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Titolo
Autore
Osservazioni sulla tortura Pietro Verri
Recensione a cura di Christian

Ricerca personalizzata

Questo saggio di Pietro Verri ha avuto molta rinomanza al tempo della sua pubblicazione, e ancora oggi risulta essere conosciuto ed apprezzato, anche perché è una delle letture di riferimento a cui si è ispirato Manzoni per la stesura della "Storia della colonna infame".
In questo libro, caratterizzato da una forte protesta contro la superstizione e la credenza popolare, Verri ci parla dell'evento che segnò la storia di Milano nel Seicento: quando cioè giunse la peste che, arrivata in quella città dalla lontana Spagna, decimò i due terzi della popolazione, generando una profonda crisi. In un periodo superstizioso come quello, vennero cercati dei capri espiatori, delle persone che, accusate di essere untori pubblici, dovevano subire il supplizio e il castigo di una giustizia immorale e tendenziosa. Degli innocenti furono accusati e, per farli confessare i crimini da loro mai commessi (e come potevano?), furono sottoposti ad atroci tormenti, per ottenere dalle loro parole verità che si cercavano tanto accanitamente con tutti i mezzi. Ma la tortura, che, ricordiamolo, è ancora ben presente nel nostro mondo, non riesce certo a raggiungere gli scopi che si prefigge: essa infatti riesce a estorcere al supplice solo una verità distorta dalla sofferenza, che è unicamente quella verità che è presunta tale dal torturatore; una verità che appartiene sempre e necessariamente al mondo della fantasia, una verità che non ha nulla di reale, ma che è il lamento del sofferente quando è costretto a dire tutto quello che i suoi aguzzini gli impongono. La stupidità e la tronfia ferinità di quei tempi imponevano idee assurde e pratiche oscene: credendo di inseguire il vero, si faceva riferimento di fronte al torturato alla presunta verità che avrebbe dovuto affermare, ed egli poteva così riferirla alla giustizia così come l'aveva potuta udire. Non solo quindi, quella della tortura, una pratica immensamente inumana e crudele: anche una pratica stolida, ignorante, idiota, come l'autore ci mostra con perfetta chiarezza, dimostrandoci per punti salienti e concetti espressi quella idiozia così pericolosa per l'uomo e per le sue alte aspirazioni.
In quei tempi di barbarie, né la religione né la cultura poneva freno a queste idee assurde: anzi, la prima, foriera prevalentemente di superstizione, le esacerbava, e la seconda, miope e incapace di opporsi, anzi a volte lei stessa fallace, dimostrava con pensieri, degni della più contorta sinuosità, la validità delle affermazioni aprioristiche e popolari.
Questo libro cerca di gettare un lume inestinguibile sulla nefandezza cui arriva una società che non pone gli uomini, ma soprattutto l'idea di umanità, come fondamento del suo tessuto relazionale: senza amore e ragione, (vedi anche Bertrand Russell, "Pensieri"), non può esserci rettitudine né virtù.


Consigliato a:

Questo libro è consigliato soprattutto a chi vuole approfondire da un punto di vista storico le tematiche legate alla tortura. Lettura consigliata anche per chi voglia conoscere le fonti della "Storia della colonna infame" manzoniana, e quindi anche dei "Promessi sposi". In particolare, andrebbe letto anche un altro celeberrimo saggio sull'argomento: "Dei delitti e delle pene", di Cesare Beccaria  (ne abbiamo disponibile l'audiolibro), altra vasta fonte di ispirazione per Manzoni.

Scorrevolezza Valore artistico Contenuti Globale
8 6 8 8



 

Titolo
Osservazioni sulla tortura
Tit. originale
Osservazioni sulla tortura
Autore
Pietro Verri
Editore
Progetto Manuzio - www.liberliber.it
Anno
1768
Pagine
156.000 caratteri
Genere
Saggio
Argomento
Diritto

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