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La questione morale
una questione politica, di principio
 
Siamo passati dall'edonismo reaganiano al più casareccio bullismo meneghino, cresciuto però alla scuola dell'impunità democristiana, dell'intrallazzo con cappuccio, rinvigorito dalla presunzione di chi dietro ad essa nasconde il nulla.
Sarà per questo che la maggioranza di chi ha avuto lo stomaco di andare a votare ha preferito l'Homo di Arcore, esemplare eccellente dell'ideologia dell'italiota.
Non sappiamo se a voi è accaduto, ma succede spesso di sentirsi dire: ma tu credi ad una società diversa? Pensi che ci siano Leggi economiche alternative, quindi un'organizzazione socio-politica non dominata dalla feroce logica della jungla, del più violento, rapace, immorale ?
Ecco, la morale. C'è chi pensa che l'immoralità sia una superiore virtù dei più furbi, oppure che la morale sia un gadget che tuttalpiù serve per dimostrare l'immoralità degli altri.
Ma la morale non è una stella che brilla nello spazio infinito, essa esprime in tutti i campi concreti della vita gli interessi, i valori, le concezioni, le prospettive delle varie classi, strati e gruppi sociali.
Ognuna di esse si pone in modo diverso verso il lavoro, l'amore, i giovani, gli anziani, il progresso, la scienza, la responsabilità sociale.
Non c'è politico, imprenditore, prete, barbiere, ecc., ecc., che non faccia della morale un passè partout per giustificare il proprio asservimento al Capitale. E questo perchè viviamo in una capillare oppressiva dittatura esercitata con il salario e lo stipendio; pressochè tutti viviamo nel terrore in quanto schiavi, tutto si compra e si vende, tutto è merce, tutto...
Ma anche tutto questo è "morale", è la logica di chi con la cieca ignoranza, l'ottuso egoismo individualista sta affamando 4 / 5 dell'umanità, di chi per continuare a prevalere creerà una società in cui 20 avranno lavoro e 80 no.
Un mondo che ogni giorno vede chiudersi per sempre gli occhi di migliaia di bambini e spende circa 900 miliardi all'anno in armi.
Una società (quella capitalista) che condanna un miliardo di proletari ad alzarsi all'alba, percorrere decine di chilometri per andare al lavoro, fino al tramonto, per avere in cambio il minimo per sè e per la famiglia, senza un futuro felice.
Ora, a chi ci domanda: ma tu credi alla morale?, noi rispondiamo: non a quella dominante.
Perchè, noi non siamo ricchi, non siamo andati a studiare in scuole prestigiose, anzi non abbiamo messo quasi mai piede nelle aule, per cui non possiamo fare nostra questa morale-immorale che serve solo agli sfruttatori, ai parassiti e ai degenerati.
Allora diciamo che noi abbiamo la nostra morale verso il lavoro liberato, la scienza per tutti, i figli, la convivenza sociale, la pace.
In nome di questa morale noi riteniamo un superiore dovere morale combattere e distruggere l'immoralità, per la nostra libertà, il diritto alla vita, alla felicità.
Per questa nostra morale abbiamo lottato, lottiamo e lotteremo per la dignità e il futuro.