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Recensione a cura di Christian
Questo corposo volume ci presenta una raccolta completa
di
racconti di Anton
Pavlovič Čechov, scritti in diversi periodi della
sua vita. Il realismo che caratterizza la prosa di questo autore
traspare da tutte le opere presenti, e per la loro realizzazione
l'autore
attinge anche alle sue esperienze personali di medico.
Spesso la suggestione del paesaggio e della dimensione mentale domina
la prosa: i viaggi in lande desolate divengono precise pitture di stati
interiori e tempi perduti; le vite di persone che si ribellano
passivamente contro la società rappresentano l'intelligente
protesta contro lo status quo che viene biecamente derisa dai
cosiddetti normali, come nel racconto a sfondo socio-psicologico del
medico che viene ritenuto, prima, inabile al servizio, poi
completamente pazzo, oppure in quello dell'erede di un'onorevole e
benestante famiglia che, in antitesi con i sentimenti borghesi,
preferisce l'asprezza del lavoro manuale all'ipocrita alterigia degli
imbrattacarte.
Un'opera così vasta non
può che presentarci una disamina puntigliosa del pensiero
dell'autore
e soprattutto del suo tempo, sempre arricchita da preziosi
immagini, a volte oniriche e sfocianti in follia, a volte
così tetramente reali da mostrare le cupe tenebre della vita.
Questi racconti, che variano dall'estremamente breve alla dimensione
quasi di un romanzo,
sono ricchi sia dal punto di vista artistico che
dei contenuti, ma, e questo è un sublime pregio,
è soprattutto la dimensione rappresentativa, quasi
suppletiva sia della realtà che del sogno a rendere questo
volume così pregno e, pur nella sua laboriosa lunghezza,
facile da leggere: magari si possono impiegare mesi e anche di
più, ma se vi piace farvi cullare dalle immagini, siano esse
esteriori o introspettive, questa raccolta può essere la
migliore scelta per accompagnare sereni giorni di impegno quotidiano.
Consigliato
a:
Consiglio questo volume a tutti quelli che vogliono
conoscere
questo grande narratore russo, soprattutto perché, essendo
una raccolta, ne permette una fruizione scorrevole anche per chi non
vuole affrontare un complesso volume dove l'intreccio dei fatti e dei
personaggi diventa intricato.
Se vi sono piaciuti questi
racconti, vi consiglio di leggere le opere teatrali di Čechov,
per esempio "L’orso"
e "Tragico
suo malgrado".
Per approfondire il
realismo russo, vi consiglio uno dei predecessori di Čechov, Ivan
Sergeevic Turgenev, in opere bellissime come "Memorie di un
cacciatore", "Rudin",
"Nido di
Nobili" e "Padri e figli".
Se invece volete esaminare come l'approccio realista alla narrativa sia
stato interpretato in altre nazioni, vi consiglio le opere di Gustave
Flaubert, prima fra tutte "Madame Bovary",
quelle del naturalismo
di Émile
Zola (ad esempio "Germinale" e "L'assommoir"),
quelle del verismo di
Giovanni
Verga (in primis "I Malavoglia",
"Mastro don Gesualdo" e le novelle).
| Scorrevolezza |
Valore
artistico |
Contenuti |
Globale |
| 9 |
8.5 |
9 |
9 |
|
Fronte
|
Retro
|
|
|
|
Clicca sulle immagini per
ingrandire
|
|
Titolo |
| Racconti |
Tit.
originale |
|
Autore |
| Anton Pavlovič Čechov |
Editore |
| www.bibliomania.it |
Anno |
|
Pagine |
| 481 |
Genere |
| Raccolta
di racconti |
Argomento |
| Realismo
russo |
|