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La “nazionalizzazione” della Banca d’ Italia
Oligarchia finanziaria: usura e truffe
di Ubaldo Buttafava
Mentre gli organi di disinformazione ci martellano il cervello sui
“buoni” propositi del Governo Prodi-DS che con una manovra da 35
miliardi di euro rassicura i banchieri e mette una pezza sul debito
pubblico consolidato di 1600 (milleseicento) miliardi di euro
accumulato in 50 anni di allegra rapina (non da noi), per mantenere
in vita “l’ iniziativa privata” (sic) dei nostri capitalisti -senza
capitali- , dei veri patrioti, maestri nel portare i nostri
profitti nei paradisi fiscali, nel privatizzare il surplus e
socializzare le perdite. Non manca mai un telegiornale, come una
star, il Papa, rappresentante di una Chiesa che vanta 1500 anni di
storia criminale al servizio dei potenti, del denaro e delle guerre;
una super potenza mondiale della Finanza, della proprietà immobiliare
e terriera, che ha accumulato enormi tesori, predicando (per noi) la
sottomissione, la castità (non per i pedofili) e la francescana povertà.
La propaganda anticomunista, necessaria per legittimare e farci
accettare questa Babilonia, fatta di falsità storiche colossali e
spudorate, non può però nascondere i giganteschi scandali e i crimini
di guerra che questo “meraviglioso” loro mondo “vive”.
Aggressioni (le ultime delle oltre 50) in Yugoslavia, in Afghanistan,
in Iraq (un milione e mezzo di donne, bambini e uomini morti solo per
il blocco economico imposto per anni contro Baghdad), (a questo
proposito, quando sarà impiccato Bush ?).
Ora in pista, c’è una nuova “trovata” a cui tutti vorranno
“partecipare”, la favola inventata è “nazionalizzazione della Banca
d’ Italia”.
Intanto diciamo che solo gli “iniziati” in Italia sapevano che la
Banca di via Nazionale a Roma non era dello Stato ma delle banche
private.
Pertanto con la prevista eliminazione dell’ art. 3 che garantiva ma solo

formalmente il controllo di Palazzo Kock da parte degli enti
pubblici, i privati proprietari delle Banche azioniste di Bankitalia
si preparano a realizzare immensi profitti con la cessione
obbligatoria (sic) entro il 2008 delle azioni possedute dai privati,
i quali beneficeranno dei dividendi percepiti sui titoli di debito
pubblico. Niente più che un gioco delle tre carte, un circuito
vizioso. E non si tratta di quisquiglie, come direbbe Totò.
Giulio Tremonti stabilì il valore della Banca centrale in 800
milioni di euro (sulla base dei dividendi), mentre l’ Associazione
delle banche (Abi) stima il valore del patrimonio netto di Bankitalia
in 20 miliardi di euro.
E’ per lo meno curioso che in un’ epoca in cui si fa demagogia su
liberalizzazioni e privatizzazioni si faccia una Legge per la
nazionalizzazione della Banca Centrale.
Illuminante è però il fatto (truffaldino) che la Commissione Europea,
così intransigente sulle privatizzazioni di tutto, dia il pieno
beneplacito su questa “nazionalizzazione”. Che ci sia lo zampino
delle oligarchie dei Banchieri ? E inoltre, che senso ha
nazionalizzare una banca in un’epoca in cui con la globalizzazione
degli Istituti finanziari le banche Centrali nazionali non
serviranno a nient’ altro che come enti amministrativi, come
autority, ma non avranno alcun potere ne sull’ emissione del denaro,
ne sui tassi di interesse o sulle fusioni bancarie ?
Ora che l’ Italia non ha la sovranità monetaria, ed è costretta a
chiedere in prestito il denaro per far fronte alle spese ?
Si tratta dunque dell’ ennesima truffa degli usurai del capitale
monetario. Perchè i giullari della politica: Berluconi, Bossi, Prodi,
D’ Alema, Fassino, Rutelli e Bertinotti tacciono su questo
“affaire” ? Sono forse soci della Mafia imperiale , o forse solo
lacchè ?
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