Laboratorio
Freudiano
per
la formazione
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SCUOLA di PSICANALISI di MILANO
dell’Association Lacanienne Internationale |
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Scuola
di specializzazione quadriennale riconosciuta dal Miur |
Venerdì 4 aprile 2003 ore 18
Sala attigua alla Libreria Claudiana, via F. Sforza 12/a Milano
conferenza
Marie-Christine Laznik
La clinica dei bebè a rischio di autismo
Rilevare
le prime tracce di un futuro autismo nel bebè serve a mettere in atto una
clinica che quanto più è precoce tanto più è efficace. Si tratta di
indagare sugli elementi essenziali della costituzione del soggetto umano nel
suo legame con l’Altro, in particolare sulla prosodia della voce materna
come elemento centrale intorno al quale ruota quella che Lacan ha definito
«pulsione invocante».
La
clinica dei bebè a rischio d’autismo sarà trattata anche attraverso la
decifrazione dei films di famiglia di bambini diventati in seguito autisti.
Marie Christine Laznik, psicanalista dell’Association Lacanienne Internationale, lavora e vive a Parigi. È una delle più importanti studiose dell’autismo infantile. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo: Vers la parole. Trois enfants autistes en psychanalyse, Denoel 1995 e un saggio sulla menopausa che sta per essere pubblicato.
Venerdì 28 marzo 2003 ore 18
Sala attigua alla Libreria Claudiana, via F. Sforza 12/a Milano
conferenza
Ida Finzi
L’INFANT OBSERVATION ALLA TAVISTOCK CLINIC DI LONDRA
L’infant’s observation è una tecnica messa a punto da Esther Bick, alla Tavistock Clinic di Londra, che permette al contempo un’importante esperienza formativa e la raccolta di materiale significativo per la comprensione delle dinamiche presenti nella relazione precoce mamma-bambino.
La sua applicazione ha consentito negli anni di sviluppare un’attenzione di tipo analitico a diversi contesti di vita del bambino piccolo, sia in setting di tipo clinico che in situazioni di tipo educativo.
A partire da questa esperienza verranno discusse situazioni di osservazione utilizzate nell’ambito dei servizi pubblici per la prima infanzia.
Ida Finzi è psicologa e psicoterapeuta di formazione analitica; ha lavorato nei servizi territoriali per l’età evolutiva, per le donne, le coppie e le famiglie, integrando diverse letture metodologiche e tecniche a seconda dei contesti operativi, preventivi, diagnostici o terapeutici. Negli ultimi anni si è occupata di formazione e di aggiornamento professionale degli operatori.
Venerdì 14 marzo 2003 ore 18
Sala attigua alla Libreria Claudiana in via F. Sforza 12/a Milano
Conferenza
Anne Hamad
Il bambino come soggetto: un’esperienza alla Maison Verte
La Maison Verte, inaugurata a Parigi nel 1979 per volontà di Françoise Dolto, accoglie i bambini da 0 a 3 anni di età insieme con i loro genitori, nonni, balie e accompagnatori. Non è un nido, né un giardino d’infanzia, né un centro di cura, ma una casa, luogo intermedio che prepara il bambino alle successive esperienze di socializzazione. L’esperienza parte dal presupposto che i bambini piccoli e piccolissimi, in quanto esseri di linguaggio, siano perfettamente in grado di comprendere le parole che ascoltano.
L’équipe
è composta da personale di accoglimento e psicanalisti che in questa sede,
però, non fanno consultazione. La loro particolare posizione è quella di
testimoni, attenti a cogliere ed accogliere i segni che i piccoli emettono
per significare i punti di sordità che incontrano nei loro genitori.
Anne
Hamad, psicanalista e psicoterapeuta, dirige un Centro Terapeutico di
Consultazione per i bambini a Parigi. Da molti anni collabora strettamente
con la Maison Verte. È
membro della Fondation Européenne pour la Psychanalyse.
INGRESSO
LIBERO
Sabato
15 marzo dalle ore10 alle 13 la dott.ssa Anne Hamad terrà un seminario di
clinica infantile
Venerdì 28 febbraio 2003
ore 18
Sala attigua alla Libreria Claudiana in via F. Sforza 12/a Milano
Conferenza
Marisa Fiumanò
La psicanalisi è adatta
ai bambini?
La
domanda di cura, il sintomo, il transfert, le tecniche
La questione della specificità della cura con i bambini si è posta fin dall’inizio con il caso di Hans, un’analisi esemplare che Freud conduce attraverso il padre, discepolo e ammiratore di Freud, e col beneplacito della madre. Due transfert positivi, una domanda di cura ben formulata e un sintomo ingombrante, la fobia dei cavalli: Hans guarisce, pur senza incontrare il suo analista. Da allora gli psicanalisti che ricevono bambini sperimentano raramente condizioni altrettanto ottimali. È per questo che le grandi “signore” della psicanalisi infantile, da Anna Freud a Dolto, hanno messo a punto delle “tecniche”? Oggi sempre più le condizioni della psicanalisi delle origini appaiono ribaltate: transfert negativo, assenza di domanda, disturbi più che sintomi caratterizzano l’inizio della cura. Tuttavia i bambini raccontano ancora come un libro aperto Freud e Lacan e, se richiedono all’analista un supplemento d’invenzione, reagiscono con prontezza ai suoi interventi e sanno sorprendere. Essi sono anche il prodotto immediato dei linguaggi socialmente prodotti, cartina di tornasole di mutamenti di cui senza di loro non potremmo misurare la reale portata.
Marisa Fiumanò, psicanalista e saggista, dirige la sede di Milano del Laboratorio Freudiano. È membro dell’Association Lacanienne Internationale.
Ingresso su prenotazione telefonando al 3478445889, inviando una email a laborfreudiano.mi@libero.it o in libreria prima della conferenza (10 euro).
Sala attigua alla Libreria Claudiana in via F. Sforza 12/a Milano
Conferenza
Fabrizio Gambini
Un esordio è il momento in cui si manifesta qualcosa che da lungo tempo s’è formato. Nelle parole di Freud, il ritorno del rimosso, la formazione del sintomo e il rimosso stesso non sono la stessa cosa. L’adolescenza, nella drammaticità e novità delle manifestazioni comportamentali che talvolta la caratterizzano, mette alla prova un ascolto che, se non è quello oggettivante o psicotizzante di molta psichiatria, non può essere neanche più quello d’una psicoanalisi irrigidita che stenta a trovare, in un’efficace direzione della cura, una parola e un senso possibile per i sintomi che l’adolescente produce.
Fabrizio Gambini, psichiatra e psicoanalista, è responsabile dell’azienda sanitaria locale 2 di Torino. È membro dell’Associazione Freudiana e dell’Association Lacanienne Internationale.
Venerdì 31
gennaio 2003 ore 18
Sala attigua
alla Libreria Claudiana in via F. Sforza 12/a Milano
Conferenza
Lo
psicanalista e il malessere dell'adolescente
L'adolescenza segna un
momento di disorganizzazione soggettiva ma al tempo stesso un tentativo di
acquisire una nuova posizione per il proprio desiderio. In fondo, ciò che il
ragazzo o la ragazza deve fare per accedere alle esigenze della sua esistenza è
essenzialmente uno spostamento della soggettività. Questo percorso si compie a
partire da due dimensioni essenziali per l'adolescente: la famiglia, o ciò che
ne resta, e il sociale. che determina le sue identificazioni.
Nel corso di questo processo il malessere si declina
come opposizione, inibizione, depressione, acting-out o passaggio
all'atto che hanno caratteri specifici di questo periodo. In che modi allora lo
psicanalista può impegnarsi nella messa in opera di un transfert che si ponga
di fronte all'adolescente o al suo entourage (famiglia, istituzione)?
Françoise Rey, psicologa e psicanalista a Grenoble, è membro dell'École Rhône-Alpes d'Études freudiennes e tiene un corso di diagnosi differenziale all’Università di Grenoble. Si occupa da molti anni di problematiche adolescenziali.
Iscrizioni: singola conferenza 10 euro (studenti 5 euro); intero ciclo 70 euro
Per ulteriori informazioni si consulti: http://digilander.libero.it/laborfreudianomilano
Giornata di studio preparatoria al Convegno di Roma del 23-24
Maggio 2003 organizzato dal Laboratorio Freudiano e Cosa Freudiana in
collaborazione con Fondation Européenne pour la Psychanalyse e Association
Lacanienne Internationale
Sala
attigua alla Libreria Claudiana via Francesco Sforza 12/a - Milano
(M.M.
S. Babila)
Il termine psicoterapia è recente
ma la pratica antica: ogni epoca ha avuto le sue psicoterapie, coerenti con
la visione del mondo loro coeva. Sono state legate alla pratica filosofica
nella Grecia classica, alla religione per la cristianità, alla medicina nel
XVIII e XIX secolo come nel caso dei precursori di Freud da Pinel a Charcot.
Per questo, da un punto di vista storico, la psicanalisi si inscrive nella
psicoterapia anche se Freud ha tenuto a distinguerla nettamente nei suoi
presupposti: a cominciare dalla sua concezione del sintomo, che non
considera più un eccesso ma l’indice di una rimozione, a seguire con la
nozione di sapere, dalla parte di chi parla piuttosto che di chi ascolta,
fino a ciò che considera il motore della cura, il desiderio dell’analista
piuttosto che la volontà di guarire.
Lacan ha radicalizzato le posizioni
di Freud: l’atto analitico è sostenuto dal desiderio dell’analista e
solo se questo desiderio funziona correttamente significa che c’é
“dell’analista”.
Più che sulla distinzione
concettuale tra psicoterapia e psicanalisi e ancor meno sulle differenze di
“tecniche” Lacan ha messo l’accento su questo operatore,”desiderio
dell’analista”, che l’analisi (e poi la passe nella sua controversa proposta )
devono circoscrivere. È questo tipo di desiderio, approdo dell’analisi
“pura” (ideale da perseguire per chi si autorizza analista), che
permette di procedere (e di accompagnare i propri analizzanti) nel campo del
“reale” , un campo che le psicoterapie certo non praticano volentieri.
La radicalità dell’invenzione di
Freud e il rilancio che ne ha fatto Lacan hanno permesso agli psicanalisti
di dissodare il loro campo, quello dell’inconscio, senza preoccuparsi
troppo della proliferazione delle molteplici terapie dell’io, che, nella
seconda metà del Novecento, non hanno cessato di affermarsi. In alcuni
paesi, soprattutto in Francia, è relativamente possibile disinteressarsi
della loro diffusione perché il discorso della psicanalisi produce ancora
un forte legame sociale.
In altri paesi, e soprattutto in
Italia, il destino della psicanalisi è sempre stato legato più a una
corporazione che a un discorso; coloro, (ed è il caso di alcune
associazioni che si riconoscono nell’insegnamento di Lacan) che rifiutano
una logica corporativa non hanno saputo (o potuto?) proporre un’altra
forma di legame che avesse peso sociale sufficiente a evitare l’ingerenza
statale nella regolamentazione giuridica della professione di psicoterapeuta
(l’ormai famosa legge Ossicini). Gli psicanalisti sono stati costretti a
scegliere tra la clandestinità o il lasciarsi annoverare, giuridicamente,
come psicoterapeuti. Su queste due scelte e sulle conseguenze che ciascuna
di esse ha avuto e ha rispetto alla formazione e alla trasmissione manca una
riflessione ed un lavoro comune che, con questa giornata, intendiamo
inaugurare.
I lavori si svolgeranno sotto forma
di tavola rotonda e di discussione aperta ai partecipanti. La mattina sarà
dedicata alle questioni teorico-cliniche mentre il pomeriggio all’attualità
della questione giuridica e alle sue conseguenze sulla didattica e la
formazione.
Partecipano: Isabella Abalsamo,
Carlo Albarello, Alessandro Bertoloni, Luigi Burzotta, Muriel Drazien,
Marisa Fiumanò, Fabrizio Gambini, Jance Jerkov, Janine Marchioni Eppe,
Renata Miletto, Sergio Marsicano, Susana Morath, Silvia Novarese, Patrizia
Piunti, Raffaele Palermo, Luciana Testa, Johanna Vennemann.
È prevista una quota di
partecipazione di 30 euro ( IVA compresa) fatta eccezione per allievi e
docenti del Laboratorio Freudiano di Roma e Milano.
Laboratorio Freudiano
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Scuola
di psicanalisi
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L’etica
della Psicanalisi è un’etica del desiderio?
ne
discute con Marisa Fiumanò e Raffaele Palermo
Giacomo
Contri, psicanalista a Milano, è il curatore dell’edizione italiana del seminario
VII di Jacques Lacan “L’etica della psicoanalisi” 1959-1960, Einaudi, Torino
1994
In occasione dell’inaugurazione degli insegnamenti si raccolgono le iscrizioni al ciclo di Conferenze sulla clinica del bambino e dell’adolescente (vedi).