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Racconto di fantascienza
scritto da Christian
Lui era lo Scrutatore.
Quattro milioni di anni della storia delle razze della Galassia lo
avevano creato.
Molti
erano i nomi con cui si riferivano a lui. Il Viaggiatore, la Speranza
del Nucleo, l’alto Sifu buddista, Trino Ratio, Colui-che-Vedrà,
L’universale, il Cosmodinamico, Quod Est, il Fondatore, l’Edificatore,
Summa Transeuntis, l’AntiDokos.
Ma lui si riferiva a se stesso come allo Scrutatore.
Assommava
in sé tutti i più grandi risultati raggiunti dalla sapienza delle
razze. Il suo genoma era modificato, geni e cromosomi di tutte le
specie si amalgamavano in lui. Al suo carattere geneticamente
modificato, si assommava la conoscenza biocibernetica degli umani, la
sapienza neutrino-coesiva degli Aservin, la manipolazione cronodinamica
dei Kaser, la simbiosi sincro-plasmica dei Malossiani.
Aveva i
riflessi alterati per percepire frazioni di picosecondo, la vista
capace di indagare nelle subparticelle, la percezione ottica della
gravità, l’empatia catartica, la psico-telepatia degli Efferenti.
Era veramente la Summa, il risultato di quanto di meglio avevano
sperimentato scientificamente i popoli della Via Lattea.
E aveva una missione.
Scrutare.
Doveva vedere, capire, apprendere, indagare.
Doveva
comprendere il nucleo della conoscenza, l’essenza del sapere, il sunto
dell’indagine fisica, il significato universale, la consistenza del
Tutto.
Miliardi di scienziati avevano pianificato la sua nascita; milioni
avevano contribuito alla sua educazione.
Doveva Scrutare.
Era tutto pronto, in quel momento. Generazioni di esseri attendevano
quell’istante di conoscenza.
Era
collegato alla IperTrama galattica, un ente di coesione
logico-matematica che univa i computer terrestri, gli androidi
Altariani, i Robot Mesoriani, i Kultag-Gone dei Siravim, il
proto-nucleotini collettivi degli Utem, i nano-embrioni Trillion dei
Lisos e tutti i possibili strumenti con e senza coscienza creati dalle
razze umanoidi, plasmatiche, gluo-rigenerative e termo-trascendenti.
Lui
era il centro dell’IperTrama. Era in tutto e per tutto l’IperTrama
stessa, il nucleo pensante, elaborativo, speculativo, logico e
matematico.
I suoi poteri empatici gli permettevano di percepire le emozioni di
tutti gli abitanti della Galassia, emozioni per lui distanti, lontane.
Lui non poteva essere dominato dalle emozioni. Era lo strumento della
conoscenza.
I poteri psico-telepatici lo mettevano in diretto
dialogo con tutte le più grandi menti della Via Lattea. Poteva
scambiare informazioni condensandole in quanti subspaziali di immediata
ricezione.
Era lo Scrutatore.
Ed era pronto.
Nessuno avrebbe dato inizio all’esperimento. Tutti attendevano che lui
decidesse.
La tensione di septiliardi di individui era altissima nello spazio.
Lui decise.
Iniziò.
Iniziò ad attingere a tutte le informazioni, cominciò a
scandagliare gli spazi siderali, le supernovae, le stelle brune, i
buchi neri e quelli bianchi, i wormhole, le singolarità protoquantiche.
C’era qualcosa. Qualcosa che doveva imparare, che vedeva scritto nel
tessuto spaziale, ma non riuscì a comprendere.
Allora indagò nello strato delle subparticelle, nei condensati
protodinamici, nelle microsingolarità, negli antiquark.
Adesso era sicuro.
La risposta c’era. Ma lui non la comprese.
Provò ancora e ancora e ancora.
Non riuscì a capire.
Ritentò.
Nulla.
Era fallito. Tutto era fallito. L’esperimento, la conoscenza, lui
stesso.
Se lui, lo Scrutatore, aveva fallito, chi mai avrebbe potuto sapere?
Nella
sua mente si fissò una parola. L’unica parola che aveva visto
codificata nella matrice galattica, in ogni istante del suo Scrutare,
in ogni substrato del tessuto quantico.
Ma era una parola senza senso. Non in quel luogo, non in quel tempo,
non in quello spazio.
Amore.
Che cosa significava mai Amore?
Christian
Michelini, Novembre 2000
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