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In questo libro troviamo la presentazione di Manuel Vasquez Montalban, che qui mette a confronto lo stile di Fois con quello di Andrea Camilleri: quest'ultimo scrisse la prefazione del suo libro "Sempre caro". Di solito non si dà molta importanza alla prefazione, ma l'interessamento di autori di questo livello sono il segno evidente di come anche Marcello Fois sia entrato a far parte della rosa dei più grandi scrittori, nonostante la sua giovane età. Ci riferiamo ad un campo preciso, quello del romanzo poliziesco. Montalbano fa questo confronto: mentre Camilleri ha inventato il simpatico e famoso Montalbano, il commissario siciliano interpretato anche in una fiction televisiva, Marcello Fois ci parla di un personaggio realmente esistito, l'avvocato poeta Sebastiano Satta, nato e vissuto a Nuoro, e coinvolto non solo in un 'indagine poliziesca, ma anche in un'introspezione intimistica che svela la sua sensibilità di poeta, che lo porta a mettersi in continua discussione sulle sue scelte professionali e sentimentali. Dobbiamo quindi provare ad immaginare prima l'uomo, e poi il personaggio letterario venuto dopo la morte dell'uomo vissuto realmente. Siamo in Barbagia, anno 1899, il giovane Filippo Tanchis ha l'ossessione della vita militare, dei soldati e di questo mondo di uomini che portano la divisa. Purtroppo non supera la visita di leva, ma convinto di poter corrompere qualcuno per essere in ogni caso arruolato, ammazza un uomo per derubarlo, e poter quindi realizzare il suo sogno, ma purtroppo finisce in prigione. L'avvocato Satta si occuperà del suo caso. Proprio quando sta per giungere ad una soluzione, ricorrendo all'infermità mentale per farlo scarcerare, il giovane Tanchis viene trovato morto nella sua cella: suicidio. Il mistero si infittisce perché l'avvocato Satta ha tutti gli elementi per pensare che il giovane in realtà sia stato ucciso. Cosi l'indagine prosegue trascinandosi nel buio delle giornate in cui la pioggia diventa incessante, rendendo sempre più disturbato il suo sonno, diventando infatti ogni giorno che passa, sempre più stanco e nervoso. L'avvocato Satta sente il bisogno di chiedere consigli giusti al padre, che morì quando lui era ancora un bambino; ogni tanto il padre gli appare, come una visione. Sebastiano Satta è un uomo tenace, non si arrende davanti alle difficoltà e sa come destreggiarsi in un ambiente in cui la gente ha paura del giudizio altrui, cosa che vede come sintomo di grande ignoranza, un ambiente in cui un accordo scritto rappresenta un'offesa, perché la stretta di mano fra due persone ha molto più valore di un pezzo di carta. Le notti di pioggia incessante lo tengono in uno stato di dormiveglia, circondato da immagini del suo passato, e con il pensiero fisso di come la poesia lo aiuti a superare i momenti d'inquietudine, come quando gli sembra di vedere quella pioggia rossa che scende dal cielo, come sangue. Un romanzo coinvolgente, la conferma del grande talento di Marcello Fois che con la sua freschezza, col la sua sorprendente tecnica narrativa sta conquistando la fiducia dei lettori, sempre più numerosi.
Consigliato a chi vuole conoscere meglio anche gli
autori meno
noti.
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