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Ricerca personalizzata
Questa raccolta contiene più di 230 poesie del noto autore, capostipite della Beat Generation. Si possono trovare qui tutte le tematiche care a Kerouac, come la vita di vagabondo, il rapporto con esistenza e morte, il buddismo, soprattutto in riferimenti incessanti alla filosofia orientale. Scritto con uno stile frammentario, vero monumento al flusso di coscienza, tipo di espressività che l'autore stesso aveva creato, questo volume si fa maggiormente apprezzare per le dissonanze verbali, per la disgregazione del linguaggio che si frammenta in molteplici quanti informativi. In esso le sillabe si destrutturano e la frase assume nuovi connotati, a volte onomatopeici: spesso il significante si smarrisce nel significato, per una poesia in cui la ricerca dell'innovazione stilistica si fa estrema, e dove anche la realizzazione visiva delle strofe ha una sua struttura particolare, fatta di a capo sporadizzati, di lunghe pause, di lettere distanziate, punteggiature che spezzano il ritmo. Insomma un fiorire di modalità espressive nuove che sembra vogliano indurre il lettore, in un crescendo fonetico e terminologico, a quella frammentazione dell'Io di fronte a problemi della vita che sembrava caratterizzare Kerouac. Poesie intense, piene di riferimenti spesso incomprensibili al lettore italiano, dove la ricchezza di suoni e di neologismi la fa da padrone. Stupisce a volte per la scissione della forma dal suo contenuto, per le invettive contro chi non capisce, per le apologie sulla droga, per i richiami all'intelletto orientale, ai koan buddisti, ad una mitologia personale del concetto di Nirvana e Samsara.
E' un'opera intensa, questa, ma non è certo
consigliata agli amanti della forma stilistica rigorosa, cui consiglio
invece di orientarsi verso altri autori. Se non vi interessa il genere,
potete infatti orientarvi su autori come Quasimodo
(per le tematiche tanatologiche), Hermann Hesse
(per gli influssi orientali e il vagabondaggio), Keats
e Yeats
(per uno sguardo al rapporto problematico dell'esistenza), Rimbaud (per
l'arte non convenzionale e di frattura), Verlaine
(per il lirismo romantico).
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