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Titolo
Autore
La notte di Lisbona Erich Maria Remarque
Recensione a cura di Christian

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Questo romanzo di Erich Maria Remarque si svolge, come periodo temporale, in una sola notte, ed è basato sull'incontro tra due profughi della Germania Nazista; uno, alla ricerca disperata di un passaporto per se e per la moglie, per potere emigrare negli Stati Uniti; l'altro, ormai amareggiato dalla vita, disposto a regalare il proprio passaporto vistato a chiunque sia in grado di ascoltare pazientemente la sua lunga storia.
Il romanzo si svolge quasi interamente come flashback nella storia narrata dal protagonista, una storia fatta di estreme sofferenze: tortura nel campo di concentramento nazista per essere un dissidente, fuga all'estero, vita da esule, ritorno in patria per incontrare di nuovo la moglie, ulteriore fuga... insomma, anni raccontati con l'amarezza del ricordo, il disincanto dell'uomo perseguitato, la sconfitta psicologica determinata dall'avversa fortuna.
"La notte di Lisbona" è molto scorrevole, e la narrazione, pur intrisa di dolore, è comunque veloce, e cerca di evitare la tristezza a favore dell'azione.
L'idea antimilitarista, che ha reso celebre Erich Maria Remarque nel suo "Niente di nuovo sul fronte occidentale", qui riappare, a distanza di decenni, come un languido anelito alla serenità del singolo, alla pace non solo delle nazioni, ma principalmente dell'uomo, visto come persona esposta al destino feroce dell'intolleranza, del sopruso, della violenza.
E' un romanzo accorato, questo, dotato di una forte senso di disagio, unito però alla speranza per il futuro, perché, se due vite sono state soffocate dalle prevaricazioni, altre due possono finalmente riabbracciare la speranza.
Questa lunga storia non vuole esprimere, a mio avviso, né unicamente la condanna di una società degradata, né il lutto necessario per una possibile rinascita: l'impulso più importante che sta alla base della narrazione è quello del ricordo, della rimembranza di un passato di intenso dolore che, proprio per la sua natura intima, incentrata sul singolo uomo e non sulle grandi nazioni, riesce a essere la chiave di decifrazione di una grande tragedia, e al contempo l'unità fondamentale della memoria, di una memoria che, rimanendo nel singolo e diffondendosi nei singoli, riesce, da un lato, a mitigare il dolore del sopruso e dell'inganno di una società proditoria, dall'altro, a sventare progressivamente nel tempo la minaccia di una nuova era di violenza e dolore.

Consigliato a:

Consiglio questo romanzo a tutte le persone che vogliono approfondire il tema della Seconda Guerra Mondiale alla luce dell'esperienza di vita di un grande autore. Se non l'avete ancora fatto, è essenziale, per la buona comprensione del pensiero di Erich Maria Remarque, leggere "Niente di nuovo sul fronte occidentale". Se volete leggere altri romanzi sulla seconda guerra mondiale, vi consiglio "La luna è tramontata" di John Steinbeck, "Per chi suona la campana" di Ernest Hemingway, e "L'uomo nell'alto castello" (conosciuto in italiano anche come "La svastica sul sole"), di Philip Kindred Dick, che analizza un mondo possibile in cui la Germania ha vinto il conflitto.

Note sulla reperibilità dell'opera.

Quando lessi il libro non ero a conoscenza della difficile reperibilità del volume, comunicatami da vari utenti.
Vi posso dire che l'ho recuperato presso la Biblioteca Pubblica di Pianoro (Bologna). In genere si può richiedere un prestito interbibliotecario (anche a livello nazionale) per i volumi poco diffusi.
In ogni caso, se abitate vicino a Roma o Firenze credo (spero) esista la possibilità di trovarlo presso le due rispettive Biblioteche Nazionali.

Scorrevolezza Valore artistico Contenuti Globale
8.5 7.5 8 8

Fronte
Retro
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Titolo
La notte di Lisbona
Tit. originale
Die Nacht von Lissabon
Autore
Erich Maria Remarque
Editore
Mondadori
Anno
1962
Pagine
313
Genere
Romanzo
Argomento

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