|
LA GUERRA
RUSSO-FINLANDESE
|
 |
|
Dopo il patto
Molotov-Ribbentrop, il
destino delle repubbliche baltiche (Lituania, Estonia, Lettonia e Finlandia) già
appartenenti allo Zar è segnato. La loro libertà era durata
appena 20 anni. La Russia, doppiamente sconfitta, aveva accettato a suo tempo le
condizioni di pace imposte dalla Germania, lei (Russia) che era stata dalla parte di quelli che
vinceranno senza di lei e che
oggi, come tutti, disconosceva i risultati della pace ottenuta senza il suo
apporto. I primi tre paesi non
opposero resistenza alla stipula d’un accordo bilaterale di "assistenza
militare". Già allo scoppio della grande guerra, avevano preferito l’elemento
russo a quello tedesco, divenuto col tempo mercantilista e profittatore. La
Finlandia (3,6 milioni di abitanti), pur non rifiutando il colloquio, non aveva digerito
le richieste che i Russi facevano sulle modifiche territoriali di confine nella
regione del Lago Ladoga sulle cui rive meridionali sorge anche Leningrado.
Dietro la richiesta russa di rettifiche di confine (Nord compreso), che si
scoprirà poi imperativa, c’era la necessità di creare una linea di difesa
profonda intorno a Leningrado e ai porti dell’Artico in misura migliore di
quanto non si fosse fatto nel 1914. La realizzazione di queste rettifiche
permetterà la resistenza di Leningrado nel '41, spina nel fianco dei
tedeschi. L’accordo, per non sembrare un diktat, prevedeva uno scambio di
territori, di nessuna importanza, nella regione dei laghi.
|
|
 |
|
La Finlandia, abitata da gente di stirpe finno-svedese e da lapponi,
è stata sotto il dominio zarista (come Granducato) dal 1809 al 1917
quando si
è resa indipendente con le guardie bianche di Carl Gustaf Mannerheim ora
72enne. Il 13 novembre 1939, dopo l’ennesima seduta conciliatoria inconcludente, Molotov se
ne uscì con questa dichiarazione
“Noi civili non abbiamo più nulla da
fare qui”. Con l’ormai classico “Casus Belli” provocatorio, i Russi ne
attaccarono i confini meridionali e centrali alla fine del mese. A nord
l'attacco russo si rivela più difficile perché va ad impattare contro il dedalo di laghi della regione, impraticabile
per la mancanza di strade e per la stagione invernale ormai avanzata.
LE PURGHE DI STALIN E LA
CONDIZIONE DELL'ARMATA ROSSA
Alla prematura morte di
Lenin (1924) Stalin, che ricopre la massima carica di segretario del Pcus, si
libera dei diretti concorrenti (Trotskij, Kamenev e Zinovev, ma non li fa
uccidere subito), e conquista il pieno controllo del partito comunista. La
fase rivoluzionaria viene ormai considerata chiusa e sul piano della
difesa si pensa di variare attribuzioni e incarichi che vedevano ancora
una forza armata in funzione antireazionaria e non proiettata alla difesa
dello stato, delle sue frontiere e della diffusione del comunismo ai paesi
vicini. Il salto nei piani industriali quinquennali per portare a tappe
forzate il paese ai livelli del mondo occidentale costa sia in termini
politici che umani. Nella prima fase in cui si costruiscono le industrie i
contadini debbono sostituire anche quelli passati nelle fila operaie e ad
esportare tutto quello, grano, materie prime e macchine, può far cassa per
acquistare tecnologia.
|
|

|
|
Per evitare che la requisizione si
traduca, come nel 1918, in una guerriglia villaggio per villaggio, si decreta,
nel 1929, l’abolizione della proprietà privata. Ne fanno le spese
retroattivamente i fautori del primo piano quinquennale poi i contadini che
resistono al nuovo che monta con deportazioni di massa in zone controllate o invivibili. Morranno a centinaia di migliaia. Nelle zone d’origine si scatena
invece una carestia (naturale e forzata) che falcidia il granaio dell'Urss, l’Ucraina. A qualcuno sembra che la dissennata
lotta al contadino cerchi di estirpare anche le ultime vestigia del vecchio
potere zarista. La legge del 7 agosto 1932 (cosiddetta "legge delle spighe"),
punisce la spigolatura come furto di beni dello stato. Una legge
del novembre prevede anche il licenziamento per l'assenza ingiustificata dal lavoro di
almeno un giorno. Onde evitare che le fattorie collettive possano essere
abbandonate per la città, il passaporto interno non viene concesso ai contadini.
In capo a due anni il terrore regna sovrano nel paese controllato dalla GPU e
dall’Nkvd. Le pene capitali si applicano a tutti i maggiori di 12 anni. È di questo periodo il processo a Kamenev, Zinovev e Bukharin (Trotskij
verrà ucciso a Città del Messico il 21 agosto 1940). Nessuno è più sicuro,
neanche della sua ombra. |
|
 |
|
Tutti gli imputati vengono riconosciuti colpevoli e
fucilati. In segreto si tiene poi un processo per tradimento contro i
responsabili dell'Armata rossa, basato su un false informazioni. Tra gli
altri sono imputati il generale Tukhachevskij e l'eroe della guerra civile
Jona Jakir. Tutti gli imputati vengono riconosciuti colpevoli e fucilati. Jakir
muore gridando: "Viva il partito! viva Stalin!". Alla fine del 1938 la purga è
costata 3 marescialli su 5, 13 comandanti dell'esercito, tutti gli 8 ammiragli,
57 comandanti di corpo d'armata e 330 generali inferiori. Nel 1937 vengono
definitivamente sciolti i distaccamenti militari
addestrati da Yakir alla guerra partigiana. L'armata rossa è letteralmente
destrutturata. L’epurazione si estende allora ai comunisti stranieri e gli unici
a salvarsi (ma non 200) sono gli italiani. Anche in Spagna nelle fila
repubblicane si procede allo stesso modo per gli infedeli. Decine di
migliaia di combattenti del partito comunista libertario Poum e del movimento
anarchico vengono fucilati. 4500 dei 6 mila comunisti spagnoli riparati nell'Urss
dopo la fine della guerra civile non vedono la vecchiaia. Tutti i libri di testo
e parimenti gli scrittori vengono “purgati” e sul piano morale si ritorna al
vecchio conservatorismo clericale. I preti usciti dalla porta principale
rientrano col copricapo della stella rossa da quella di servizio.
Alle epurazioni dei funzionari di partito ci pensano i fedelissimi di Stalin,
Berja nel Caucaso, Malenkov in Bielorussia, Mikojan
in Armenia, Kaganovich in Russia, Kruscev in Ucraina. Da un congresso di partito
all’altro i membri non si riconoscono. L'acme della purga è toccato nella
prima metà del 1938. |
|
 |
|
All'epoca circa il 5% dell'intera popolazione
è passata attraverso gli arresti. C'è un'atmosfera generale di paura, che induce
i cittadini a ridurre le relazioni sociali e a distruggere le memorie familiari,
nel timore che entrambe possano essere usate per eventuali imprevedibili
iniziative inquisitorie. Molto colpite le minoranze etniche: i greci del Mar
Nero, gli armeni, gli ebrei ex-membri del Bund o sionisti e
i tedeschi del Volga. A rischiare ora è lo stesso stato che non ha più
ingegneri, ufficiali e tecnici all’altezza dei compiti. Chi è sfuggito alla
fucilazione è finito nei Gulag dell’Nkvd. Tra il 1934 e il 1948 nei campi
vengono deportati 15 mil. di persone. Nel 1953 ce ne sono ancora 2 .450.000
detenuti, mentre altri 2.750.000 "coloni speciali" dipendono da
amministrazioni separate. Durante la guerra i detenuti assicurano circa un
quarto della produzione dell'industria degli armamenti, della metallurgia e
delle miniere. L’Armata rossa è ora dominata dal
terrore. Lo spirito di iniziativa è visto come cospirazione. Stalin aveva sempre
creduto nell'efficacia dell'obbedienza assoluta basata sul terrore e questi
regolamenti, che saranno per sempre legati al nome del commissario per la difesa
di quel periodo, maresciallo Timoscenko (la cricca della Cavalleria),
rappresentarono una delle sue risposte alle carenze che l'Armata rossa paleserà
nel corso della guerra contro la Finlandia.
Così il
corrispondente speciale del Corriere della Sera Indro Montanelli il 1 dicembre: |
|
 |
|
......
così è cominciata questa guerra, la cui eventualità
cinque giorni or sono ci sembrava per sempre scartata. Coltine di sorpresa,
questi finnici dai riflessi lenti, vi reagiscono con ammirevole freddezza.
Qualunque possa essere la sorte di questo popolo di 3 milioni e mezzo di uomini
impegnato in lotta contro un colosso di 180, non possiamo che guardarlo con
ammirazione.... l'evacuazione è stata dichiarata obbligatoria per vecchi e
bambini ...una interminabile filastrocca di popolo in marcia a piedi. Uno
spettacolo triste, scorante ma interpretato da personaggi che parevano al di
sopra della mischia, chiusi in una maschera di indifferenza. |
| |
|
|
|
 |
|
Il piccolo esercito finlandese (1
a 3++ di svantaggio) era trincerato
dietro una vecchia linea fortificata che i russi, sia per ragioni
d’inesperienza che per effettive difficoltà del terreno già innevato, non
riuscirono a vedere e a sfondare. Contro i russi giocò la purga, testè
raccontata, attuata da Stalin nei
ranghi dell’Armata Russa. L’attacco dei Carri armati sovietici a sud lungo le
impraticabili piste dei boschi si spezzò contro gli improvvisi attacchi degli
sciatori finnici (sissit). Sparsi su un territorio enorme, i sissit agiscono in
minuscole pattuglie. Non attaccano mai allo scoperto e sempre alla corta
distanza per essere più precisi. Alla fine si allontanano con le loro
slitte nella notte polare. I Russi furono battuti più volte, ma sempre
ritornavano all’attacco con nuovi uomini e mezzi, di cui disponevano in
abbondanza, mentre nessuno in occidente muoveva un dito per difendere i
finlandesi. Salvo la simpatia degli italiani, solo gli Svedesi aprirono
una agenzia di reclutamento su base volontaria. I materiali catturati ai
russi e quelli che riuscirono a procurarsi sul mercato delle armi
permisero loro di resistere fino alla fine di gennaio del 1940. Oltre alla caccia dei sissit
i finlandesi sperimentano contro i carri armati sovietici la bomba
incendiaria, bottiglia piena di liquido infiammabile che poi i russi
battezzeranno Molotov, come loro invenzione.
|
|
|
|
|
|

Montanelli reporter con l'inseparabile Lettera 22 portabile |
|
Un altro
espediente compare sul campo di battaglia: il riflettore. Già conosciuto nella
forma maxi, ora viene adottato da ogni gruppo in formato piccolo per abbagliare
il nemico. La superiorità numerica russa, già evidente, ora viene quintuplicata
ricacciando i finlandesi oltre la linea Mannerheim. Il comando russo viene dato al
maresciallo Voroscilov e quello dell'Istmo a Timoschenko. Nel mese di febbraio il
destino dei finlandesi era segnato.
Fra chi tifava per loro, nonostante lo
schieramento (non sembrava ma se i tedeschi erano alleati dei comunisti, i
fascisti che erano alleati dei tedeschi erano anche alleati dei comunisti), c’erano gli italiani
"In un paese in cui la natura vive in
tanta stretta comunione con l'uomo, questi non può non essere d'una semplicità
virginea. Con essa i finlandesi sanno fondere la raffinatezza d'una bene intensa
civiltà. La loro cultura è degna d'un popolo d'alto sviluppo.....". Sempre Montanelli-"Per due volte il Minculpop
(Ministero della Cultura Popolare fascista) chiese il mio ritiro
perché le mie corrispondenze erano pro finlandesi... Appelius
(allineato) sul fascista "Popolo
d'Italia" aveva in quel momento una posizione filosovietica (incredibile !!!.) -avevo un lasciapassare del
maresciallo Mannerheim, mio amico, per usare i mezzi militari negli spostamenti
". |
| |
|
|
|
 |
|
Il 6 marzo una delegazione
finlandese si reca a Mosca per parlamentare, ma le condizioni sono troppo
dure. Invocando ancora l'intervento della Società delle Nazioni, i
parlamentari rientrano. Dopo aver lasciato sul terreno 80.000 morti
la Finlandia accettò la capitolazione il 12 marzo e la rettifica dei
confini arretrando la linea di confine di 100 km. Il Ladoga ora era
completamente russo. Hitler, nel momento di difficoltà russo, non mancò di
fare gli auguri di compleanno per i 60 di Stalin. La Russia non aveva
dimostrato una grande capacità bellica, diciamo anche nessuna, ma anche di
questo i tedeschi avranno di che ricredersi, poiché le forze impegnate
erano state comunque solo una infinitesima parte del loro potenziale (che
andava riveduto corretto e motivato !!!!). Durante la trattativa per
la definizione della nuova linea di confine, il destino della cittadina di Enso
era sospeso. Stalin si fece aprire la carta topografica e vi posò sopra il
dito. Il cartografo, prudente vista la collera del personaggio, aggirò la città dalla parte
ovest finlandese che da
allora divenne Svetogorosk,
anche detto il dito di Stalin.
|
| |
|
|
|
 |
|
Nel 1809 la Finlandia venne conquistata dalle
armate dello Zar Alessandro I, e rimase un granducato autonomo fino al 6 dicembre 1917 quando
si dichiarò indipendente nonostante nel paese si fossero formate guardie rosse
come in Russia (Lenin forced the Finnish reds to
accept the name, the Socialistic Republic of Finland). Dopo aver concluso
una vantaggiosa pace con la dirigenza rivoluzionaria
Russa nel marzo del ’18, l’impero tedesco rivolse le proprie armate ad
Ovest (Francia, Inghilterra e Usa) e verso i paesi baltici per tamponare
comunque la pressione rivoluzionaria. Senza entrare
in territorio sovietico, ora escluso dalla pace, un corpo di spedizione comandato dal
Gen. Rüdiger von der Goltz sbarcò in Finlandia ad Hanko il 3 aprile 1918 e marciò sulla
capitale in mano alle guardie rosse. Un mese prima era già sbarcato alle
isole Aland*
. Nel giro di 2 mesi una ulteriore pace e accettazione da
parte della Russia bolscevica della indipendenza del paese |
|
Carl Gustaf Emil Mannerheim
nasce a
Vilnas presso Turku il 4 giugno 1867. A soli 15 anni viene ammesso alla
Accademia dei Cadetti Finlandesi |
|
 |
|
e a 20 è a Pietroburgo dove diventa Ufficiale
della Guardia dello Zar. Combatte tutte le guerre zariste e nel 1912 viene
nominato aiutante di campo dello Zar. Allo scoppio della Grande Guerra è sul
fronte Polacco dove comanda un corpo di cavalleria russo. Allo scoppio della
rivoluzione dei Soviet, rientra nelle sue terre dove si è costituita una "Guardia
Bianca". Per Mannerheim la Guerra del ‘18 fu "Guerra di Liberazione Nazionale" partita dal popolo.
Egli cercò di mantenere una certa neutralità nei confronti della Germania
la cui assistenza venne dichiarata non richiesta. Portò ad esempio
l’occupazione di Tampere per ribadire che i Finnici ce l’avrebbero fatta
da soli. La seconda carica del paese il Gen. Aarne Sihvo frequento
l’accademia militare italiana di Torino nel 1920 e divenne il primo comandante
di quella finnica dal 1924, anno di fondazione. During the first
years of independence, many Jäger officers were sent to military academies
in France and Italy since there was no Finnish military academy.
Il 12 dicembre 1918 dopo
aver concluso la pace con la Russia, e vista riconosciuta l'indipendenza,
diviene reggente fino alle elezioni presidenziali, nelle quali era pure
candidato. Battuto si ritira a vita privata
fino al 1931. In questo anno accetta la presidenza del Consiglio di Difesa e
progetta la linea difensiva che porta il suo nome. Promosso maresciallo difende
per 4 mesi il paese dall'attacco russo.
Dopo l'attacco alla Russia dell'estate
del '41 la Finlandia entra in
Guerra al fianco di Hitler per la sola difesa nazionale e per il ripristino dei vecchi
confini.
http://www.mannerheim.fi/ |
| |
|
|
|
*Isole
Aland (ex Svedesi) poste all'ingresso del golfo di Botnia e quindi
strategiche: Oggi isole a statuto autonomo dipendenti da Finlandia ma di
lingua svedese. Come la Finlandia dal 1809 sotto l'influenza russa. Un
referendum nel dicembre del '17 diede la popolazione favorevole (al 96%
come gruppo etnico svedese),
per un ritorno alla Svezia come prima del 1809. Nonostante gli svedesi avessero
offerto volontari per la guerra del '18, il nazionalismo finlandese teso a
chiudersi come guscio contro gli estranei escluse questa possibilità. La
lega della Nazioni, come la comunità europea oggi, riconobbero loro una
larga autonomia amministrativa (dovrebbero essere gli
unici svedesi a conoscere e ad usare l'Euro) all'interno della Finlandia.
|
|
Quando la situazione militare degenerò, e divenne
chiaro a Mannerheim e al governo finlandese che urgeva sganciarsi dal
pericoloso alleato tedesco, il primo passo del presidente della Repubblica Risto Ryti fu lo
scioglimento, almeno formale, da qualsiasi tipo di vincolo con il Reich. Il 4 agosto 1944 Mannerheim fu eletto presidente della Repubblica,
dopo le dimissioni del presidente, e concluse l'armistizio con
l'URSS (novembre 1944. La Finlandia perdeva altri territori come il
Fiordo di Petsamo sul mare di Barents che gli precludeva ogni sbocco al
Nord). I pochi tedeschi che tenevano il Nord
dalla Norvegia vennero cacciati durante la cosiddetta Guerra lappone (45). Per compiacere i
sovietici, dovette permettere la formazione di un governo presieduto dal
conservatore Juho Kusti Paasikivi (un diplomatico gradito a Mosca) in cui per
la prima volta era presente un comunista, il ministro degli Interni Yirjö
Leino. Mannerheim indisse nuove elezioni nel 1945, attese quindi che la situazione
internazionale si stabilizzasse, e si dimise l'11 marzo 1946 per motivi di
salute a favore di J.K. Paasikivi, sotto il quale si affermò una nuova
politica estera che, pur favorevole a Mosca, salvaguardava formalmente l'indipendenza.
Mannerheim si ritirò in Svizzera dove morì nel 1951
( Losanna). E'
sepolto nel cimitero militare di Helsinki coi suoi soldati.
|

|