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Titolo
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Autore
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Se
una notte d'inverno un viaggiatore
|
Italo Calvino
|
Recensione
a cura di
Chiara
Garibotto
Sabato
pomeriggio, libreria in centro. Ci facciamo spazio in
una giungla di volumi che ci guardano minacciosi, alla
ricerca del libro che fa per noi, e, per caso, buttiamo
l'occhio su "Se una notte d'inverno un viaggiatore" di Italo
Calvino. Il titolo ci incuriosisce. Lo
prendiamo, lo
sfogliamo, lo soppesiamo (il primo rapporto che si ha con un
libro è quello fisico) e, infine, leggiamo la quarta di
copertina: "È un romanzo
sul piacere di leggere romanzi;
protagonista è il lettore, che per dieci volte comincia a
leggere un libro che per vicissitudini estranee alla sua
volontà non riesce a finire". Arrivati a casa, lo
tiriamo subito fuori dal sacchetto, per dargli un primo
"assaggio". Un assaggio molto lungo, visto che non
riusciremo a staccarci dalle sue prossime 306 pagine.
Da subito ci immedesimiamo in questo ipotetico lettore che, come noi,
si accinge a leggere "Se una notte d'inverno un viaggiatore ", ma
quando, come lui, iniziamo ad entrare nel vivo della storia, questa
s'interrompe. Naturalmente il Lettore (questo, per noi, è il
suo unico nome) va a protestare, e si ritrova con un altro libro in
mano. Un altro romanzo
meraviglioso che, naturalmente, s'interrompe.
Così, per dieci volte e per dieci diversi motivi, capitano
in mano al Lettore - e quindi a noi - dieci libri, diversi tra loro ma
ugualmente bellissimi, che forse sono quelli che abbiamo sempre
sognato.
Pur sapendo meglio del Lettore che non riusciremo mai a finire nessuno
di questi libri, ci immedesimiamo in Lui, ci appassioniamo alla sua
ricerca - che poi è anche la nostra - dei libri perduti; una
ricerca che s'inizia ad infittire e finisce per muoversi parallelamente
ai dieci inizi, anche se prima ci sembrava solo un pretesto per
reggerli.
Scrivere un romanzo
fatto d'inizi è certo una scelta strana,
ma è forse giustificata, se è vero che, come dice
Calvino
dalla bocca di Silas Flannery, scrittore di best sellers in crisi, "la
fascinazione romanzesca che si dà allo stato puro nelle
prime frasi del primo capitolo di moltissimi romanzi
non tarda a
perdersi nel seguito della narrazione". E' un romanzo di
incipit,
quindi, che però ha una finale ben definito. Ciò
può
sembrare un paradosso, ma del resto Calvino è
sempre
stato uno scrittore di paradossi, e quando lo leggiamo non
dobbiamo stupirci troppo, perché è attraverso
di essi che descrive la realtà. In "Se una notte
d'inverno un viaggiatore" questo processo è forse
più faticoso, perché invece di uomini tagliati a
metà e ragazzi che vivono su alberi, ci troviamo
davanti a luoghi e situazioni che conosciamo e che fanno
parte della vita quotidiana, capaci sicuramente di rendere
il libro più avvincente.
| Scorrevolezza |
Valore
artistico |
Contenuti |
Globale |
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Fronte
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Retro
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Clicca
sulle immagini per ingrandire
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Titolo |
| Se
una notte d'inverno un viaggiatore |
Tit.
originale |
| Se
una notte d'inverno un viaggiatore |
Autore |
| Italo
Calvino |
Editore |
| Mondadori |
Anno |
| 1979 |
Pagine |
| 306 |
Genere |
| Romanzo |
Argomento |
|
|