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Ricerca personalizzata
Questo libro
raccoglie le
memorie di Varvar, che comprendono una fitta corrispondenza fra madre e
figlia, e i fogli di un diario che quest'ultima, Alice, ha voluto
pubblicare dopo la sua morte, per renderle omaggio. I suoi ricordi
d'infanzia, in Armenia, sono descritti con grande lucidità,
nonostante siano trascorsi tanti anni ancora rammenta i giorni vissuti
con la sua famiglia, sempre allegra e laboriosa, la
semplicità
dei giochi dei fanciulli, la quiete delle quattro mura domestiche. Fa
spesso riferimente alle curiose tradizioni armene, come quella, ad
esempio, di "rapire" la propria sposa prima del matrimonio.
Una serenità spezzata all'improvviso, quando i turchi iniziano a deportare tutti gli uomini armeni, compreso il padre di Varvar, mentre le madri piangono disperate davanti ai loro bambini che, ancora così piccoli, non riescono a intuirne la ragione. Varvar si sforza di capire ciò che accade, imparando ad osservare il volto degli adulti. Si tratta di una deportazione, dalla quale la madre era riuscita a salvarsi vent'anni prima. Varvar scopre così l'orrore, il sadismo dei turchi che ammazzano senza pietà, mentre loro vengono costretti a guardare in silenzio. Conoscerà lo strazio della marcia sotto il sole di luglio, nel deserto, senza acqua nè cibo. Quelli che cedono, vengono uccisi. Subirà l'aggressione dei barbari curdi, che armati di bastoni picchiano e derubano dei pochi averi gli armeni ormai in fin di vita. Scene raccappriccianti, ogni giorno, marce infinite, con i piedi sanguinanti. Per salvarle la vita la madre decide di affidarla a una zia che riesce ad allontanarsi dalla carovana e trovare la salvezza. Vari bambini furono affidati a famiglie compassionevoli che però imponevano loro la conversione all'Islam, con una rapida cerimonia. I ricordi nel tempo non sono più nitidi, l'immagine dell'ultimo saluto della madre perde i contorni, verrà affidata ad un brefotrofio in cui la dedizione allo studio le farà passare velocemente gli anni, fino a quando i turchi cominciano a mandar via gli armeni scampati al genocidio. Varvar avrà una vita difficile, segnata dalla più tragica delle esperienze, ma riuscirà a costruirsi una famiglia e conoscere persone che l'hanno amata veramente. Un libro che rappresenta una testimonianza fondamentale per la ricostruzione della storia del genocidio armeno.
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