Homepage | Libri | Film | Videogiochi | Fotografie | Articoli | Racconti | Download | Links | Scrivimi!


La risorsa online per le vostre letture

Combatti la fame nel mondo. Clicca su www.thehungersite.com

Aggiungi ALK Libri ai preferiti
Scrivimi per informazioni o richieste

Ricerca





Get a free search
engine for your site


Recensioni libri
I libri imperdibili
Audiolibri
Biografie autori
Correnti letterarie
Progetto Letteratura VR
Progetto AEDO
Recensioni film
Recensioni giochi
Articoli
Fotografie
Racconti
Umorismo :-)

Staff
Scrivimi!
Links
Vecchie news

Accesso rapido
alle recensioni

Clicca sulle lettere per accedere agli autori indicizzati

A | B | C

D | E | F

G | H | I

J | K | L

M | N | O

P | Q | R

S | T | U

V | W | X

Y | Z

 

 

 

Titolo
Autore
La novella del buon vecchio e della bella fanciulla Italo Svevo
Recensione a cura di Christian

Ricerca personalizzata

Ascolta l'audiolibro!

Questa novella di Svevo narra la storia di un anziano personaggio alle prese con il suo languido e sensuale desiderio di giovinezza, che si concretizza nel suo amore per una giovane donna, da lui conosciuta in un tram. L'inizio del racconto si configura come la narrazione della velata crapuloneria del vecchio, ma, subito, repentinamente, questo scenario cambia: il vecchio ha un attacco di angina pectoris, violento e doloroso; quando, passato il malore, consulta un medico suo amico, questi gli dice di mettersi a riposo, esser cauto nel mangiare e nel bere, ma soprattutto di non incontrar più la giovinetta, anzi, dimenticarla immediatamente, per non aggravare con gli strapazzi del cuore la sua già precaria salute.
Allora il vecchio si dedica ad un suo nuovo progetto: quello di scrivere un'opera sul rapporto naturale che deve esserci tra i vecchi e i giovani. E tutto questo lo porterà ad un regime di squilibrio: squilibrio delle pulsioni, con ritorni al suo amore, e squilibrio dell'intelletto, con una vorace quanto deleteria fame creativa.
Tutto questo fino ad una conclusione tanto scontata quanto significativa.
In questa breve opera l'autore continua il lavoro di correlazione tra arte romanzata e psicoanalisi, che già aveva elaborato in "La coscienza di Zeno". Se in quest'ultima è essenzialmente la persona ad essere impossibilitata a vivere, quasi spettatrice di un sé che non riesce ad affermarsi, ma che perdura nei propri vizi, nelle proprie deficienze, nel proprio spirito "perdente", qui, invece l'estro del singolo genera impulsi creativi, pulsioni che aspirano all'autoaffermazione, prima partendo dall'appagamento emozionale, per poi giungere a quello dell'intelletto, della propria mente mai sazia di conoscenza, sia essa introspettiva o esteriore. Ma la parabola della soddisfazione non è così semplice, sembra suggerirci l'autore, soprattutto dopo l'atto di autocoscienza determinato dalla psicoanalisi: da questa novella si evince soprattutto il carattere corrompente e disgregante delle pulsioni, che non riescono mai ad essere pacificanti e tranquille, nemmeno quando dirette a mire culturali. Un affresco dell'insanabile sete di sapere e di sperimentare dell'uomo, un essere che non ottiene serenità nemmeno nella condiscendenza con i propri desideri.
Una situazione difficile, spesso paradossale, per nulla umoristica secondo Svevo, al contrario di come a volte appare nella poetica pirandelliana: tutto questo confluisce in un finale che per negatività a mio parere non è inferiore a "La coscienza di Zeno": in quella è l'annichilazione della specie a sanare le incoerenze, qui è l'annichilazione del singolo ad essere l'unico motivo pacificatore e acquiescente dell'anima.

Consigliato a:

Consiglio questo breve racconto soprattutto a chi vuole approfondire la conoscenza dell'autore triestino, ma anche a chi si vuole avvicinare ad alcune delle tematiche della psicoanalisi. Se vi è piaciuto questa storia, dovreste avvicinarvi innanzitutto alle grandi opere di Svevo, prima di tutto il bellissimo "La coscienza di Zeno", ma anche "Una vita", "Senilità", "Corto viaggio sentimentale" (che abbiamo disponibile anche in formato audiolibro). Se volete approfondire la conoscienza della psicoanalisi da un punto di vista rigorosamente scientifico, dovreste partire dai suoi padri fondatori, come Freud, principalmente, con opere come "L'interpretazione dei sogni", "Psicopatologia della vita quotidiana", "Al di là del principio del piacere", "I saggi sulla sessualità"; ma anche da Adler e Jung, suoi discepoli che hanno intrapreso nuove strade di ricerca analitica.


Scorrevolezza Valore artistico Contenuti Globale
8 7 8 8

Fronte
Retro



Clicca sulle immagini per ingrandire

 

Titolo
La novella del buon vecchio e della bella fanciulla
Tit. originale
La novella del buon vecchio e della bella fanciulla
Autore
Italo Svevo
Editore
Progetto Manuzio - www.liberliber.it
Anno
1926
Pagine
100.000 caratteri
Genere
Racconto
Argomento

Homepage | Libri | Film | Videogiochi | Fotografie | Articoli | Racconti | Download | Links | Scrivimi! 

Tutti i marchi registrati appartengono ai loro legittimi proprietari. Non si intende violare alcun Copyright. I contenuti di queste pagine sono copyright di Christian Michelini, alias Kyme. E’ vietata la riproduzione senza il consenso dell’autore.