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Recensione a cura di Christian
Questo memorabile romanzo
della Yourcenar,
accuratissimo nelle
ricostruzioni storiche e nella fase di documentazione che precede la
stesura dell'opera, ci presenta la vita dell'imperatore romano Adriano,
narrata attraverso le sue parole, in un continuo fluire di fatti,
eventi e pensieri raccontati al suo diletto successore, colui che
sarà l'illuminato imperatore-filosofo Marco Aurelio. Adriano
ebbe il potere assoluto sull'esercito romano, ma riuscì a
farne uso saggio e sereno, pacificando le contese territoriali che
causavano innumerevoli morti e terribili disastri; costrueì
biblioteche, templi, opere pubbliche, monumenti, interessandosi alla
raffinata saggezza greca, e fungendo da mediatore per i diverbi fra
popoli: insomma, fu un imperatore illuminato, votato al sereno
consolidamento dell'impero romano, mirando con le sue azioni a
concedere pace e serenità ai popoli.
E'
affascinante conoscere la vita di quest'uomo: fu dotato d'intelligenza
e cultura, ma decisamente indirizzato all'azione, e riuscì a
contemperare il gusto per la raffinatezza, per la sensualità
che sfocia nella lussuria, con il desiderio di accrescimento interiore,
di conoscenza delle tradizioni e dei saperi delle genti, mediando il
tutto tramite le sue acute analisi e la sua mirabile
solidità morale.
Personalmente, quando mi sono
accostato a quest'opera sono rimasto un po' interdetto: mi sembrava un
volume dominato da una qual certa ostentata saggezza popolare, a volte
un po' miope; ma continuando la lettura, non solo la narrazione si fa
avvincente, ma, inquadrando meglio il significato di quest'opera come
summa di vita, piuttosto che come insieme di singoli aspetti di un
uomo, si riesce a comprendere questo lavoro di immensa accuratezza
storica in tutto il suo valore.
L'unico aspetto che mi lascia
perplesso è l'amareggiato pessimismo che sottende tutta
l'opera: l'autrice, già nella scelta della forma letteraria
(quella delle memorie), dimostra un marcato sconforto per la
realtà, e vari passi del volume dimostrano come la
felicità sia nel ricordo, nel rammentarsi il passato,
più che nel sperimentare l'hic et nunc, il qui e ora. E'
questa una scelta che può essere condivisa, ma la
tragicità ineluttabile che si manifesta soprattutto nel
finale, conduce lungo un percorso di lettura impervio e sdrucciolevole.
Comunque, non è certo la chiusa dell'opera che
può distogliere dalla lettura: questo romanzo
fonda la sua
grandezza sulla veduta d'insieme, non sui singoli accadimenti o
pensieri, e il suo valore olistico unitario è sicuramente
superiore alla somma delle sue singole parti.
Consigliato
a:
Consiglio questo volume a tutti gli appassionati di
storia
romana, ma non solo: tutti potranno trarre beneficio dalla lettura di
questo libro, intenso ma al contempo pacato e sereno.
Un altro romanzo
meritorio che potreste leggere di Marguerite Yourcenar
è "L'opera al nero".
Se vi
è piaciuto questo volume, potreste leggere altre opere
ambientate al tempo dei romani: innanzitutto i classici latini (per
esempio Cicerone, Virgilio, Seneca), ma anche Shakespeare nel suo
"Giulio Cesare" e in "Coriolano", e Gustave
Flaubert in "Salambò"
(ambientato a Cartagine).
| Scorrevolezza |
Valore
artistico |
Contenuti |
Globale |
| 8 |
7.5 |
8.5 |
8 |
|
Fronte
|
Retro
|
 |
|
|
Clicca sulle immagini per
ingrandire
|
|
Titolo |
| Memorie di Adriano |
Tit.
originale |
| Mémoires d'Hadrien suivi
de Carnets de notes de Mémoires d'Hadrien |
Autore |
| Marguerite Yourcenar |
Editore |
| CDE spa |
Anno |
| 1951 |
Pagine |
| 317 |
Genere |
| Romanzo |
Argomento |
| Ricostruzione
storica |
|