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I Tipi Di Velieri della Nostra Storia 
 
     Nella casistica dei mercantili a vela che solcarono gli oceani tra la fine dell’’800 ed i primi del ‘900, quelli che interessano la nostra storia famigliare sono la “Nave” ed il “Brigantino a palo” con scafi in legno. 
Al primo tipo apparteneva la Adda, al secondo tipo gli altri tre velieri comandati dal bisnonno: Erminia V., Isabella Varè e Bersagliere. 
 
     La Nave era un bastimento a tre alberi verticali muniti di vele quadre e bompresso. Al mezzano (albero di poppa) vi era, talvolta, una vela di randa. 
Erano bastimenti di grande portata (fino a 3000 t), secondi solo alle “navi a palo”. 
     Molti esemplari sia in legno che in ferro o acciaio, alcuni di costruzione italiana, costituirono il nucleo della nostra Marina velica.
 
 
dal Tomaso Gropallo - Il romanzo della vela 
 
   Nella categoria “Nave” era inserito anche il tipo “Nova Scotia”. Questi ultimi erano grossi velieri mercantili costruiti nei cantieri canadesi di New Brunswick o nel New England, dopo il 1880. 
Alcuni di essi, tra i quali la “nostra” Adda (della flotta Gualino & Piaggio), furono acquistati dagli italiani nei periodi di “svendita” (primo decennio del 1900). 
     Per diminuire i costi di gestione (minor personale e minor numero di vele), inoltre, in molti “Nova Scotia” furono eliminate le vele quadre dell’albero di mezzana (a poppa) ed i controvelacci. Si trasformarono così in “brigantini a palo”. 
Stessa sorte, forse, capitò all’Adda, registrata al R.I.N.A. come brigantino a palo. 
     Nella “famosa” foto del novembre 1908, a La Habana (Cuba), la Adda era ancora armata a “Nave”. Di questa foto proponiamo più avanti il particolare ingrandito del veliero. 
 
 Il Brigantino a palo era un bastimento a tre alberi verticali. Il trinchetto (a prua) e la maestra (centrale) erano a vele quadre, mentre la mezzana (a poppa) era a vele auriche (randa e controranda di forma quadrilatera). Come la Nave, a prua era munito di bompresso. 
Era un bastimento di media portata (600-2000 t) e costituì il nucleo della grande Marina Veliera Italiana. Moltissimi esemplari furono prodotti anche in Italia. 
 
Inizialmente ebbero stazza modesta (200-300 t). Nel 1880 la stazza aumentò mediamente a 500 t e la portata ad 800 t. Nel 1890-1900 tutti i bastimenti ebbero stazza tra 1000 e 1400 t e portata maggiore di 2000 t (il più grande, in legno, fu il Precursore: 1458 t). 
Il brigantino a palo con scafo in legno iniziò a decadere intorno al 1885-1890 e la sua produzione terminò nel 1903. Molti furono affondati dai sommergibili tedeschi durante la prima guerra mondiale.
   
     
 
dal Tomaso Gropallo - Il romanzo della vela 
 
 
Nel periodo di splendore della vela, in Liguria prosperò soprattutto l’armamento al Lungo Corso
 Se il veliero ne era abilitato, era contrassegnato con la lettera ‘L’ e poteva navigare su tutti gli oceani, oltre Capo Horn (Sud America) ed il Capo di Buona Speranza (Sud Africa). 
 Se, invece, l’abilitazione era limitata al solo Oceano Atlantico, la sigla era ‘AT’
In entrambi i casi (‘L’ ed ‘AT’) il veliero doveva essere comandato da un ‘Capitano di lungo corso’
Altre classificazioni inferiori, che  non interessano la nostra “Storia”, erano G (Gran Cabotaggio),  
P (Piccolo Cabotaggio) ed M (Mediterraneo). 
 Accanto alle sigle suddette (“di navigazione”), nei registri del R.I.N.A., è riportato il “Grado di Fiducia alla navigazione”. Questo parametro assicurativo varia da 1.00 (intera fiducia) a 0.50 (fiducia mediocre). Le frazioni intermedie (0.85 - 0.75 - 0.65) sono attribuite ai bastimenti che, secondo il grado di maggiore o minore bontà, sono compresi tra quelli di piena fiducia ed i mediocri. 
 
Per quanto riguarda i “nostri” velieri: 
  • Intera fiducia (1.00 AT) aveva la Erminia V. negli anni 1888 e 1889. 
  • Fiducia e navigazione 0.85 AT mantenne, invece, la Isabella V. per tutto il periodo (1892-1893). 
  • Il Bersagliere fu il più importante essendo classificato 1.00 L al momento dell’acquisto (1894). Successivamente fu “declassato” 1.00 AT (1897-1898) e 0.85 AT (1899-1901). 
  • La Adda, forse perché troppo vecchia, pur navigando nelle acque dell’Atlantico, non rientrò mai in queste classificazioni per tutto il periodo (1908-1913); stessa sorte subirono anche la Erminia V. nel 1890 ed il Bersagliere nel 1902. 
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         Poiché questi parametri fornivano in qualche modo il valore della nave, probabilmente, non sempre conveniva sottoporre il bastimento a “visite” per classificazione.