E figlio del famoso progettista di
macchine da calcolo e contabili, Burroughs appunto, nasce a St. Louis il 5
febbraio del 1914.
La depressione intaccò le finanze della sua famiglia ma non
al punto da non poter continuare i suoi studi di antropologia, poesia e
letteratura inglese e di etnologia alluniversità di Harvard. Poi ci fu la
guerra e l'espulsione dal corso per ufficiali e quindi dall'esercito a causa
di un attestato di schizofrenia; fa diversi mestieri all'"americana",
come il disinfestatore, il poliziotto privato, il barista, e poi la droga, il
Potere Bianco, l'eroina, incontrata a Manhattan, la patria spirituale di
Burroughs. Qui infatti viene a contatto con
espressionisti astratti, suonatori di jazz,
fotografi e scrittori e si scopre bisessuale.
Nell'estate del 45 con Joan, la sua
fidanzata, Jack Kerouac e Allen Ginsberg formano una prima Beat family;
Kerouac alcolizzato, Burroughs drogato, Ginsberg "lucido" e Joan in
crisi per la benzedrina; circolano libri, droghe e idee, mentre le notti
trascorrono all'insegna di lunghe chiacchierate di poesia, spesso ricordate da
Kerouac in The Subterraneans e da Ginsberg in Howl. A New Orleans
si sposa con Joan e quindi con i due figli si trasferiscono in Messico dove,
drogati, combinano la tragedia: Burroughs uccide la moglie per giocare a tiro a
segno. A questo punto comincia la sua vera carriera da scrittore per scriversi
la via di fuga dal Controllo, e dalla droga e dal sistema; si sposta in esilio
volontario prima in Colombia, poi in Perù dove sperimenta lo
yagé, che produce
poteri telepatici, e quindi a Tangeri dove vive solo fino alla disintossicazione
con la tecnica dell'apomorfina a Londra.
Pare la biografia di un malato qualunque,
ma troppo spesso si tralascia di parlare della sua infanzia "felice" a
St. Louis, della sua adolescenza da borghese benestante all'università e
degli incubi che lo affliggevano fin da piccolo; terrorizzato dalla solitudine e
dal buio, già a cinque anni non voleva dormire per la paura di terribili
allucinazioni ed era scioccato per la violenza fisica dei compagni di scuola. La
noia desidera l'avventura, la solitudine cerca l'eroismo, l'incertezza
psicologica anela alla ribellione come prima affermazione dell'individuo e
così Burroughs fu uno dei primi a sfogare la propria vitalità repressa
guidando all'impazzata o sparando alla cieca su allevamenti di polli.
Ancora non si parlava di Beat Generation e
Burroughs creava inconsciamente il prototipo del modello di vita dei successivi
venti anni. Nell'omosessualità trovò una realtà non ancora codificata ma
poi si sentì ridotto a semplice anticonformista ed emigrò in Europa dove
incontrò il nazismo che lo costrinse a tornare in America dove, grazie alla
psicanalisi, si liberò delle sue inibizioni e cominciò a fare il ricettatore,
per curiosità ovviamente. Abitava nei pressi della Columbia University e
conobbe in tal modo Allen Ginsberg e Jack Kerouac, divenendo loro modello di
vita. Per caso gli capitò sotto mano una partita di morfina, di cui una parte
vendette e un'altra tenne per sé; dopo un anno era già eroinomane, ma non di
certo un drogato qualunque. Intanto egli si mantenne sempre perfettamente
oggettivo e divenne un intenditore e quando a Tangeri si accorse di essere
malato seriamente, si disintossicò del tutto grazie all'apomorfina e le sue
esperienze divennero vere e proprie ricerche mediche.
La sua vicenda umana lo ha imposto come un
guru alle generazioni successive perché egli è il Sopravvissuto, colui che
può insegnare a liberarsi dalla dipendenza e allo stesso tempo a trovare
rifugio negli stupefacenti; è stato lui a introdurre l'abitudine della droga
negli scrittori del secondo dopoguerra come una via di svincolamento dal
collettivismo, dalla massa ed è stato sempre lui ad allegare ad ogni suo libro
trattati scientifici che continuamente cercano di dissuadere dall'utilizzo di
oppiacei. E' caratterizzato da uno humour acido e crudele e protesta contro
tutto ciò che gli accade e anche contro ciò che non gli è accaduto.
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