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Ricerca personalizzata
Quest'opera
di Italo Calvino
ci presenta la
vita di un intellettuale in un seggio di voto, durante le elezioni
politiche italiane a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta del
Novecento. Il protagonista si trova di fronte a soprusi truffaldini
inconcepibili, perché quasi inconcepibile è il
luogo dove
si trova: il "Cottolengo", celebre centro torinese dove vengono
ospitati infermi mentali e fisici, gente in punto di morte, ammalati
gravi. Qui l'autore,
che si indentifica nel suo personaggio, opposto
alla maggioranza di governo, è un pensatore che cerca da un lato
di
far valere la forza della ragione in mezzo alle deprimenti astuzie
messe in atto per far votare chiunque, anche pazzo o incosciente, per
il partito politico al potere; dall'altro lato è uno
scrutatore
nel senso più vasto del termine: osserva la devozione
politica
degli infermi, la loro faciloneria, la visita di un parlamentare, il
senso di oppressione misto a inesorabilità del luogo; si
sofferma sulle speranze di un futuro diverso per quei malati.
Consiglio questo volume a quanti hanno già letto almeno le opere più importanti di Calvino. Se vi è piaciuta quest'opera, vi consiglio di leggere anche "La nuvoletta di smog", "Il visconte dimezzato", "Il barone rampante" e soprattutto "Ti con zero" e "Le città invisibili".
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