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Ricerca personalizzata
Ne "Le tre stimmate di Palmer Eldritch" confluiscono
diverse
tematiche care a Philip K. Dick. La
fase allucinatoria e ipnagogica che
caratterizza tutta la produzione romanzesca
dell'autore americano
vengono qui concentrate e finalizzate ad un'esperienza ontologica e
salvificante di contatto con l'essenza primordiale, il dio buono che
promette l'eterna vita. Ma purtroppo "l'Essere che è" assume
connotati via via più inquietanti lungo il proseguo del
libro, e, da entità buona e dispensatrice di vita, muta
divenendo l'aberrante "urgrund", termine che Dick associava all'essere
primordiale che impone il dokos all'umanità, cioè
una sorta di velo e barriera che altera la percezione della
realtà negativizzandola, rendendo impossibile la correta
assimilazione dell'oggettività cosmologica.
Consiglio quest'opera a tutti gli appassionati del
grande
autore americano, che sapranno apprezzare pienamente
l'originalità dell'opera e dei motivi alla base de "Le tre
stimmate di Palmer Eldritch". Chi invece non conosce Dick, potrebbe
iniziare leggendo altri suoi grandi lavori, in particolare "Blade Runner"
e "Un
oscuro scrutare" e "Ubik", che meglio
caratterizzano l'esperienza letteraria e umana dell'autore.
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