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Recensione
a cura di Denise Mereu
"Ninè,
non ti ho mai
regalato niente vero?"
"No bà, mai
niente!
"E allora apri la
tasca
perché questa sera ti regalo una fetta di cielo".
"In quell'istante
e per la
prima volta si lacerò la membrana sottile dei miei sogni, e
si
inquinò del verde amaro dell'esistenza".
Prima di leggere questo libro non avevo mai
pensato all’idea
della vita
vista come un viaggio, in cui anche senza andare lontano ogni giorno
l’ignoto è tutto da scoprire, specie quando
partendo, con la
nascita, non sappiamo quale sia la nostra destinazione
finché
non si avvicina il nostro ultimo giorno. Il protagonista di questo
libro si chiama Nineddu, in queste pagine ci accompagnerà
nei
ricordi e nelle emozioni che hanno scandito la sua difficile esistenza,
immagini e sensazioni cosi vivide e intense che lo fanno tornare
indietro nel tempo, fino a ricordare il giorno della sua nascita.
Il paese di Oropische fa da sfondo alla sua infanzia e adolescenza,
Nineddu fin da piccolo vuole vivere secondo le sue regole, le
imposizioni in famiglia e a scuola lo trasformano in un ribelle che si
rifugia nei libri per cercare quelle risposte che gli adulti non sanno
dargli. Il viaggio è scritto come un diario in cui i ricordi
fanno battere ancora forte il cuore, come la prima volta che Nineddu
vede il mare, che si innamora o che scopre il dolore funesto della
morte.
La sua voglia di libertà e ribellione è forte
quanto il
legame con la sua famiglia, anche se lui forse non lo vuole ammettere.
Il nonno era una figura speciale, e anche il loro rapporto lo era, non
avevano bisogno di grandi discorsi per capirsi, per questo la sua morte
sarà un dolore che non andrà mai via. Nineddu
capisce
l’importanza della cultura, ma non di quella imposta nelle
scuole, ama
leggere e ciò lo renderà più forte e
consapevole
della persona che vuole diventare, ma niente sarà mai come
la
dolcezza del ricordo dei pomeriggi trascorsi ad ascoltare i racconti
della nonna accanto al caminetto acceso, mentre fuori nevica. Prende la
vita come viene, Nineddu, sogna e combatte ogni giorno cercando la sua
strada, anche se questo significa andare contro tutti, compresa la sua
famiglia. A Oropische la vita è una battaglia quotidiana per
tutti, specie per i lavoratori delle miniere che mettono in gioco la
loro, di vita, ogni volta che arriva l’alba e si ritorna
nelle viscere
di quelle terre maledette. Ha pensato tutto il tempo che una rabbia
così grande lo avrebbe portato alla libertà,
quella che
Nineddu cercava nei libri, la passione e il fuoco che si porta dentro
dalla nascita lo rendono un ragazzo speciale, la sua continua sete di
risposte lo aiuteranno ad andare avanti, queste vite possono sembrare
sempre troppo tristi e senza speranza, in realtà
Nineddu e
i suoi ricordi vi lasceranno qualcosa dentro, perché una
vita
vissuta senza lottare non avrebbe un senso, le conquiste di ogni giorno
valgono la pena di vivere, come ha fatto lui, fine alla fine.
| Scorrevolezza |
Valore
artistico |
Contenuti |
Globale |
| 7 |
7,5 |
7 |
7,5 |
|
Fronte
|
Retro
|
 |
 |
|
Clicca
sulle immagini per ingrandire
|
|
Titolo |
| Il viaggio degli inganni |
Tit.
originale |
Il
viaggio degli inganni
|
Autore |
| Salvatore
Niffoi |
Editore |
| Il
Maestrale |
Anno |
| 2001 |
Pagine |
| 219 |
Genere |
| Romanzo |
Argomento |
|
|