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Recensione a cura di Christian
Questo volume raccoglie tre romanzi
scritti dalla Sand:
un
autrice che ha scelto uno pseudonimo maschile, e che è nota
soprattutto per essere un'assai prolifica romanziera. Scrisse
più di trecento romanzi, e
questi, sommariamente, possono
essere raggruppati in quattro periodi principali della sua narrativa;
qui, in particolare, troviamo tre esempi: "Indiana", appartenente alla
Sand
sentimentale ed impetuosa, preda consenziente delle passioni; "Lo
stagno del diavolo", dove gli intenti sociali travalicano i sentimenti
espressi e la passionalità scontata della storia; e "Il
marchese di Villemer", dove la maturità espressiva e la
ponderatezza stilistica, in un contesto eminentemente romantico, si
misurano con una storia d'amore sofferto e incompreso.
"Indiana" non è, come potrebbe sembrare a prima vista, solo
un romanzo di
passione: sono presenti anche, in un certa dose, le
considerazioni sugli stati emozionali dei protagonisti, e nel finale,
in particolare, l'autrice,
con una frase che denota attenta analisi
interiore e abbandono dell'ingenuità romanzesca, riferisce,
saggiamente, che non si può passare dalla sofferenza massima
alla massima felicità di colpo, ma è invece
necessario un periodo di abitudine. Queste piccole perle di saggezza
riescono da sole ad impreziosire un'opera dal sapore altrimenti un po'
scontato.
"Lo stagno del diavolo" al contrario appassiona fin
da subito, ma, poco dopo, risente di una qual certa
artificiosità: gli intenti etico-sociali subissano la
perizia artistica ed espressiva, inaridendo parzialmente i contenuti.
"Il marchese di Villemer" riprende alcuni dei toni più
fastosi di "Indiana", e possiede alcune descrizioni di mirabile effetto
(ad esempio la tempesta di neve sul finale del romanzo),
e, pur in un
certo ordito relativamente prevedibile, permette di gustare una storia
intensa d'amore, vera effigie figurativa del romanticismo.
Consigliato
a:
Consiglio questo volume soprattutto a chi vuole
conoscere,
approfondire, esaminare, gustare il fenomeno del romanticismo francese
dell'Ottocento. Un unico appunto va alla traduzione dell'opera, non
sempre fluente e corretta.
Se vi è piaciuto questo
libro, vi consiglio di leggere tanti altri autori del periodo. Poesie: Leopardi
(e il suo superamento del senso del romantico), Keats,
Baudelaire
("I
Fiori del Male"), Rimbaud, Verlaine ("Romanze senza parole").
Romanzi
(non strettamente romantici): "Papà Goriot"
di Balzac, "Madame
Bovary" di Flaubert,
"Pierre e
Jean" di Maupassant,
"Ultime
lettere di Jacopo Ortis" di Foscolo.
Fra le autrici più impegnate sul fronte romantico troviamo
le sorelle Brontë:
provate a leggere "Cime
tempestose", "Jane Eyre" e
"Agnes Gray".
| Scorrevolezza |
Valore
artistico |
Contenuti |
Globale |
| 8 |
7.5 |
7.5 |
7.5 |
|
Fronte
|
Retro
|
 |
 |
|
Clicca sulle immagini per
ingrandire
|
|
Titolo |
| Tre romanzi (Indiana - Lo stagno
del diavolo - Il Marchese di Villemer) |
Tit.
originale |
| Indiana - La mare au diable - Le
Marquis de Villemer |
Autore |
| George
Sand (alias di Aurora Dupin) |
Editore |
| Gherardo Casini |
Anno |
|
Pagine |
| 593 |
Genere |
| Tre
romanzi |
Argomento |
| Romanticismo |
|