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Titolo
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Autore
|
|
Racconti
per una solitudine insonne
|
Subcomandante
Marcos
|
Recensione
a cura di Denise
“Vi
ricordo che le divisioni tra paesi servono solo a far esistere il
delitto di “contrabbando” e a dar senso alle
guerre. Di certo esistono
almeno due cose al di sopra di ogni frontiera: una è il
crimine,
che, travestito da modernità, distribuisce miseria su scala
mondiale: l’altra è la speranza che la vergogna
esista solo
quando sbagliamo un passo di danza e non ogni volta che ci guardiamo
allo specchio. Per porre fine al primo e far morire la seconda, bisogna
solo lottare ed essere migliori. Il resto viene da se e di solito
è quello che va a riempire le biblioteche e i musei. Non
è necessario conquistare il mondo, basta farlo
nuovo”.
Avevo sentito parlare tempo fa di un personaggio particolare e
misterioso, il Subcomandante Marcos, eroe dei nostri tempi, di cui
ancora non si conosce per certo la vera identità. Un uomo
che ha
deciso di dedicare la propria vita in difesa delle popolazioni indigene
che tuttora lottano per la sopravvivenza nelle loro terre, fra le
montagne del Messico, dove il Pri (Partito rivoluzionario
istituzionale) continua i suoi massacri. Il Subcomandande Marcos
è la voce di queste popolazioni, e questo libro
“Racconti per
una solitudine insonne” nasce dalla collaborazione di
tantissimi
traduttori che s’impegnano a tradurre e diffondere gli
scritti di
Marcos, attraverso internet, con l’intento di mantenere
sempre vivo
l’interesse per i problemi del Chiapas e la loro lotta contro
il
governo messicano, in un tempo in cui pare che tutti vogliano essere a
tutti i costi “occidentalizzati” e concentrati
sulla modernità
delle nostre vite, dove in fondo abbiamo tutto, opposta a quella di chi
ancora lotta per la sopravvivenza, per il diritto di coltivare le
proprie terre. Il libro parla dei progetti di rinnovamento sociale di
Marcos, ma la sua penna e i suoi scritti rivelano anche una grande e
indiscussa voce letteraria. Marcos comunica attraverso internet e
nessuno finora è riuscito a svelarne
l’identità, un buon
lettore può comunque intuire la personalità
attraverso i
suoi scritti, gli stessi a cui dà voce al popolo indigeno
che
rischia di essere eliminato dalla globalizzazione. Il libro raccoglie
tanti piccoli racconti, saggi e storie attraverso cui gli occhi del
piccolo Durito vedono e descrivono le realtà del movimento
zapatista, discorsi immaginari con un altro “suo
io” sull’andamento
della lotta, che probabilmente nasconde le vere inquietudini e le
domande che Marcos si pone in quelle lunghe notti passate nelle
montagne messicane. Divertenti colloqui con uno scarafaggio e lunghe
poesie che descrivono i suoi stati d’animo. Storie che sono
metafore
delle loro battaglie.
Consigliato
a:
Consiglio questo
libro a chi
vuole approfondire la conoscenza delle popolazioni indigere e delle
loro lotte per la sopravvivenza.
| Scorrevolezza |
Valore
artistico |
Contenuti |
Globale |
| 7 |
6,5 |
7,5 |
7,5 |
|
Fronte
|
Retro
|
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Clicca
sulle immagini per ingrandire
|
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Titolo |
| Racconti per una solitudine insonne |
Tit.
originale |
Nuestra
arma es nuestra palabra
|
Autore |
| Subcomandante Marcos |
Editore |
| Mondadori |
Anno |
| 2001 |
Pagine |
| 218 |
Genere |
| Attualità |
Argomento |
Le
lotte
dei popoli indigeni
|
|