
Recensioni
libri
I
libri imperdibili
Audiolibri
Biografie
autori
Correnti
letterarie
Progetto
Letteratura VR
Progetto
AEDO
Recensioni
film
Recensioni
giochi
Articoli
Fotografie
Racconti
Umorismo
:-)
Staff
Scrivimi!
Links
Vecchie
news
Accesso
rapido
alle recensioni
Clicca sulle lettere per
accedere agli
autori indicizzati
A
| B | C
D | E
| F
G | H
| I
J | K
| L
M | N
| O
P | Q
| R
S | T
| U
V | W
| X
Y | Z
|
|
Recensione a cura di Joana
Link alla versione in portoghese
Link alla recensione di Christian
Michelini
"Le città invisibili" di Italo Calvino
sono state create per far sognare. Kublai Kan aveva bisogno di storie
immaginarie per addormentarsi, e anche noi lettori sognamo con gli
occhi ben fissi nelle incredibili descrizioni dei paesaggi utopici,
scopriamo culture che rimandano alle popolazioni arabe, e allo stesso
tempo ci immergiamo nelle città proibite cinesi. Questo libro vi
condurrà attraverso luoghi esotici e affascintanti, terre che molte
volte sono illuminate e al tempo stesso sommerse da profonde oscurità.
Sarà un viaggio in un mondo sconosciuto, percepibile attraverso tutti i
nostri sensi, ma non è possibile prendere un vero biglietto per
raggiungere queste mete. Ma, con la mente pronta ad immaginare le
dettagliate descrizioni dell'autore,
il lettore si sentirà proprio
dentro a queste incredibili città. E si immedesimerà nei personaggi
della storia.
Sono una sognatrice e ho sempre avuto una grande
immaginazione, ma è comunque piccola e insignificante se paragonata
alla genialità che mostra questo libro. Nelle descrizioni delle città
un punto che suscita in me una grande curiosità, è che in alcuni
momenti vedo, anche sapendo che sono completamente immaginarie, un che
delle sette città dell'Apocalisse. Clarisse di Calvino
e Laudiceia dell'Apocalisse rafforzano ancor più questa mia
impressione, data la somiglianza tra le due nella loro degradazione;
parlo del sentimento provocato, risvegliato nelle due letture, solo il
sentimento suscitato, visto che la descrizione delle due città risulta
ben differente. In mezzo ai nomi di città sconosciute e immaginarie,
vediamo i nomi di megalopoli ben conosciute tanto per le loro
dimensioni gigantesche quanto per i loro conflitti e problemi sociali,
caratteristiche di uguale forza e intensità.
Possiamo vedere
similitudini con Allan Kardec nelle descrizioni di una città piena di
persone non ancora nate. E' sempre curioso incontrare in alcune opere
letterarie un riferimento, anche se chiaramente involontario, ai
pensatori che fondarono certune correnti idealiste o religiose.
Laudomia, una città di morti, collegata per mezzo di un imbuto alla
città di quelli che non sono ancora nati. Questo tipo di coincidenza
tra morti, vivi e tra quelli che dovranno nascere mi ha fatto ricordare
Kardec.
Ma la forza di questo libro sono da una parte la capacità di
descrivere i singoli individui in una determinata società, dall'altra
le descrizioni di città e abitanti: minuziose, utopiche e ricche di
critica della nostra realtà; una forza che ci porta da visioni di città
immaginarie a realtà quotidiane, verso le nostre città e le nostre
vecchie abitudini, buone o cattive. Vecchie abitudini che sono eredità
culturali di ogni civiltà, e sono tramandate da generazioni, anche se
con nomi diversi.
"Le città invisibili" di Italo Calvino
è un invito all'immaginazione.
| Scorrevolezza |
Valore
artistico |
Contenuti |
Globale |
|
|
|
|
|
Fronte
|
Retro
|

|

|
|
Clicca sulle immagini per
ingrandire
|
|
Titolo |
| Le città invisibili |
Tit.
originale |
| Le città invisibili |
Autore |
| Italo Calvino |
Editore |
| Einaudi |
Anno |
| 1972 |
Pagine |
| 170 |
Genere |
| Romanzo |
Argomento |
|
|