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Recensione a cura di Christian
Interessante, questo romanzo di
Rudy Rucker.
Sebbene
all'inizio la lettura non mi intrigasse - non ho mai amato molto il
genere cyberpunk/postmoderno
- alla fine sono comunque riuscito ad
apprezzare abbastanza quest'opera.
Nella perpetua ricerca
dell'immortalità, si muovono i protagonisti: un drogato che
vuole riuscire nella vita e il creatore dei robot autocoscienti,
chiamati bopper. L'economia della storia ruota attorno ad una
informatizzazione spinta, a un ideale tecnologico che si tramuta in
distopia sociale e nuovamente riprende la forma di un'utopia nella
quale le entità viventi della Terra possano confluire in un
unico essere pensante.
La storia procede uniformente senza
particolari colpi di scena, e nel procedere dell'opera spesso si
confonde l'idea tradizionale di vita biologica a favore di un
più esteso "cogito, ergo sum, sive existo" di cartesiana
memoria.
Spesso si pensa che le idee sull'intelligenza
artificiale proposto dal moderno ciberpunk siano assurdamente
strampalate. E tuttavia molte delle acquisizioni della moderna era
digitale, unitamente ai principi teorici elaborati all'interno della IA
forte, sembrano suggerire un futuro dove la distinzione fra algoritmo
biologico e algoritmo artificiale divenga indistinguibile, dove
cioè la mente umana sarà analizzata come un
complesso programma che elabora dati, e il computer come un preciso
strumento che elabora e propone soluzioni come la mente umana. O almeno
è questo quanto sembra dirci questo romanzo.
Ancora una volta: utopia realizzabile o distopia da evitare?
Consigliato
a:
Consiglio questo romanzo
agli appassionati di fantascienza
cyberpunk e di
letteratura post-moderna. Certo a chi non prova interesse per argomenti
tecnologici probabilmente non piacerà questo libro.
Se invece vi è piaciuto, vi consiglio di leggere anche uno
dei più celebri autori del genere, quel William Gibson
che
con "Il Neuromante" spopolò nelle menti dei cultori della
tecnologia estrema. Altra lettura eccellente sono i romanzi di
un
grandissimo della fantascienza,
precursore del cyberpunk, e
cioè Philip K. Dick, che
in "Blade Runner"
espresse la sua idea oscura e tetra di un mondo dominato dalle
macchine.
| Scorrevolezza |
Valore
artistico |
Contenuti |
Globale |
| 7 |
5 |
7 |
6 |
|
Fronte
|
Retro
|
 |
 |
|
Clicca sulle immagini per
ingrandire
|
|
Titolo |
| Software - I nuovi robot |
Tit.
originale |
| Software |
Autore |
| Rudy
Rucker |
Editore |
| Phoenix |
Anno |
| 1982 |
Pagine |
| 156 |
Genere |
| Romanzo |
Argomento |
| Fantascienza
cyberpunk |
|