ALLEN GINSBERG

La Vita

Il 3 giugno 1926 nasce a Newark, New Jersey, figlio primogenito di una coppia borghese di ebrei. Il padre è insegnante in una high school ed è anche poeta, mentre la madre, di origine russa, è un'attivista filocomunista. Allen è molto attaccato alla madre che però ben presto comincia a dare segni di chiaro squilibrio mentale, fino ad essere poi internata; con essa il poeta rifiuterà tutte le altre donne e la sessualità femminile.
L'influenza politica su Ginsberg è molto forte e già da bambino comincia a scrivere lettere di protesta ai giornali mentre si propone di diventare un brillante avvocato per battersi a favore degli operai. Nel 1943, entra alla Columbia University dove conosce Kerouac, che gli fa incontrare il jazz e le droghe, e insieme a lui inizia a frequentare Burroughs che li introduce al mondo della letteratura. Legge Celine, Kafka, Vico e Spengler, ma le fonti sono Blake, Williams, Pound, Thoreau e soprattutto Whitman. Come quest'ultimo infatti si sente solo, ama cosmicamente tutti gli esseri umani, si forma su esperienze mistiche, ha ambiguità sessuale, usa lo stesso tono profetico, denuncia l'ipocrisia e il materialismo e non ha la freddezza tipica delle accademie: "Una parola sulle accademie: la poesia è stata attaccata da un mucchio di rompiscatole ignoranti e spaventati che non capiscono [...] Il guaio con questi fottuti è che non riconoscerebbero la poesia neanche se spuntasse e glielo mettesse in culo in pieno giorno".
Per una bravata viene espulso per un anno, anno in cui comincia a frequentare locali per omosessuali, accettando la propria condizione, e gli spacciatori di Times Square, gli hipsters. In una visione sente Blake che gli parla ed egli così si convince di essere portavoce del divino nella vita. Per non dover scontare una pena con la giustizia si fa internare incontrando così il poeta Carl Solomon, che gli suggerisce la lettura dei surrealisti e proprio a lui viene dedicato Howl.
Nel 1949 si laurea e abbandona New York per viaggiare in autostop e incontrare Neal Cassady, di cui si innamora però senza successo. Sente di appartenere al mondo dei Beats e trova in questi quel misticismo volto a ricostruire l'interezza dell'uomo; in tal modo riunisce il profetismo ebraico a quello whitmaniano e blakeiano.

Le Opere

Le poesie scritte a cavallo tra gli anni Quaranta e Cinquanta, raccolte in Empty Mirror, mostrano unestrema insicurezza formale e personale; i versi brevi scritti sulle orme di Williams e di Blake rivelano le sue ansie fondamentali, come la ricerca di un contatto con l'universale e l'adesione a forme americane, che però non si fondono sovrapponendosi soltanto. La droga, marijuana, fungo sacro e LSD, è per lui lo strumento fondamentale della ricerca di consapevolezza. I viaggi in Messico e in Amazzonia, tra il '52 e il '53, per sperimentare preparati di stregoni e curatori, lo condussero a vedere più volte la morte, la distruzione fisica, il confronto con una parte di sé che egli rifuggiva, il rapporto con la madre e con la sua sessualità. Nel '54 conosce a Berkeley Peter Orlovsky, da allora suo compagno, Kenneth Rexroth, Robert Duncan, Lawrence Ferlinghetti e Gary Snyder che lo introduce in modo più approfondito al Buddismo.
Nel frattempo i suoi versi cominciano a circolare sullonda del successo del famoso reading del '56 alla Six Gallery (SF) di Howl. In Howl infatti egli aveva finalmente trovato il suo ritmo nei lunghi versi liberi dirigendosi verso il suo tipico tono profetico. Diviene una delle più importanti figure dell'avanguardia americana e, con Peter Orlovsky, comincia a fare lunghi viaggi per tutto il mondo, provando altri innumerevoli tipi di droghe psichedeliche. Il viaggio in India segna la massima crisi di identità dellautore, che mette in dubbio i risultati raggiunti in passato, e da qui si pone fine alla parabola iniziata con la visione di Blake; rinuncia alla consapevolezza, per accettare di vivere col proprio corpo, nel proprio tempo e di venire a patti con la morte e con la propria femminilità.
Ormai divenuto il portavoce della Beat Generation, all'inizio degli anni Sessanta è già un modello da imitare; si batte contro la guerra in Vietnam partecipando alle innumerevoli manifestazioni, tra cui quella di Chicago 68, e si pone accanto a Bob Dylan, nell'esprimere il dissenso producendo The Fall of America (La caduta dellAmerica, 1973), per cui riceve il National Award For Poetry, in cui tuttavia registra l'inefficienza della semplice protesta. Ma ora la Beat Generation si sta spegnendo ed egli fonda la Jack Kerouac School of Disembodied Poetics, dove lavora come insegnante per diverso tempo. Successivamente viaggia ancora e approfondisce le tecniche di meditazione buddista, dopo aver preso i voti di bodhisattva nel 1972, e scrive Mind Breaths (1977), in cui si tratta di meditazione e concentrazione. La sua opera si apre con l'espressione della profonda delusione del fallimento dellAmerican Dream, con la perdita di identità e l'alienazione dell'individuo. Il linguaggio, rifiutata ogni forma di letterarietà, ritorna alla forma del parlato e il soggetto-autore mostra il suo subconscio.

Howl

Howl, che insieme a Kaddish ha segnato una svolta nella poesia contemporanea, è un viaggio nella profondità della mente del poeta e nella visione dei sotterranei in cui vivono gli emarginati della società. E' l'urlo del nuovo profeta americano che raccoglie e proietta nel futuro la voce e i pensieri di coloro che hanno denunciato la caduta dell'uomo, la perdita del contatto con Dio e con gli altri uomini e la chiusura in una razionalità alienante e distruttiva. Howl è fatto di versi nuovi, il ritmo del respiro è preso come unità di pensiero ed espressione, la cadenza è biblica, come per Whitman, le visioni ricordano Blake, Rimbaud e i surrealisti.
Il poema è diviso in tre parti: "Parte Prima, lamento per l'Agnello d'America con esempi di notevoli giovani agnelli; Parte Seconda, descrizione del mostro della coscienza mentale che depreda l'Agnello; Parte Terza piramidale, con una risposta gradatamente più lunga alla base fissa". "I saw the best minds of my generation destroyed by madness, starving hysterical naked" (=Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte dalla follia, affamate isteriche nude). Così comincia la prima e la più lunga parte della poesia che regge tutti i versi successivi introdotti da "who" (=che), cioè "che", come una performance jazz in cui si ritorna sempre sulla stessa nota, ma per poi prendere una strada improvvisata sempre differente. Sono tutte frasi parallele e paratattiche che incalzano, come se non volessero finire mai, per rappresentare linsieme delle esperienze vissute. Si comincia con esprimere il desiderio di rievocare fatti passati e si procede con l'allitterazione di minds, my e madness che mette in stretta relazione le "menti migliori" con la "pazzia" che è vista come prevaricazione totale dell'inconscio sulla coscienza, ma che è anche divenuta necessaria per uscire dall'anonimato, dalla perdita di identità della società di massa. "Affamate nude isteriche", sintetizza invece le forme di questa pazzia, prodotta dalla droga, dalla fame e dalla povertà. Quindi si passa ad esplorare gli ambienti suburbani delle grandi metropoli, New York, e i loro personaggi più caratteristici per poi allargarsi fino a diventare viaggio in luoghi lontani al di fuori della cultura americana.
Come in On the Road, il viaggio coincide con l'ascesi, la conoscenza interiore, secondo le norme del Buddismo Zen. La sessualità, sia etero che omosessuale è presa come simbolo di una espressione fisica libera riconquistata che si manifesta appunto nel rapporto-contatto umano. L'amore quindi è quella umanità che deve essere opposta al freddo razionalismo e materialismo del mondo moderno; Neal Cassady è il simbolo anche per Ginsberg, come per Kerouac, del massimo della potenza sessuale e vitale. La prima parte si conclude con l'affermazione del potere salvifico della poesia e del poeta con la loro forza propulsiva e attiva nella realtà.
Nella parte successiva Moloch, dio del capitalismo, viene evocato ed esorcizzato mentre nell'ultima si afferma la solidarietà tra gli uomini che precede la santificazione dei Beats delle "Note a Howl".
Howl fu sequestrato per oscenità, ma alla fine grazie all'intervento di molti autorevoli letterati si riuscì a far comprendere che luso di termini "volgari" non ha nulla a che vedere con la pornografia. "Howl è un'opera importante nella poesia americana, che trae spirito e forma dalle Leaves of Grass di Walt Whitman, dagli scritti religiosi ebraici [...] E' rapsodica, altamente idealistica e ispirata nella motivazione e nei propositi. Come altri poeti ispirati, Ginsberg lotta per includervi tutto della vita, soprattutto gli elementi della sofferenza e dello sgomento dai quali si leva la voce del desiderio. Solo la mancata comprensione di queste tormentate grida di protesta in favore di una comprensione sessuale e spirituale può portarle a considerarle lascive. Il poeta ci fornisce i dettagli più dolorosi; ci porta a ratificare un'esperienza che è provocatoria e in definitiva nobile", così scrisse Robert Duncan al giudice Horn quando si trattò di emettere le sentenza e come lui fecero Kenneth Rexroth, Kenneth Patchen e altri ancora. Horn espresse il proprio parere e il proprio consenso dicendo (e diventando famoso): "Non ritengo che Howl non abbia la minima importanza sociale che lo riscatti. La prima parte di Howl presenta l'immagine di un mondo da incubo; la seconda parte è un atto di accusa nei confronti di quegli elementi della società che distruggono le qualità migliori della natura umana [...] La terza parte presenta l'immagine di un individuo che è la tipica rappresentazione di ciò che l'autore vede come una condizione generale [...] Le Note a Howl sembrano declamare che ogni cosa al mondo è sacra, compresa ogni singola parte del corpo. Si conclude con una supplica per una vita sacra".

Kaddish

Kaddish, l'altra famosa poesia di Ginsberg, fu scritta per la morte della madre, Naomi, ed è un percorso attraverso la vita del poeta segnata profondamente dalla follia materna; è un tentativo di riconciliarsi con le donne e con la morte. E' costituita da cinque parti e si apre con un lento incedere, misurato e prolungato. Ciò è derivato dalla musica di Ray Charles, ma più direttamente dalla preghiera ebrea funebre, kaddish appunto. Le immagini della vita di Naomi e le reazioni del figlio scorrono come flash-backs e tutto appare come un film. "She wrote The key is in the window, the key is in the sunlight at the window I have the key Get married Allen dont take drugs the key is in the bars, in the sunlight in the window" (=Lei scrisse - La chiave è nella finestra, la chiave è alla luce del sole nella finestra - Ho la chiave - Sposati Allen e non prendere droghe - la chiave è nelle sbarre, alla luce del sole nella finestra). La chiave, la finestra, il sole che illumina indicano chiaramente la prevista liberazione di lei, la morte, e per lui l'accettazione della morte della madre e il superamento del rifiuto radicato in lui.
Di certo l'esperienza religiosa ebrea della famiglia, il misticismo individuale e ancor più il Buddismo Zen di Snyder e Kerouac, hanno influito molto sulla produzione e il pensiero di Ginsberg. Fin dallinizio egli accolse quasi indifferentemente riti e tecniche di meditazione dell'induismo, del Buddismo Zen e Tibetano, cogliendo evidentemente l'unità concettuale che vi si trova in fondo; infatti il punto cruciale della sua maturazione religiosa sta proprio nel rifiuto del pensiero logico-discorsivo occidentale in favore della rinascita dell'uomo professata dalla cultura orientale.

L'Influenza Religiosa

Dallo Zen Ginsberg deriva in primo luogo la rivalutazione della completezza dell'uomo e il rifiuto della razionalità come elemento distruttore del rapporto individuo-natura, comportando la conseguente svalutazione del linguaggio in favore dell'istintività. Dal tantrismo invece, in cui l'unione sessuale è il simbolo dell'atto creativo e dell'unità di fondo tra cosmo e uomo, riprende il concetto di identificazione del sesso con la creatività del poeta e della poesia. Infine l'induismo lo conduce a rivalutare l'importanza del suono e del ritmo nella creazione poetica e non.
La prima accusa che egli rivolgerà all'America e all'occidente sarà di aver svuotato il linguaggio di senso nel suo rapporto con la realtà, trasformandosi in un mezzo a servizio di chi gestisce il potere e non più di tutti gli uomini. Quindi passa ad attaccare i principi che lo costituiscono; cerca di riunificare la parola con la realtà e distrugge la logicità in favore di frasi nominali in cui la molteplicità si trasporta nella contemporaneità."La poesia è language as pure prayer-meditation" (=linguaggio come pura preghiera-meditazione), cioè uno strumento di meditazione e di conoscenza.
Influenzato dai mantra, suoni mistici e formule rituali, conferisce al suono una potenza ancor superiore a quella delle immagini. L'immagine dell'oggetto acquista una posizione secondaria e, entrata in crisi la riproducibilità dell'oggetto, l'immagine non sarà più descrizione ma creazione vera e propria; non più riproduzione fotografica ma proiezione della parola e il poeta creando la parola creerà questo mondo. La poesia per Ginsberg è quindi ritmo ammaliante e combinazione armoniosa di vocali e consonanti, che rivelano l'emozione del poeta di fronte al mondo. Questa valutazione del potere della poesia lo porterà a orientare la propria produzione verso la musica e a comprendere meglio la tradizione di Whitman, Pound e Williams, adottando come ritmo quello del parlato, del corpo, la sua stessa voce. Così, data l'irripetibilità delle sensazioni e delle associazioni, la poesia deve essere "registrata" nell'istante in cui viene creata e difatti ben presto sostituirà alla macchina da scrivere un registratore audio.
Il nuovo poeta allora è colui che, una volta constatato il divario tra rappresentazione e realtà nel mondo occidentale, assume il compito di ricostituire tale unità configurandosi come un mago: "L'artista è colui che partecipa dell'inconscio e che quindi coglie la totalità dell'essere e del mondo manifestandoli attraverso parole e ritmi magici". Come per Whitman, il poeta diventa salvatore, l'illuminato, e la sua poesia diventa rito e preghiera.

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