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Recensione a cura di Christian
Ho letto questo romanzo di
Pirandello
svariati anni fa. In un tale lasso di tempo, generalmente molte
tematiche affrontate dal libro si smarriscono nella mente del lettore.
Ma così non è per questo capolavoro del grande
autore siciliano.
"Chi siamo veramente?" viene da domandarsi
dopo la lettura di questo romanzo.
La nostra immagine sociale
è conforme alla nostra immagine interiore?
E'
capitato a tante persone di guardarsi allo specchio e vedersi diverse
da quanto si ritenevano, oppure di registrare la propria voce e,
risentendola, percepirla differente da quanto ci si aspettava.
Bene, questo libro vi farà riflettere sulla mutevole
realtà delle percezioni, su come noi e gli altri percepiamo
l'altrui essenza. Attraverso questo cammino percettivo, si giunge
infine al mondo delle maschere, già caro all'altro grande
siciliano, Verga,
che con "Rosso Malpelo" definiva l'inesorabilità della
maschera che ci viene ricalcata addosso.
Un'idea, quella
delle maschere, che è espressa pienamente e compiutamente
nel romanzo, e
certamente non dissimile da quella del
mondo-palcoscenico di Shakespeare: un mondo mutevole, ma sempre
dominato da maschere e rappresentazioni e camuffamenti del proprio Io,
della propria psiche, finanche delle proprie emozioni. Non siamo
lontani, insomma, da tanta parte della moderna psicoanalisi, che
proprio in quegli anni muoveva i suoi primi passi con Freud.
Le tematiche affrontate da questa grande opera sono pertanto profonde,
dense, motivate da un'attenta analisi e da un lungo cammino sia
letterario che umano.
Un cammino che l'autore
ripercorre in
questo romanzo,
con la sua usuale spigliatezza, con lo svago e
l'umorismo che sottende l'acutezza intellettuale e la
minuziosità dell'analisi interiore.
Consigliato
a:
Consiglio quest'opera a tutti: non è assolutamente
pesante, anzi è tanto gradevole quanto profonda. Una tappa
obbligata nella conoscenza della letteratura mondiale.
Se vi
è piaciuta quest'opera, potreste decidere di leggere anche i
grandi capolavori di Shakesperare,
primi fra tutti "Amleto" e "Re
Lear".
Importante anche rileggere una premessa storica alla realizzazione di
"Uno, nessuno e centomila", quel "Rosso Malpelo" che, prima
dell'avvento della moderna analisi interiore, già
preconizzava il dissidio del nostro io e la dicotomia tra
interiorità e socialità.
| Scorrevolezza |
Valore
artistico |
Contenuti |
Globale |
| 9 |
8 |
10 |
9 |
|
Fronte
|
Retro
|
 |
 |
|
Clicca sulle immagini per
ingrandire
|
|
Titolo |
| Uno, nessuno e centomila |
Tit.
originale |
| Uno,
nessuno e centomila |
Autore |
| Luigi Pirandello |
Editore |
| La Biblioteca Ideale Tascabile |
Anno |
| 1926 |
Pagine |
| 158 |
Genere |
| Romanzo |
Argomento |
|
|