"Altracultura" intervista
Roberto Fernàndez Retamar
- Il più prestigioso scrittore che vive a Cuba, le cui opere sono lette
e studiate in Europa, negli USA, ecc.
Quali caratteristiche ha oggi la cultura, la letteratura democratica e antimperialista in Sud America?
- Io vivo nel Caribe, comunque credo che stiamo vivendo un momento difficile. Si parla degli anni '80 come di un tempo perso e così per gli anni '90. In questi decenni il neo-liberismo economico ha rovinato molti paesi, come l'Argentina, l'Uruguai, l'Equador, ecc.
Io credo che in queste circostanze una cultura democratica debba affrontare questa realtà e incamminarsi sulla via conseguente per dare soluzione ai problemi che vivono il Caribe e il Sud America.
- In alcuni paesi (Venezuela, Argentina, Equador, ecc.) stanno formandosi forze democratiche, quale giudizio voi cubani date su di esse?.
- Noi li vediamo con molta simpatia, comprese quelle forze che agiscono negli Stati Uniti. Esse si oppongono al neo-liberismo e alle imposizioni straniere per cui ne abbiamo un'opinione positiva, come nel caso di Chavez. Lo stesso dicasi per tutti i movimenti nel mondo, si tratta per noi di una lotta per la vita del pianeta, di una visione umanistica, direi ecumenica, per il futuro dell'umanità.
- Siamo di fronte ad una crisi storica, non solo del cosiddetto "socialismo reale", ma dell'imperialismo e del capitalismo, con la stagnazione e la recessione. Noi dal nord del mondo vediamo bene le prospettive rivoluzionarie in America Latina, voi che quadro vi siete fatti del futuro del mondo, del suo percorso.
- Io sono con Gramsci quando dice di avere il pessimismo dell'intelligenza e l'ottimismo della volontà. E' una situazione spaventosa; la crisi che sta vivendo il capitalismo può portare a catastrofi impensabili per l'umanità. Però quest'ultima non è disposta a suicidarsi e con l'ottimismo della volontà troverà la via d'uscita a questa crisi che pare imminente, come tu hai detto.
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