Molineaux Il medico                            Giorgio Vicenzi 

Bassinet L’affitta camere                          Luigi Corno

Yvonne La moglie del medico                 Valeria Raggi  

Rosa La moglie ritrovata                   Manuela Ballini

Aubin Il marito tradito                           Andrea Marca  

Susanna Moglie e amante                   Simona Foletti

Agreville La suocera                               Ezia Galbiati 

Stefano Il maggiordomo                   Romano Stenico

Pomponnette Cliente di sartoria          Luigia Limonta 

D’Herblay Cliente di sartoria             Milena Radaelli

SARTO PER SIGNORA

commedia brillante in 3 atti di 

Georges Feydeau 

Regia Luigi Corno   Scenografie Justin Arienti    musiche Beppe Appiani     Luci Paolo Corno 

Sarto per signora (Tailleur pour Dames)

Il medico fedifrago e pasticcione, la moglie tradita, la bella amante, l'amico guastafeste e naturalmente una serie di esilaranti equivoci sono gli ingredienti di "Sarto per signora", la commedia in tre atti che un giovanissimo Georges Feydeau (1862-1921) scrisse e portò al successo a poco più di vent'anni, nel 1886, nel pieno della "belle époque". Tipico esempio di "pochade", che è anche una spietata ridicolizzazione della borghesia parigina di fine ottocento.

Fu scritta da Georges Feydeau a venticinque anni, nel 1887, ed è da considerarsi il suo effettivo battesimo come autore teatrale e il suo primo grande successo comico.

Non siamo ancora nella fase degli esasperati meccanismi drammaturgici de "La Dame de Chez Maxim", ma in una fase più leggera, come di studio, in cui l'autore sembra prendere le misure della grande tradizione del vaudeville francese del XIX° secolo.

La sua regola prima era il provocare l'incontro di due personaggi che avevano il massimo interesse a sfuggirsi: il loro trovarsi faccia a faccia generava la sorpresa e scatenava l'intreccio. Feydeau contribuì ad imporre il vaudeville in modo definitivo, ad elevarlo a genere nobile affrancandolo dalla volgarità: un progetto analogo a quello di Goldoni che, un secolo prima, aveva riformato la Commedia dell'Arte.

Molti critici, nell'analizzare la tecnica di Feydeau, hanno sottolineato il suo talento di commediografo "ingegnere", presentandolo come un costruttore di meccanismi comici di alta precisione. Ma egli ci mostra, deformato, lo spettacolo del mondo reale, divertendosi a sovrapporgli un suo universo fittizio, fino a che i due universi si confondono: l'uno più assurdo dell'altro.

Feydeau è stato definito il più grande autore comico dopo Molière.

Primo premio al concorso GATaL 2003 (Gruppo Attività Teatrali amatoriali Lombardia)

Motivazione: Scenografia originale e ben realizzata, notevoli i costumi, buoni gli effetti luminosi. Tempi comici curati. Nell'insieme, lavoro brillante ben sostenuto dagli attori tutti bravi.