (e liquidi) argomenti, avevano avuto la meglio. E al pervicace dArgentré non restava che constatare amaramente Iamais chose fut si aisee à accorder de la part de ceux, qui en grand desir de lordonner en faisoient suggerer la demande, en quoy les deffenseurs se constituerent, & prinrent la personne de demandeurs .
Francesco I, Hercule gaulois e Père des Lettres, da sempre avvezzo a maneggiare il bastone, aveva appreso dai dotti consiglieri umanisti a dispensare sapientemente la carota. Su questa degna strada, folte schiere di illuminati politiciens lavrebbero, poi, saggiamente seguito, incuranti della sterile protesta di verbosi moralisti e forti della cupa rassegnazione del popolo bue. O almeno fino a quando, in Bretagna come altrove, le stelle resteranno placidamente a guardare.
Valerio Cordiner
Per gentile concessione del trimestrale Hortus Musicus
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