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Titolo
|
Autore
|
|
Un
oscuro scrutare
|
Philip
Kindred Dick
|
Recensione a cura di Christian
Perché questo libro è stupendo? Questo
mi sono chiesto, dopo aver ultimato la lettura. Ebbene, questo romanzo
mi ha colpito profondamente per ambientazione e svolgimento. E' un
romanzo di
fantascienza,
ma in essa la fantascienza
è solo
marginale, con solo qualche idea (peraltro essenziale, come la tuta
disindividuante che permette di celare la propria identità).
Resta invece un affresco simile a quello di una qualsiasi periferia
degradata e malfamata di una metropoli, un mondo dove la droga viene
distribuita dappertutto e dove i drogati vivacchiano; provando,
sperimentando, sopravvivendo.
Per certi versi mi ha ricordato
la beat generation di Kerouac
con "Sulla strada" e "I
vagabondi del Dharma", ma questo libro va anche
oltre. Ha il sapore decisamente di condanna di una vita fatta di droga,
la condanna della degradazione psicofisica a cui porta l'assunzione di
stupefacenti. Senza scendere mai nel banale e nello scontato,
quest'opera esalta per le peculiarità stilistiche, per il
taglio cinematografico, per le intense situazioni, dove ci si trova
spesso a parlar di nulla, ma è proprio quel nulla che
affascina il lettore.
Poi, verso la seconda parte del
romanzo,
ecco che il quadro presentato si deforma, muta repentinamente,
si degrada e si corrompe come solo il più grande Dick sa
fare. E inizia la schizofrenia, iniziano le visioni, i contorcimenti
della realtà, le assurde ossessioni del protagonista, i suo
rivolgimenti mentali: tutto un panorama che si disgrega, come avveniva
anche in "Ubik",
ma ora non è più la realtà esterna a
marcire e a imputridire in un regresso continuo, è invece la
percezione del protagonista a degradarsi.
Tutto questo, per
arrivare ad un finale strepitoso, con un buon effetto di chiusa, in un
crescendo che affascina il lettore.
E' questa un'opera
intensamente bella, densa di patos, divertente e svagata a tratti,
intensa e dai forti contenuti nel procedere dell'avventura del
protagonista; sicuramente più un'avventura personale e
psicologica, piuttosto che un insieme di gesta d'azione.
Se
non leggete questo romanzo,
vi perderete uno dei libri che innalzano lo
standard produttivo dell'industria editoriale: un'opera che gratifica
il lettore, implacabile nelle sue conclusioni, maestosa nell'incedere.
Un crescendo poi che ricorda per certi versi "Per chi
suona la campana" di Hemingway,
e il parallelismo non è casuale: come l'autore di "Addio
alle armi" sapeva ammaliare il lettore, allo stesso modo
Dick, con la
sua paranoia, con la sua schizofrenia incipiente, sapeva creare mondi
terribili quanto intrigranti, fascinosi quanto deliberatamente
ossessivi.
Consigliato a:
Consiglio quest'opera a quanti sono appassionati di Dick
e
vogliono leggere le sue opere migliori (non ci dimentichiamo che
è sempre stato un autore estremamente prolifico). Ma tutti
dovrebbero leggere "Un oscuro scrutare", è un'opera assai
bella, e merita la lettura anche da parte di chi non è
appassionato di fantascienza.
Per le letture consigliate se
vi è piaciuto questo libro, oltre ai titoli già
citati nella recensione, vi consiglio anche le altre opere di Dick,
come "Blade
runner", "Scorrete
lacrime, disse il poliziotto", "Le
tre stimmate di Palmer Eldritch". Se invece volete
approfondire la comprensione del pensiero dickiano, potete leggere "Se
vi pare che questo mondo sia brutto". Attenti
però, se i romanzi di
Dick sono quasi ipnagogici e
decisamente allucinati, i suoi saggio sono molto peggio ;-)
| Scorrevolezza |
Valore
artistico |
Contenuti |
Globale |
| 9 |
8 |
7 |
9 |
|
Fronte
|
Retro
|
 |
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|
Clicca sulle immagini per
ingrandire
|
|
Titolo |
| Un oscuro scrutare |
Tit.
originale |
| A Scanner Darkly |
Autore |
| Philip Kindred Dick |
Editore |
| Fanucci |
Anno |
| 1977 |
Pagine |
| 348 |
Genere |
| Romanzo |
Argomento |
| Fantascienza |
|