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Recensione a cura di Christian
Questa è una delle opere più pregevoli
scritte da Natalia Ginzburg.
Con lo stile chiaro, scorrevole, quasi
ingenuo che la contraddistingue, ci narra la storia della sua famiglia,
con un'eccellente caratterizzazione dei suoi familiari, degli amici,
delle conoscenze, dei parenti.
Si percepisce distintamente
una certa filiazione culturale nei confronti della "Recherche"
proustiana:
quest'opera viene sovente citata nel testo, ed è
apprezzata sia in famiglia che anche, in modo particolare, dalla stessa
scrittrice (che solo pochi anni prima della pubblicazione di questo
romanzo
stava lavorando alla traduzione in italiano della "Recherche"
di Proust);
lo stile narrattivo, incentrato su vicende familiari che schiariscono a
poco a poco una veduta d'insieme della storia e delle vite narrata, ha
qualche punto di contatto con l'opera dell'autore francese.
Ciò che più colpisce di quest'opera è
il linguaggio: semplice, chiaro, apparentemente referenziale ma in
realtà nettamente evocativo, allusivo, in grado di
tratteggiare la realtà sia con quanto afferma esplicitamnete
che con quello che tace.
Si distingue nell'opera una
circolarità della storia, che è un continuo
richiamarsi a se stessa, per quello che riguarda le vicende narrate,
per quanto riguarda il lessico usato: espressioni, parole, modi di dire
che periodicamente riappaiono nella narrazione, rievocando periodi
storici differenti della famiglia. Un continuo gioco di richiami che
diviene dapprima, autocitazione, poi, nuova trama e nuovi intenti
narrativi.
La capacità di riportare alla mente
situazioni lontane nella dimensione temporale rende quest'opera
pregevole e mai scontata, a patto di apprezzare il candore, frutto
più di meditazione profonda che di spontaneità,
che caratterizza l'opera qui presente e la narrativa della Ginzburg
in
genere.
Consigliato
a:
Se vi è piaciuta questo volume, dovreste leggere le
altri grandi opere di questa meritoria autrice:
in particolare "Le
piccole virtù", una raccolta di saggi
e articoli, e "Le voci
della sera".
Se vi piace leggere romanzi e
racconti che sanno
evocare sensazioni, luoghi, sentimenti lontani o vicini ma spesso
impalpabili, vi consiglio una grande autrice contemporanea: Banana
Yoshimoto, in ottime opere come "Amrita",
"Kitchen", "Tsugumi".
| Scorrevolezza |
Valore
artistico |
Contenuti |
Globale |
| 9 |
8 |
8 |
8,5 |
|
Fronte
|
Retro
|
 |
 |
|
Clicca sulle immagini per
ingrandire
|
|
Titolo |
| Lessico famigliare |
Tit.
originale |
| Lessico famigliare |
Autore |
| Natalia Ginzburg |
Editore |
| Einaudi |
Anno |
| 1963 |
Pagine |
| 218 |
Genere |
| Romanzo |
Argomento |
|
|