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Titolo
Autore
L'ombra dell'olocausto Benjamin Bender
Recensione a cura di Joana
Traduzione di
Christian Michelini

Link alla versione portoghese

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“L'ombra dell'olocausto - Storia di due vite” di Benjamin Bender è un libro biografico e storico. I personaggi narrati, sono chiaramente reali, e i fatti veritieri. Comincia la sua storia poco prima dell'invasione da parte della Germania della Polonia, dove vivevano i personaggi narrati. Foto d'epoca rivelano i volti di queste persone lasciando al lettore immagini che permangono nella mente. Benjamin Bender, autore del libro, dimostra nelle prime pagine della sua opera una grande modestia, senza pretese, ma nello scorrere delle pagine vediamo che l'autore è dotato di estrema sensibilità e conoscenza letteraria dei grandi autori del secolo XIX.


Il libro racconta anche le lotte dei partigiani che facevano resistenza al nazismo. Vivendo in condizioni animalesche, usando i boschi della Polonia per difendersi dal rigido inverno e dai nazisti, questi partigiani, combattenti e armati, incontravano qualche appoggio da una piccola parte della popolazione che viveva attorno ai boschi, ma non hanno costruito nessun tipo di abitazione che potesse richiamare l'attenzione dei tedeschi: vivevano in buchi nel terreno coperti da fogliame. Lì da due anni viveva un'adolescente, Sara Malachowski, che scopriva che il coraggio di lottare per la propria vita non ha limiti. Dove ha visto la vita continuare aiutando la nascita di un bambino, con impegno e coraggio, tagliando il cordone ombelicale con i denti. Non visse i campi di concentramento grazie al coraggio e alla determinazione delle donne della sua famiglia, in particolare di sua zia Chanka.
E' un libro emozionante e commovente, un viaggio nel passato di quegli anni oscuri, in quella guerra sanguinaria e ingiusta. Tutti i personaggi videro l'inesorabilità della morte da vicino.
I giovani sopravvissuti alla Seconda Guerra Mondiale, trasferiti forzatamente in Israele, dovettero affrontare un'altra guerra, senza potervisi opporre, ma senza famiglia, senza casa e senza denaro per ricominciare. I governanti europei decisero di far ritornare questi giovani in Palestina, una terra dove vissero i loro antenati, poi cacciati via dai Romani.


Anche se erano nati nei paesi europei, ben collocati nella società, anche se avevano perso i beni e le famiglie, la pulizia etnica continuò in Europa. Non con la barbarie perpetrata dal nazismo, ma per non avere il diritto di scegliere dove rifarsi una vita, o almeno l'appoggio dei governi nei loro rispettivi luoghi di nascita, dove possedevano le loro case e i loro beni che erano stati rubati e distrutti, al tempo in cui con le loro famiglie erano cittadini di quelle nazioni. Nella giovane Israele, dove furono deportati dagli europei, altri conflitti interni nacquero, un'altra guerra è scoppiata questa volta contro gli arabi. Altre famiglie hanno perso terre e case. “Mi riferisco ai Palestinesi”.
Dopo quasi sessant'anni Benjamin Bender ritorna in Germania aiutando un'equipe televisiva per girare uno speciale sulla Seconda Guerra Mondiale, e risponde a una domanda fattagli da una persona della troupe in questo modo: “Io non sono capace di odiare, ma disprezzo l'obbedienza cieca e ottusa dei tedeschi all'ordine di uccidere. Questa pazzia va al di là della mia capacità di comprensione.”

Scorrevolezza Valore artistico Contenuti Globale

Fronte
Retro



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Titolo
L'ombra dell'olocausto
Tit. originale
Glimpes. A memoir of the Holocaust
Autore
Benjamin Bender
Editore
Giuntina
Anno
1994
Pagine
200
Genere
Autobiografia
Argomento
Olocausto

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