Recensioni
libri
I
libri
imperdibili
Audiolibri
Biografie
autori
Correnti letterarie
Progetto
Letteratura VR
Progetto AEDO
Recensioni
film
Recensioni
giochi
Articoli
Fotografie
Racconti
Umorismo :-)
Staff
Scrivimi!
Links
Vecchie
news
Accesso rapido
alle recensioni
Clicca sulle lettere per
accedere agli
autori
indicizzati
A
| B
| C
D
| E
| F
G
| H
| I
J
| K
| L
M
| N
| O
P
| Q
| R
S
| T
| U
V
| W
| X
Y
| Z
|
|
Recensione
a cura di Giulia
Victor Hugo
(Besançon
1802 - Parigi 1885) poeta, romanziere e drammaturgo francese, la cui
opera diede grande impulso al movimento romantico in Francia;
è
autore di testi poetici dove si intrecciano tematiche personali e
politiche, di opere teatrali a sfondo storico e di romanzi,
fra cui i
più celebri: "I Miserabili"
e "Notre-Dame di
Parigi".
Il romanzo è
ambientato nella Parigi gotica e vede come sua
principale protagonista la maestosa ed imponente cattedrale di
Notre-Dame, a cui l' autore dedica diversi capitoli in cui parla
dell'architettura.
La trama è stata composta su una parola, scoperta
dall'autore
nello scuro recesso di una delle torri: FATALITA'.
Questa parola di maiuscole greche profondamente incisa nel sasso,
colpì vivamente l'autore, spingendolo ad indovinare quale
poteva
essere stata la lugubre mano medioevale che l'aveva tracciata. "L'uomo
che la tracciò su quella parete è da vari secoli
scomparso dal flusso delle generazioni; la parola è, a sua
volta, scomparsa dal muro della chiesa; la chiesa stessa
scomparirà forse, fra non molto, dalla faccia della terra".
Il romanzo
presenta tre protagonisti principali, le cui vite sono
legate fra loro dalla sola fatalità che possiede i loro
destini:
un arcidiacono fanatico e integralista, una graziosa zingarella, gaia e
spensierata e il giovane campanaro deforme di Notre-Dame.
Attorno ad essi ruotano altri personaggi minori, che però
giocano un ruolo fondamentale per l'esito della vicenda e comunque sono
tutti ben caratterizzati e presenti fin dalle prime pagine; fra questi:
il mediocre e aspirante artista intellettuale Gringoire, che l'autore
si diverte a demolire fin dalle prime pagine, il viziato e incosciente
Giovanni Frollo, fratello dell'arcidiacono, la reclusa e penitente
della Torre d'Orlando, e, infine la paltoneria e le comari.
Il romanzo ha
inizio con una data: 6 Gennaio 1482, che segna l'inizio
del tempo del racconto: la festa dei matti. Nel centro della vecchia
Parigi, il popolino si preparava ad eleggere "il papa dei matti": per
un solo giorno, la faccia più brutta di Parigi sarebbe
diventata
il re della folla. A questo punto fanno il loro ingresso i
protagonisti; paltonieri, storpi e mendicanti si ammassavano per
inventare la smorfia più brutta, ma, nel 1482, fu la faccia
di
Quasimodo, che non era affatto una smorfia, a diventare la faccia de
"papa dei matti" e mentre tutti acclamavano il nuovo re, l'attenzione
venne distolta dalla musica di un tamburello e dalla danza di una
giovane zingarella in compagnia della sua capretta. A partire da questo
momento ha inizio la vicenda, che avrà come sue vittime
predestinate Quasimodo ed Esmeralda, che interpretano il bene. Ed
è appunto sul rapporto tra il bene e il male che si
concentra il
fitto intreccio fra i personaggi: il male viene descritto in modo
consapevole e inconsapevole dai diversi punti di vista dei personaggi;
la storia si svela pian piano, ed è solo verso la fine del
romanzo
che tutto si compone in modo chiarissimo. Particolarmente
importanti sono i titoli dei capitoli, delle vere e proprie "frasi
chiave" per il lettore; che, messe insieme, possono costituire la trama.
Il romanzo
sembra quasi essere diviso in due parti: una costituisce la
vicenda, in cui Hugo si concentra molto sul carattere dei personaggi,
così la storia assume un aspetto quasi filosofico e diventa
un
occasione per far riflettere su come si comporta l'uomo; l'altra
è una sorta di trattato descrittivo sull'architettura;
particolarmente interessante è il capitolo "Questo
ucciderà quello" ; "Il libro ucciderà l'edificio"
; Hugo
vedeva nell'architettura, nelle grandi costruzioni del passato, il
primo linguaggio dell'uomo, e ne vedeva la fine, con l'avvento della
stampa, poiché ovviamente il libro sarebbe diventata la
forma
espressiva degli uomini moderni.
Consigliato
a:
Leggendo il libro
mi sono immaginata una ragazza della mia
età, che lo stesse leggendo all'epoca in cui è
stato
scritto; così mi sono resa conto che era stato concepito
anche
come una grande opera di intrattenimento e che, prima dell'invenzione
del cinema, i libri avevano la funzione di avvincere il lettore e
probabilmente provocavano la reazione che abbiamo noi oggi, guardando
un bel film. E' la prima volta che mi imbatto in un libro come questo,
ed è la prima volta che piango leggendo un libro; il romanzo
è scritto magnificamente, e, fra le precise e minute
descrizioni
dei personaggi, e soprattutto dei loro caratteri, quello che mi ha
colpito di più, è Quasimodo: diverso, indifeso,
in balia
della fatalità degli eventi e soprattutto degli altri.
Riguardo alla frase "Questo ucciderà quello", probabilmente,
se
Hugo fosse
vissuto un secolo dopo, avrebbe scritto "La televisione
ucciderà il libro".
| Scorrevolezza |
Valore
artistico |
Contenuti |
Globale |
| 7 |
8 |
9 |
8 |
|
Fronte
|
Retro
|
 |
 |
|
Clicca
sulle immagini per ingrandire
|
|
Titolo |
| Notre-Dame
de Paris |
Tit.
originale |
| Notre-Dame
de Paris |
Autore |
| Victor
Hugo |
Editore |
| Biblioteca
Economica Newton |
Anno |
| 1831 |
Pagine |
| 347 |
Genere |
| Romanzo |
Argomento |
|
|