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Recensione a cura di Christian
Questo racconto di Honoré
de Balzac appartiene al ciclo della Commedia Umana
dell'autore.
Anche quest'opera è ben realizzata, e
ciò che più colpisce in essa è la
sapiente ricostruzione ambientale svolta all'inizio del brano.
Balzac
sembra qui preannunciare il naturalismo
di autori successivi
come Zola
(soprattutto quello di romanzi
come "Nanà").
Infatti, la presentazione iniziale dell'ambiente in cui si muovono i
protagonisti, quello parigino, dove dominano la bramosia di denaro e la
fame di sesso, è realizzata con rara maestria, con un gusto
compiaciuto dell'eccesso che ben si adegua agli eccessi ivi narrati.
Una ricostruzione mirabile per la sua puntigliosità, per la
copiosità di particolari, per l'intensità
narrativa con cui viene svolta.
La seconda parte dell'opera
narra invece le vicende di un viveur parigino che, mai sazio delle sue
conquiste, vuole riuscire a far sua una irraggiungibile ragazza, dalla
storia misteriosa e contrastata.
La narrazione, con il
proseguire del racconto, si fa torbida e truculenta, come in altre
opere dell'autore
(a questo proposito si può assimilare
questo volume a "Splendori
e miserie delle cortigiane").
La forza
espressiva di Balzac non
viene messa in discussione nemmeno in questo
caso: la sua capacità di descrivere le situazioni, la sua
perizia nel decifrare gli stati d'animo dei protagonisti, e una
maestosa qualità ricostruttiva, determinano una
capacità non comune nel narrare, e fanno di quest'opera,
come molte altre dello scrittore, un capisaldo della narrativa realista.
Consigliato
a:
Consiglio questo volume a tutti quelli che non conoscono
Balzac e
vogliono essere introdotti al suo stile e ai suoi ambienti
narrativi. Questo libro può essere un buon punto di partenza
per esplorare i mondi balzachiani.
Se vi è
piaciuta quest'opera, vi consiglio di leggere gli altri grandi volumi
di Balzac
facenti parte la Commedia umana: il già citato "Splendori
e miserie delle cortigiane", ma soprattutto "Le illusioni perdute",
"Papà
Goriot", "Eugenia Grandet", "Il colonnello
Chabert". Se vi piacciono gli autori francesi
dell'Ottocento, vi consiglio di leggere Flaubert
("Madame Bovary",
"L'educazione sentimentale", "Tre racconti"),
Zola
("Nanà",
"La bestia umana",
"Il
ventre di Parigi", "Il denaro"),
Maupassant
("Pierre
e Jean", "Bel-Ami").
| Scorrevolezza |
Valore
artistico |
Contenuti |
Globale |
| 8 |
8 |
7 |
7.5 |
|
Fronte
|
Retro
|
 |
 |
|
Clicca sulle immagini per
ingrandire
|
|
Titolo |
| La fanciulla dagli occhi d'oro |
Tit.
originale |
| La fille aux yeux d'or |
Autore |
| Honoré de Balzac |
Editore |
| L'editore |
Anno |
| 1835 |
Pagine |
| 79 |
Genere |
| Racconto |
Argomento |
|
|